Falvo: «Vibo è la punta dell’emergenza ‘ndrangheta in Calabria»

Audizione del procuratore Falvo, che evidenzia le problematiche del territorio «più critico, forse anche a livello nazionale», sollecita il potenziamento degli organici giudiziari e richiama la politica a fare la sua parte. La Commissione prevede un sopralluogo ad hoc nel Vibonese. Don Stamile: «Libera si costituirà parte civile al dibattimento di “Rinascita Scott”»

CATANZARO La “frontiera” Vibo Valentia è la punta avanzata dell’emergenza ‘ndrangheta in Calabria, al punto da diventare il tema dominante della seconda giornata di audizioni della Commissione parlamentare antimafia nella Prefettura di Catanzaro. Martedì mattina si erano svolte già altra audizioni.
Ed è il procuratore di Vibo Valentia, Camillo Falvo, a declinare ai commissari le problematiche di quello che definisce il «più critico, forze a livello anche nazionale», sollecitando una particolare attenzione al tema della scopertura degli organici giudiziari e richiamando la politica e l’amministrazione a fare la propria parte, a ulteriore supporto del poderoso (e già produttivo) sforzo investigativo messo in piedi dalla Dda guidata da Nicola Gratteri. Un’esortazione, quella di Falvo, che l’Antimafia sembra aver recepito, manifestando l’intenzione di organizzare una missione ad hoc a Vibo Valentia nei prossimi mesi, Covid permettendo.

L’AUDIZIONE DI FALVO «Un’audizione abbastanza lunga, anche perché le cose da dire sul Vibonese sono tante, come si può immaginare», ha detto Falvo parlando con i giornalisti all’uscita dalla Prefettura di Catanzaro. «I commissari – ha aggiunto il procuratore di Vibo – sono stati particolarmente attenti, è stato anticipato che probabilmente faranno un’altra giornata a Vibo Valentia. Sono contento di questa attenzione verso un territorio particolarmente problematico». «È stato particolarmente proficuo – ha detto ancora – il faccia a faccia. Ho potuto constatare la vicinanza del presidente e di tutta la Commissione. Una bella giornata. Ho ribadito la sinergia costante che c’è tra la Procura di Vibo Valentia e la Dda di Catanzaro non solo per il rapporto personale che mi lega al procuratore Gratteri ma per le necessità che quotidianamente si pongono, c’è uno scambio continuo di informazioni, una collaborazione continua e costante e bidirezionale e da questo punto di vista andiamo molto bene. Speriamo nel prossimo futuro di riuscire a dare alla luce i primi risultati».


Secondo Falvo «l’emergenza ‘ndrangheta nel territorio di Vibo Valentia è da tanti anni la prima emergenza del Distretto di Catanzaro, d’altra parte non ne ha fatto mistero neanche il procuratore Gratteri». «Ci sono altri territori problematici in Calabria – ha sottolineato – ma Vibo è sicuramente quello più critico, ma forse a livello nazionale, non solo locale. Lo sforzo investigativo della Dda è stato notevole, del resto lo si è visto e si vedrà ancora». «Lo stesso procuratore Gratteri – ha poi aggiunto – mi diceva che addirittura investirà forse anche un altro sostituto oltre a tre che già sono dedicati dalla Dda di Catanzaro sul territorio di Vibo». «Questo significa – ha sostenuto il procuratore di Vibo – che l’attenzione è tenuta alta nonostante i risultati già ottenuti, cioè non si si è seduti sugli allori».

SOS ORGANICO NEL VIBONESE È la scopertura degli organici a preoccupare Falvo. «Il territorio di Vibo Valentia – ha rilevato il procuratore – meriterebbe una dotazione di organico della magistratura nettamente superiore, e non mi riferisco soltanto alla Procura, che affronta il territorio con il più alto indice di crimini violenti oltre ad affrontare tutte le problematiche di una criminalità vicina alla ‘ndrangheta, ma c’è anche un problema Tribunale». «Quando è stata rideterminata la pianta organica – ha affermato – avevo chiesto che venisse aumentata di un paio di unità la Procura di Vibo, segnalando anche l’inadeguatezza di quella del Tribunale, perché non c’è solo la Procura di Vibo che manda volumi al Tribunale di Vibo, ma c’è anche la Dda, il giudice naturale di “Rinascita Scott” e di tutte le indagini che ci saranno con più sostituti è il Tribunale di Vibo, e il Tribunale di Vibo non è il Tribunale di Catanzaro». «Se non viene rinforzato non so come faccia a far fronte. Questo – ha rimarcato Falvo – è il problema forse principale che ho posto e che credo sia stato colto positivamente dalla Commissione».

