In arrivo un’ordinanza per arruolare medici. E la Regione pensa alla chiusura delle scuole

Spirlì, intervistato a Sky Tg 24, accusa Asp e Ao di non aver speso 11 milioni e annuncia nuovi provvedimenti. «In questo momento nella sanità calabrese non comanda nessuno». Critiche al governo: «Zona rossa decretata con i numeretti della Tombola»

CATANZARO In serata, il governatore reggente della Regione Calabria Nino Spirlì firmerà un’ordinanza che disporrà l’arruolamento di medici e personale sanitario per Aziende ospedaliere e Asp. Lo ha detto lo stesso Spirlì in un’intervista a Sky Tg 24, accusando Ao e Asp di ritardi nell’utilizzo dei fondi messi a disposizione della Regione per l’emergenza Covid. «La Regione ha stanziato 18 milioni a marzo per assumere personale sanitario, finora sono stati spesi 7,7 milioni. Significa che circa 11 milioni sono ancora disponibili». Il presidente facente funzioni ha sottolineato le difficoltà della Calabria in un momento definito di «vacatio». «Qui non c’è nessuno a comandare ed è il caos – ha spiegato», riferendosi al fatto che la nomina di Giuseppe Zuccatelli non è ancora entrata nella fase operativa. Assieme alle critiche sugli indicatori in base ai quali è stata decisa l’istituzione della “zona rossa” («sono numerini della Tombola»), Spirlì ha annunciato che è in corso la valutazione di altri provvedimenti: «Non è detto che nelle prossime ore non possa decidere di chiudere le scuole, nonostante quello che dice il ministro competente», ha riferito, sottolineando che questo provvedimento è stato già adottato da diversi sindaci. I conduttori, sulla base del racconto del presidente facente funzioni, hanno evidenziato che forse il provvedimento di “chiusura” della regione potrebbe essersi rivelato opportuno, ma Spirlì ha detto che avrebbe preferito chiusure locali come quelle che erano già in corso e, riguardo alle inefficienze emerse, ha perseverato nella linea di addossarle «al commissario ad acta». Tutte le colpe sarebbero, dunque, del governo. Mentre la sua recente ordinanza che dispone il recupero di posti letto in alcuni ospedali della regione «dà ai calabresi ciò che il commissariamento non aveva dato». Il presidente reggente ha anche risposto, nonostante un attimo di smarrimento, a una domanda sulla dotazione di posti in Rianimazione negli ospedali della regione: «Aggiornato al 12 novembre noi abbiamo 56 posti Covid in terapia intensiva e non Covid ne abbiamo 89. Aggiungo che in queste ore c’è una disponibilità ad attivarne altri 16. Ci sono, infatti, già dei posti negli Hub che possono essere subito attivi nel momento in cui ve ne fosse la necessità».
Ancora critiche al governo sulla gestione dei rapporti con le Regioni. «Nel momento in cui è stato deciso che la Calabria fosse zona rossa è stato deciso dai numeretti della tombola, da questo algoritmo che stabilisce in maniera sterile e anche molto disinformata che cosa bisogna fare delle vite umane. Ho chiarito più di una volta che per decidere delle vite umane bisogna che ci siano dei politici che si assumono delle responsabilità, altrimenti cose ce ne facciamo di un Governo regionale e un governo nazionale se poi dobbiamo decidere con i numeretti della tombola? Ha senso chiudere tutta la Regione se abbiamo tanti piccoli Comuni ben distanziati? Ho chiuso i Comuni dove c’erano un buon numero di contagiati ma avevo lasciati aperti i Comuni che potevano continuare a lavorare. Bisogna stabilire con buon senso ciò che va chiuso e ciò che in questo momento non c’è necessità che si chiuda».





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