L’appello dell’Ance: «Imprese in ginocchio, ripartano tutti i cantieri»

Perciaccante: «Misure insufficienti, il governo non ha prestato alcuna attenzione specifica al settore edile, che è uno di quelli meno a rischio»

COSENZA «L’emergenza Covid e le misure assunte senza valutazioni puntuali circa gli impatti economici commisurati agli effettivi fattori di rischio per la diffusione del virus, stanno mettendo in ginocchio il sistema economico del territorio con effetti disastrosi sul settore edile». È quanto dichiara il presidente di Ance Cosenza ed Ance Calabria Giovan Battista Perciaccante, commentando le prime evidenze a seguito degli ultimi provvedimenti governativi.
«Dopo una ripartenza lenta ma costante delle attività edili, che induceva a valutazioni di prudente ottimismo, le brusche frenate di questi giorni ci restituiscono una realtà fatta di pochi cantieri parzialmente attivi; sostanziale assenza di bandi di gara, nonostante siano giacenti presso molti enti appaltanti progetti finanziati e pronti per essere cantierati; utilizzo sostenuto della cassa integrazione che interessa la pressoché totalità delle imprese edili; pesanti ricadute economiche complessive, tenuto conto che comparto e filiera valgono il 12,6% del PIL regionale».
«Il Governo non ha prestato alcuna attenzione specifica al settore – sottolinea il presidente Perciaccante – e le tante misure assunte risultano insufficienti, inefficaci ed in alcuni casi penalizzanti e dannose. È il caso della mancata soppressione dello split payment ed il tanto annunciato rilancio dei lavori pubblici, da realizzare anche grazie alla semplificazione delle procedure, che sono rimasti solo delle belle promesse».
Per il più alto rappresentante della categoria degli imprenditori edili «a livello territoriale, dopo una positiva interlocuzione nella prima fase emergenziale che ha portato ad una importante immissione di liquidità di carattere straordinario per i cantieri in via di riapertura, soprattutto per quelli relativi all’edilizia scolastica, al momento non si conosce l’esito di alcuni bandi di interesse come quello sui “Borghi”, così come si ignorano entità ed impatto sul settore dei 500milioni di euro della annunciata riprogrammazione in atto, relativamente al POR 2014/2020. In generale, resta ancora molto da fare e da mettere a punto tanto sul versante degli interventi per la mitigazione del rischio idrogeologico quanto sulle infrastrutture in senso lato».
Tenuto conto del fatto che il settore edile è uno di quelli che, attenendosi in maniera scrupolosa ai protocolli di sicurezza, appare tra quelli a minore possibile rischio di diffusione del contagio Covid grazie alla tipologia delle principali lavorazioni, il Presidente di Ance Cosenza ed Ance Calabria Giovan Battista Perciaccante lancia un accorato appello a tutti gli amministratori in direzione della positiva spinta economica che potrebbe garantire la ripartenza del settore.
«Quello che serve è mobilitare tutte le risorse disponibili, bandendo le tantissime gare che giacciono in attesa di essere emanate a partire da quelle relative all’edilizia scolastica in capo alla Provincia di Cosenza stimate intorno a 100 milioni di euro, al Cis della città capoluogo che vale circa 90 milioni di euro, ai tanti progetti fermi presso le amministrazioni comunali. Occorre dare vita in tempi strettissimi – conclude Giovan Battista Perciaccante – ad un piano coordinato di investimenti pubblici finalizzati al ripristino e alla messa in sicurezza del territorio, alla prevenzione del rischio idrogeologico, alla messa in sicurezza ed alla bonifica di siti inquinati ad alto rischio ambientale, al miglioramento della dotazione infrastrutturale, alla riqualificazione degli immobili pubblici, all’ammodernamento e potenziamento dell’edilizia scolastica».





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