Trovato in possesso di 1.300 video di pornografia minorile, in manette a Catanzaro

La polizia postale arresta un giovane in flagranza. Alcuni dei filmati ritraevano bambini in età prepuberale

CATANZARO Ancora un arresto in flagranza effettuato dalla Polizia delle Comunicazioni nel fine settimana appena trascorso, per detenzione e scambio di materiale pedopornografico.
Agli arresti domiciliari è finito questa volta un giovane insospettabile della provincia di Catanzaro, che, al termine di una perquisizione domiciliare è stato trovato in possesso di una ingente quantità di materiale pedopornografico, tra cui oltre 1.300 video, alcuni dei quali ritraenti anche bambini in età prepuberale.

L’ALLARME Prosegue l’incessante lavoro della Polizia delle Comunicazioni e della Magistratura a tutela dei minori, spesso vittime di adescamento, indotti a scambiare immagini e video intimi, che a volte finiscono in rete diventando materiale di scambio o merce da acquistare, ovvero arma di ricatto nei confronti della vittima. È preziosa l’attività di informazione e sensibilizzazione che da anni porta avanti la Polizia delle Comunicazioni su tutto il territorio nazionale, oltre che con incontri nelle scuole, con studenti, insegnanti e genitori, anche attraverso progetti educativi volti a rendere i giovanissimi più consapevoli dei rischi del web e dell’uso “improprio” dei social network.

I CONSIGLI Alcuni consigli della Polizia delle Comunicazioni: mantenere sempre vivo un canale di dialogo con i ragazzi, magari lasciando che siano loro ad insegnarci come funzionano i servizi di internet che preferiscono;
rendersi disponibili a rispondere alle domande più “scomode”: sono quelle a cui gli abusanti on line sono sempre pronti a rispondere e che purtroppo fa abbassare la guardia ai ragazzi che così cedono alle richieste di andare oltre, accettando di raccontare e fotografare la propria intimità;
se un genitore viene a conoscenza di contatti sessuali on line tra il proprio figlio e un adulto sconosciuto, non deve mai sostituirsi al ragazzo/a in internet. Meglio invece salvare immagini e conversazioni e recarsi immediatamente presso un Ufficio della Polizia delle Comunicazioni;
se uno studente confessa ad un insegnante di aver inviato foto intime a sconosciuti o a coetanei, sarà opportuno consigliare il minore a informare i genitori, offrendogli tutto il supporto necessario e facendogli comprendere la gravità del fatto.





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