Le parole di Spirlì diventano un caso nazionale. «Salvini prenda le distanze»

Il Partito democratico rilancia un post del deputato Alessandro Zan. «Alcuni ragazzi non hanno retto il peso delle offese e hanno deciso di farla finita. Tutto questo non è più tollerabile. Il leader della Lega chieda le dimissioni del vicepresidente»

ROMA In meno di 24 ore le parole (imbarazzanti) pronunciate da Nino Spirlì sul palco leghista di Catania sono diventate un caso nazionale. Dopo le richieste di dimissioni piovute sul vicepresidente della giunta regionale da tutta la Calabria, anche il Partito democratico ha preso posizione condividendo sui propri profili social il post di uno dei suoi deputati, Alessandro Zan, che è un attivista per i diritti della comunità Lgbt.
«”Non ci vogliono far più dire neg*o. Io userò le parole neg*o e fro*io finché campo”. Quelle che leggete – scrive Zan, rilanciato dal Pd – sono le dichiarazioni, incredibili, del vicepresidente calabrese della Lega Nino Spirlì. Parole che lasciano noi senza parole. E senza parole hanno lasciato, talvolta per sempre, chi ne è stato vittima. Perché ci sono ragazzi che il peso dell’omofobia, il peso delle parole, non lo hanno retto».
A proposito di parole, Zan ricorda che «ci sono ragazzi che, dopo esseri stati chiamati “fro*io” per l’ennesima volta, hanno deciso di farla finita, talvolta buttandosi sotto un treno, talvolta impiccandosi, talvolta lanciandosi dal terrazzo di casa. E lo stesso vale per chi, ancora oggi, a causa di individui come il vicepresidente calabrese della Lega Nino Spirlì, deve vivere persino la propria pelle come un marchio di infamia. “Era una boutade”, “era solo ironia”, “era solo una battuta”, quante volte l’abbiamo sentita? Quante volte chi l’odio lo ha professato si è nascosto dietro queste parole?».

Pubblicato da Antonio Viscomi su Venerdì 2 ottobre 2020

(Anche il deputato calabrese del Pd Antonio Viscomi ha chiesto le dimissioni di Spirlì con un post su Facebook)

Per il Partito democratico «tutto questo non è più tollerabile. Non è più tollerabile per tutti quei ragazzi che le conseguenze dell’odio le vivono nella propria quotidianità, sulla propria pelle e nel proprio animo. Non solo chiediamo che Nino Spirlì si dimetta da vicepresidente della giunta regionale calabrese. Chiediamo che sia il segretario della Lega Matteo Salvini a dimissionarlo e a prenderne le distanze: il silenzio è complice».





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