«Calabria verso il voto senza programmi». I sindacati sferzano la politica

Cgil, Cisl e Uil chiedono di «riaprire un confronto per costruire il futuro. Al centro della discussione il rinnovamento della classe dirigente e l’impegno anti ‘ndrangheta»

CATANZARO «La Calabria si appresta a vivere una nuova tornata elettorale per il rinnovo del Consiglio regionale scontando una carenza di confronto disarmante. Ciò che ci preoccupa è la totale assenza di programmi più che quella di candidati pronti ad assumersi l’onere di guidare una terra dalle mille contraddizioni». È quanto si afferma in un documento congiunto sottoscritto dai segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Calabria, Angelo Sposato, Tonino Russo e Santo Biondo.
I leader delle principali sigle sindacali calabresi, che parlano del 2021 come di un «anno complicato» a cui «si aggiunge il caos politico di questi ultimi mesi», mettono in evidenza le emergenze che si sono susseguite in Calabria non solo sul piano politico ma anche su quello sanitario in una terra già segnata dalla crisi economica e occupazionale e dal condizionamento della ‘ndrangheta.
«Alla politica – sostengono Sposato, Russo e Biondo – chiediamo di aprire con immediatezza un confronto sui contenuti, sui programmi per il rinnovamento politico e il rilancio economico e sociale della Calabria. Un confronto che sia scevro dalla retorica del passato, che sia capace di mettere al centro della discussione i temi del rinnovamento etico e morale della classe dirigente, di mettere al centro l’impegno anti ‘ndrangheta, e sia in grado di prospettare un futuro certo e migliore per le calabresi ed i calabresi e per dare una possibilità di resilienza ai nostri giovani».
«In una fase assai delicata – proseguono – in cui la politica ha dimostrato difficoltà nel gestire la seconda ondata della pandemia da Covid-19 preferendo, durante il periodo estivo, tergiversare piuttosto che approntare la macchina dell’emergenza per reggere all’urto del Coronavirus, Cgil, Cisl e Uil Calabria hanno svolto un ruolo significativo prima con la sottoscrizione di diversi protocolli di sicurezza e, dopo, con l’avanzamento di proposte concrete per favorire la ripartenza del sistema Italia».
«La pandemia potrebbe essere – sottolineano ancora Sposato, Russo e Biondo -un’occasione per ripartire, per farlo però è necessario che la classe politica, nei fatti, si dimostri in grado di fare squadra con le parti sane della società calabrese. Cgil, Cgil e Uil Calabria accentueranno l’azione di confronto unitario al fine di chiedere alla politica di scendere in campo per difendere il futuro della Calabria».





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