IL MESSAGGIO ALLA POLITICA Falvo comunque ha evidenziato che «molto sta cambiando». «La ‘ndrangheta non la sconfiggiamo con le operazioni antimafia – ha sottolineato – purtroppo, quelle aiutano, sono necessarie per dare un segnale. Bisogna creare le condizioni affinché i giovani non si avvicinino alla criminalità e abbiano un’alternativa, possano scegliere. In questo molto ci deve mettere anche la politica e l’amministrazione». «Negli incontri il procuratore Gratteri dice sempre – ha riportato Falvo -che “gli spazi che liberiamo li dovete andare ad occupare”: ecco, quell’occupazione deve venire non solo dai cittadini e dalla società, ma anche la politica e l’amministrazione devono far sì che si creino le condizioni affinché i ragazzi non si avvicinino alla criminalità organizzata. Sta cambiando molto, le istituzioni a Vibo ci sono, sono presenti, sono unite e fanno fronte comune, anche con la Dda».
«Da questo punto di vista secondo me – ha osservato infine Falvo – le cose vanno benissimo. C’è però tanto da lavorare, e tanto sta lavorando la Dda. Speriamo di arrivare a un punto in cui si possa pensare di lasciare magari un solo sostituto della Dda su Vibo Valentia».

MORRA: PRESTO SOPRALLUOGO A VIBO L’audizione di Falvo è stata una delle ultime dell’Antimafia a Catanzaro. Il presidente della Commissione, Nicola Morra, ha quindi tracciato una sorta di bilancio, spiegando che «in base a quello che abbiamo ascoltato, sia nella giornata di ieri che nella giornata di oggi, sono emerse rappresentazioni di realtà imbarazzanti per lo Stato, per cui o lo Stato decide di investire concretamente e seriamente su questi territori perché c’è un’emergenza oppure qua possiamo fare tanti convegni senza che nulla cambi. Non possiamo permettere che a esempio nella spesa pubblica ci siano possibilità di infiltrazioni, come è emerso dagli scioglimenti di aziende sanitarie territoriali: finora nella storia della pubblica amministrazione in Italia, si sono verificati sei scioglimenti di aziende sanitarie, di cui ben cinque in Calabria. Questo la dovrebbe dire tutta». «Se poi – ha spiegato il presidente della Commissione parlamentare antimafia – ancora oggi c’è il commissariamento della sanità calabrese e sono ancora in vigore due commissariamenti, qualche correlazione ci sarà».
Quanto al “Ground zero” Vibo, Morra ha annunciato che «fermo restando che lo consentano le regole anti Covid, è nostra intenzione, in tempi ragionevolmente rapidi, fare un sopralluogo a Vibo, senza convocare nel capoluogo di regione i vertici di pubbliche amministrazioni vibonesi, perché è necessario mandare un segnale ai territori testimoniando, con la presenza fisica dello Stato, che lo Stato non arretra ma piuttosto conquista territorio». Il presidente della Commissione antimafia ha poi detto che «con altri parlamentari ci siamo impegnati a promuovere presso il ministero un ritorno di attenzione sulla situazione sia del Tribunale sia della Procura di Vibo Valentia, perché se i cancellieri della Procura sono zero qualche problema ci sarà». «Per cui – ha affermato Morra – il dato requirente viene penalizzato dall’impossibilità di svolgere un’azione amministrativa».

LIBERA: PARTE CIVILE AL DIBATTIMENTO DI RINASCITA SCOTT L’ultimo a essere audito dalla Commissione antimafia è stato il referente regionale di “Libera”, don Ennio Stamile, che ha invitato la politica a «non dividersi sul tema della lotta alla ‘ndrangheta» e poi ha chiarito il “giallo” della mancata costituzione dell’associazione in “Rinascita Scott”: «Ci costituiremo in dibattimento, perché alla prima udienza c’è stata un bel po’ di confusione», ha detto don Stamile. (a. cant.)





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