Tormento centrodestra: ritorna il gelo tra Forza Italia e Lega

La presa di distanza dei salviniani da Tallini crea tensione nella coalizione, con possibili riflessi sulle trattative per le Regionali. A complicare il quadro la tentazione di Spirlì e del Carroccio di far slittare il ritorno al voto. E il consiglio cerca è in attesa di trovare una soluzione per approvare il bilancio

CATANZARO Uniti contro il grillino Morra nel nome della Santelli, divisi invece su Tallini. I rapporti tra Lega e Forza Italia tornano sulle montagne russe in Calabria e rendono il centrodestra una polveriera, all’indomani dell’arresto del presidente del Consiglio regionale che rischia di alterare gli equilibri della coalizione e di complicare le trattative in vista delle prossime elezioni.

FI-LEGA DI NUOVO AI FERRI CORTI Il campo del centrodestra in queste ore è estremamente tormentato, confuso, disorientato, e pure teso. Una miccia innescata dalle prese di posizione dei massimi vertici della Lega – dal leader Matteo Salvini al presidente regionale ff Nino Spirlì al sindaco di Catanzaro Sergio Abramo, leghista non di tessera ma di fatto – che hanno praticamente scaricato Tallini peccando di sbadataggine e di memoria corta (alla Regione e al Comune di Catanzaro i salviniani, quelli ufficiali e quelli ufficiosi, sono alleati con i forzisti). Sotto traccia si percepisce questa rinnovata tensione nei rapporti tra Forza Italia e Lega, mentre Fratelli d’Italia resta alla finestra in veste di osservatore prediligendo rare e sobrie dichiarazioni, nella piena consapevolezza della delicatezza del momento. Sono molti gli analisti politici che ritengono che l’ultima tegola che si è abbattuta sulla politica calabrese, unita al caos che sta avviluppando la Calabria sulla stucchevole vicenda della guida della sanità e alle incognite sugli effetti dell’emergenza Coronavirus, stia già provocando l’impasse nel centrodestra e alterando le dinamiche anche all’interno di Forza Italia. Perché Tallini, che nel frattempo si è dimesso dagli incarichi di partito, alla fine era un punto di riferimento e pure una figura di mediazione e di garanzia di tenuta della coalizione e della stessa Forza Italia, e invece adesso tutto può cambiare.

LE TRATTATIVE PER LE REGIONALI L’orizzonte sono le prossime Regionali, sulle quali si è iniziato a ragionare molto in Calabria ma poco a Roma: la scelta del candidato presidente spetta a Forza Italia, un punto che non sarebbe comunque (ancora) in discussione, e il nome di Roberto Occhiuto resta in “pole position” (andrebbe bene anche al gruppo dei Gentile). Ma la futura prevedibile riconfigurazione degli assetti di Forza Italia, nel quale si starebbe realizzando una saldatura tra i parlamentari Giuseppe Mangialavori e Francesco Cannizzaro, potrebbe rimescolare tutto e rimettere decisamente in pista altri “papabili” (tra questi Gianluca Gallo e il sindaco di Vibo Valentia Maria Limardo, in lizza viene dato anche lo stesso Abramo che però sembra caduto in bassa fortuna dentro Forza Italia). C’è allora chi non esclude un nuovo braccio di ferro nel centrodestra, soprattutto tra Forza Italia e Lega, come è stato un anno fa.

I “GIOCHINI” SULLA DATA DELLE ELEZIONI E anche sulla data delle elezioni in realtà non ci sarebbe affatto la granitica unità che Spirlì ha fatto intendere alcuni giorni fa, dicendo che è sua intenzione segnalare il 14 febbraio, seguendo l’indicazione della maggioranza e dello stesso Tallini: fonti accreditate del centrodestra sostengono infatti che Spirlì – inebriato come una star della tv dal suo nuovo ruolo di governatore facente funzioni – e la Lega sarebbero attestati sulla posizione del voto quanto prima solo per pura facciata, puntando in realtà furbescamente a un ulteriore slittamento delle Regionali. Un problema, questo, considerando che la Lega potrebbe trovare un appiglio alla sua posizione attendista nel fatto che la data la deve indicare il presidente della Giunta d’intesa con il presidente del Consiglio regionale (che non c’è, alla luce delle dimissioni di Tallini dalla carica). Anche questo, dunque, è in queste ore motivo di fibrillazione nella coalizione, costretta adesso a rimodulare la sua azione alla luce della bufera giudiziaria che ha coinvolto Tallini. E c’è anche molto disorientamento, perché questa nuova situazione oltre a problemi politici pone anche problemi formali (che poi sono sempre politici).

IL GROVIGLIO DELLA FINE DELLA LEGISLATURA Secondo quanto si è appreso, la maggioranza, su input dello stesso Tallini, in questi ultimi giorni stava lavorando alla predisposizione del Bilancio della Regione, per evitare un secondo esercizio provvisorio dopo quello lasciato in eredità un anno fa dalla Giunta di centrosinistra targata Oliverio. L’idea era (è) quella di ritornare in Consiglio regionale per la manovra contabile (visto che l’assemblea può ancora riunirsi per atti urgenti e indifferibili) solo che tutto è maledettamente più complicato, e non si capisce ancora bene come gestire questa “coda” della legislatura: secondo un’interpretazione molto accreditata in queste ore, la strada sarebbe quella della surroga di Tallini appena sarà definitiva la sospensione, quindi si tratterà di capire se si dovrà eleggere un nuovo ufficio di presidenza o se subentrerà alla guida dell’assemblea il vicepresidente a suo tempo più votato in aula (nel caso sarebbe Luca Morrone di Fratelli d’Italia). Insomma, l’incertezza regna sovrana su questioni che sembrano di lana caprina ma non lo sono. Per dirimere questi e altri “nodi”, tra lunedì e martedì si dovrebbe tenere una riunione “plenaria” di tutti i consiglieri della maggioranza di centrodestra, al momento tutti sulle “montagne russe”, preoccupati e litigiosi. (a. cant.)





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