Abramo: «Candidato? Direi di sì per rilanciare la Calabria ma ora pensiamo alla sanità» – VIDEO

L’emergenza sociale e sanitaria («c’è una disperazione che tocchiamo ogni giorno con mano»). I legami tra candidati e soggetti legati ai clan («impossibile controllare tutte le liste»). I dubbi rivisti su Santelli («ero perplesso ma mi sono ricreduto, era una presidente libera»). Il sindaco di Catanzaro racconta la delicata fase politica

Abramo 20.20

LAMEZIA TERME Dall’emergenza coronavirus, particolarmente tangibile in Calabria nel corso di questa seconda ondata, fino alle vicende politiche in vista delle prossime elezioni regionali, passando (inevitabilmente) per quelle giudiziarie e che hanno coinvolto nei giorni scorsi il presidente del Consiglio regionale, Mimmo Tallini.
Il sindaco e presidente della Provincia di Catanzaro, Sergio Abramo, non risparmia e, stimolato dalle domande di Danilo Monteleone e Ugo Floro, a “20.20” in onda su L’altro Corriere Tv, ha provato a sgombrare il campo da dubbi, presunte illazioni e possibili manovre politiche che lo riguardano in prima persona e inserito poi nel contesto dell’alleanza di centrodestra. Nelle ultime settimane, dagli ambienti della presidenza della Regione, spesso è apparso evidente agli addetti ai lavori un certo “fastidio”, collegato forse ad aspettative in vista delle prossime elezioni regionali. «Alla gente non interessa nulla di chi sarà candidato alla Regione – tuona subito Abramo – ma in questo momento la gente è preoccupata da una sanità che non funziona, perché vede i propri parenti che non possono essere soccorsi e aiutati». Il sindaco si è commosso riferendo delle difficoltà dei propri concittadini nel delicato frangente dell’emergenza sociale e sanitaria.

L’EMERGENZA COVID-19 La sanità, appunto. In una settimana in cui lo stesso Sergio Abramo ha incalzato la Regione e annunciato la “coalizione” delle Asp dell’area centrale della Calabria per poter garantire oltre 200 posti letto, è proprio l’emergenza legata al Covid-19 che interessa di più il primo cittadino catanzarese. «Sapevamo – ha detto – che una seconda ondata sarebbe arrivata in autunno e probabilmente siamo stati un po’ leggeri questa estate. Per quanto riguarda le strutture sanitarie, però, bastava forse organizzarci prima, lo stiamo facendo ora forse un po’ in ritardo, ma facendo rete con le tre Asp sono comunque convinto che stiamo lavorando bene».

IL “CASO” VILLA BIANCA Quando si parla di emergenza coronavirus e di Catanzaro, i riflettori non possono che accendersi sul “caso” Villa Bianca, emerso tra aprile e maggio, ovvero quando si profilò l’ipotesi della creazione di posti Covid. Poi non se ne fece nulla, fino all’assunto finale portato avanti da Zuccatelli e ribadito dall’ex commissario Scura che Villa Bianca, di fatto, sarebbe inutile. «Villa Bianca – racconta Abramo – doveva diventare casa della salute per aiutare anche il Pronto soccorso del Pugliese-Ciaccio, sommerso dalle emergenze con inevitabili ripercussioni anche nelle attese che arrivano anche fino a 24 ore. Ci fu anche uno scontro il rettore ma oggi, l’Università ha già dato la disponibilità con 30 posti e la disponibilità del corpo “C”. Se aggiungiamo anche la collaborazione raggiunta con le Asp, siamo arrivati alla conclusione che non serve in città neanche la tensostruttura».

I RAPPORTI CON LA REGIONE Emergenza Covid da un lato, i rapporti spesso “difficili” con la Regione legati essenzialmente ai tempi burocratici troppo lunghi e non in linea con le necessità attuali. «A me non importa di apparire – afferma Abramo a “20.20” – io sono abituato a confrontarmi sui numeri e sto cercando di portare avanti, insieme a Belcastro, quel processo che può portare ad un cambiamento anche se non avere un’unica regia è un problema. La collettività sta soffrendo tantissimo e in questo momento non possiamo litigare per vicende politiche. C’è una disperazione che stiamo toccando ogni giorno con mano. E non possiamo quindi aspettare una settimana per un’ordinanza che autorizzi, ad esempio, 8 laboratori privati, per processare i tamponi. Non possiamo certo aspettare tutto questo tempo. Abbiamo la necessità di fare i tamponi tutti i giorni e subito».

ELEZIONI REGIONALI Oltre all’emergenza sanitaria tuttora in atto, Sergio Abramo non disdegna un eventuale coinvolgimento in prima persona alle prossime elezioni regionali. Certo, è ancora prematuro prevedere cosa accadrà, ma l’attuale sindaco del capoluogo prova a spianare la strada in una direzione ben definita: «Sono forse l’unico amministratore calabrese che non ha mai cambiato partito. A me piace amministrare, lo faccio da oltre vent’anni e se qualcuno mi proponesse la sfida di rilanciare la Calabria, direi di sì. Ma solo ad alcune condizioni». Un passaggio in cui Abramo smorza il proprio avvicinamento alla Lega. Poi le considerazioni sugli alleati di centrodestra e le lodi alla compianta presidente Santelli: «Al momento non saprei chi scegliere. Anche quando è stata presentata la candidatura di Jole Santelli ero un po’ perplesso, salvo poi ricredermi quasi subito perché avevamo un presidente finalmente libero da qualunque vincolo, in stretti rapporti con il Governo centrale e che non guardava in faccia nessuno. La nostra tragedia è stata perderla».

IL CASO TALLINI Tema “scottante” della settimana, infine, il coinvolgimento di Mimmo Tallini nell’inchiesta “Farmabusiness” e le aspre critiche rivolte proprio ad Abramo per aver “scaricato” un alleato di sempre: «Spero che possa dimostrare la sua estraneità, ma resta inteso che io ho detto di essere lontano dalle attività criminose in generale, non volevo prendere le distanze da Tallini. Ho solo temuto che la vicenda potesse ripercuotersi sulla città di Catanzaro». In questi vent’anni in cui proprio Tallini è stato determinante, Abramo ha le idee chiare: «Con Mimmo abbiamo avuto sempre un grande e reciproco rispetto reciproco, anche quando le sue posizioni sono state lontano dalle mie. Una cosa è la dialettica politica, altre sono le vicende personali». E sulla richiesta della Prefettura di Catanzaro di conoscere i dettagli dell’inchiesta, Abramo ha le idee chiare: «Penso sia un atto dovuto. Io posso solo rispondere per me stesso ed essere onesto sempre e comunque. Ma è altrettanto chiaro che anche se controlli le tue liste non sei sicuro comunque da eventuali coinvolgimenti di alcuni candidati con soggetti legati alla criminalità. Basta vedere cosa è successo a Lamezia Terme e con il sindaco Paolo Mascaro. È impossibile controllare tutte le liste che ti supportano alle elezioni, non possiamo fare gli ispettori».





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