La vacatio del Decreto Calabria, Zuccatelli arriva ma è “disoccupato”

Manager scaduti in attesa degli atti ufficiali del governo. Il commissario designato si trasferisce a Catanzaro ma non può ancora firmare atti

CATANZARO Memore della bufera in cui è finito dopo qualche uscita infelice, il super manager Giuseppe Zuccatelli non ha parlato con i giornalisti quando, martedì sera, è arrivato in Calabria alla stazione di Lamezia Terme. D’altra parte, pur essendo potenzialmente la persona più influente nella sanità calabrese, Zuccatelli è a tutti gli effetti un comune cittadino sbarcato a Catanzaro per fare… nulla, in attesa che le sue tante nomine si concretizzino o vengano prorogate. Questo perché il Decreto Calabria è scaduto e i commissari nominati dall’ex “capo” Cotticelli sono decaduti lo scorso 4 novembre (il discorso non vale per quelli nominati dal ministero dell’Interno dopo gli scioglimenti per infiltrazioni mafiose delle Asp di Catanzaro e Reggio Calabria). Restano ancora al loro posto, ma sul piano formale (e in certi casi la forma è sostanza) le Aziende sanitarie e ospedaliere che reggono vivono una fase di vacatio. Zuccatelli, in pratica, non può firmare nulla. E nelle Aziende comandano i dirigenti anziani. Sarà così fino a che l’impasse che vive il Decreto Calabria 2 non sarà spezzata dal governo. Che, come appreso martedì, tratta con Gino Strada per convincerlo ad assumere un ruolo nella gestione della sanità calabrese. Resta da capire quale, ma le premesse non sono incoraggianti per le ambizioni di Zuccatelli. Che si è diretto a Catanzaro in attesa di novità da Palazzo Chigi. Per adesso, però, un vero ruolo non ce l’ha.





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