Sanità, Speranza non c’è: dimissioni di Cotticelli in stand-by

Sempre più giallo sull’addio, ancora non formalizzato, del commissario. Ricevuto dallo staff del ministro afferma che prima risponderà alle accuse del Tavolo Adduce e poi si vedrà. Sapia (M5S) all’attacco: «Una commedia»

CATANZARO Un “giallo”? Un “gioco delle parti”? Una questione di paura formalità? Sono tanti i dubbi che in queste ultime ore stanno circondando l’annuncio delle dimissioni del commissario ad acta della sanità calabrese, Saverio Cotticelli, dubbi che sono paradossalmente destinati ad aumentare alla luce della mattinata odierna. Secondo fonti ministeriali, infatti, Cotticelli, come da lui del resto preannunciato, questa mattina si sarebbe recato al ministero della Sanità per incontrare il ministro Roberto Speranza alla luce dell’esito dell’ultimo drammatico Tavolo Adduce, trasformatosi in una “messa in stato di accusa” dell’intera struttura commissariale a causa del disavanzo galoppante (oltre 200 milioni per il 2019), dell’ulteriore abbassamento dei Lea, e di tante altre inadempienze come la perdurante assenza del piano regionale anti-Covid, “fonte” di confluito anche con la Regione guidata da Jole Santelli. Niente incontro però con Speranza, la cui agenda in tempi di emergenza da Coronavirus oggi è assolutamente ingolfata: Cotticelli invece sarebbe stato ricevuto dalla segreteria del ministro al quale – sempre secondo fonti ministeriali – avrebbe riferito che, insieme alla sub Maria Crocco, avrebbe risposto punto per punto ai rilievi del Tavolo Adduce per poi valutare con Speranza i passi necessari e opportuni, come le dimissioni. Che, dunque, sarebbero sul tavolo del ministro ma al momento non sono formalizzate e quindi sono – sarebbero – rinviate e rimandate.
Per il momento, sembra soprattutto un “giallo”. Intanto fioccano i misteri, gli interrogativi e i retropensieri su questa telenovela Cotticelli, che secondo alcune maliziose interpretazioni oggi avrebbe provato il “colpaccio”, sperando in un incontro con Speranza da cui sarebbe uscito rinfrancato e rafforzato. Un’interpretazione, tra le tante che si stanno accavallando in questi giorni: tra queste, anche quelle che riferiscono di un “prendere tempo” da parte di tutti gli attori istituzionali necessario a studiare le mosse future, alla luce dell’imminente scadenza del “Decreto Calabria”. Tra queste mosse, anche la designazione del successore di Cotticelli (in pole viene dato l’attuale commissario delle aziende catanzaresi, Giuseppe Zuccatelli), così come non manca chi ipotizza un’investitura governativa della stessa governatrice Santelli affiancata da un sub di più stretta osservanza giallorossa.

SAPIA ALL’ATTACCO L’intero “affaire” legato al commissario finisce comunque nel mirino del parlamentare M5S Francesco Sapia, componente della Commissione Sanità della Camera: «Conferma l’inaffidabilità dei commissari alla sanità calabrese la commedia in due atti dell’annuncio delle loro dimissioni. Prima il generale Saverio Cotticelli ha detto che si sarebbe dimesso insieme alla sua vice, Maria Crocco; poi ci ha ripensato, decidendo di rispondere al verbale, che non uscirà subito, delle contestazioni molto gravi mosse alla struttura commissariale durante l’ultimo, recente tavolo di monitoraggio del piano di rientro. Cotticelli – prosegue Sapia – ha detto che avrebbe dettagliato la sua posizione al ministro della Salute, Roberto Speranza. Non mi risulta che l’incontro si sia tenuto. Il commissario alla sanità regionale ha inoltre parlato di menti finissime, che a suo avviso avrebbero remato contro. Bene, da una figura come lui – rimarca il deputato del Movimento 5 Stelle – io mi aspetto che faccia i nomi, che convochi immediatamente una conferenza stampa e riferisca fatti, circostanze e protagonisti del disegno politico cui ha alluso. Non è ammissibile che si generino simili sospetti intorno alla gestione del Servizio sanitario regionale, già indebolita dall’incertezza riguardo alla proroga o meno del decreto Calabria, dai cortocircuiti istituzionali che la struttura commissariale ha innescato nei rapporti con il dipartimento regionale Tutela della Salute e dalla metodologia adottata per la determinazione del fabbisogno di personale dell’ospedale di Reggio Calabria, ampiamente criticata dai vertici e medici di quell’azienda pubblica della salute». «C’è – conclude Sapia – un innegabile problema politico, in tutta questa storia. Mi meraviglio che il ministro Speranza non abbia ancora chiarito che cosa intenda fare per garantire serenità e concretezza nella prosecuzione del piano di rientro e nella gestione dell’emergenza Covid in Calabria». (a. c.)





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