Gaudio nuovo commissario alla Sanità, Strada disponibile a entrare nella squadra

Palazzo Chigi: «Due nomi autorevoli». La nomina arriva dopo le dimissioni di Zuccatelli: «Il governo era in imbarazzo, ma per la Calabria ho fatto solo cose positive. Torno a fare il pensionato». Il manager si è dimesso dopo un colloquio telefonico con il ministro Speranza. Abbandona anche gli incarichi nelle Aziende ospedaliere di Catanzaro

CATANZARO «Non mi dimetto spontaneamente, ma se mi verrà chiesto, un secondo dopo darò le dimissioni». Glielo hanno chiesto, si è dimesso. Giuseppe Zuccatelli ha lasciato la poltrona di commissario al Piano di rientro per la Calabria, un posto nel quale, in effetti, non si era mai insediato, visto che mancava il decreto formale di nomina. «Torno a fare il pensionato e a leggere le cose che mi piacciono», dice a Rai News 24 nel primo pomeriggio, quando la notizia delle sue dimissioni è deflagrata e ha raggiunto le home page di tutti i siti. Al suo posto, il Consiglio dei ministri ha nominato Eugenio Gaudio, 64 anni, ex rettore della Sapienza. È lui il nuovo commissario alla Sanità della Calabria. Il fondatore di Emergency Gino Strada, il cui nome era stato avanzato nei giorni scorsi, ha confermato la disponibilità a far parte della squadra, anche con una delega speciale, che in Calabria sta fronteggiando le criticità dell’attuale emergenza sanitaria. «Due nomi autorevoli che possono aiutare la sanità calabrese a ripartire», affermano fonti di Palazzo Chigi. È la conclusione di una giornata che si è aperta con l’annuncio del probabile addio di Zuccatelli ed è proseguita con le voci sulle nomine che, via via, diventavano certezze. Gaudio, consulente del ministero dell’Università con un ricco curriculum scientifico, è una scelta caldeggiata in modo particolare dal Partito democratico ma ha incontrato il favore del premier Giuseppe Conte.

«GOVERNO E MINISTRO ERANO IN IMBARAZZO» «Con la stessa rapidità con cui ho accettato, mi dimetto su richiesta del ministro Speranza per rispetto che ho e ho sempre avuto per le istituzioni – commenta –. Il ministro mi ha telefonato e non ha avuto bisogno di darmi spiegazioni. Mi ha chiesto di dimettermi ed io l’ho fatto. Non so chi mi sostituirà ma so che mi dimetto da tutti gli incarichi che ho in Calabria». Ovviamente, «non sono divertito», dice ancora. Ma «tutto è avvenuto comunque linearmente, non ho niente da dire, la questione ormai era arrivata a un livello tale per cui il governo e il ministro erano oggettivamente in imbarazzo. Dopo di che, con le dimissioni rimettiamo in pista la possibilità che la Calabria possa svoltare in una situazione di grandissima difficoltà con la pandemia in atto».

«HO FATTO SOLO COSE POSITIVE PER LA CALABRIA» Zuccatelli difende il proprio lavoro e l’attività svolta come commissario del Pugliese Ciaccio e della Mater Domini: «Io ho fatto solo cose positive per la Calabria – dice –. Non ho timori da questo punto di vista. Ho fatto un errore, l’avevo dichiarato ma questo non è stato considerato». Il peso di quel video in cui diceva che «le mascherine non servono a un c…» lo ha schiacciato e ha finito per segnarne l’operato. «Io faccio tanti auguri alla Calabria – aggiunge – e a chi arriverà dopo di me. Sto preparando le dimissioni anche dalle due aziende ospedaliere di Catanzaro: uno che non è moralmente adatto per fare il commissario ad acta lo può essere per le due aziende ospedaliere? Io sono rispettoso delle istituzioni fin da quando sono bambino. Sono stato sempre un servitore dello Stato».

COLLOQUIO TELEFONICO La sua “reggenza-non reggenza” è durata poco più di una settimana. Tornato in Calabria martedì scorso, il commissario designato era rimasto in silenzio fino a questa mattina, quando alla TgR ha spiegato di essere pronto a fare un passo indietro davanti a una richiesta del “suo” ministro della Salute Roberto Speranza, arrivata nel corso di un colloquio telefonico. Zuccatelli si fa da parte, in attesa che il governo – il consiglio dei ministri è stato convocato oggi per le 12 – scelga un successore.





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