False perizie per agevolare il boss, chieste tre condanne

La Dda di Catanzaro invoca 4 anni per Mauro Notarangelo e 6 anni e due mesi per Massimo Rizzo. Ribadita la richiesta di assoluzione per Antonella Scalise

CATANZARO La pm della Dda di Catanzaro Annamaria Frustaci ha chiesto tre condanne e un’assoluzione nel processo con rito abbreviato sulle false perizie redatte – è l’ipotesi dell’accusa – per agevolare la detenzione del boss Andrea Mantella, oggi collaboratore di giustizia, permettendogli di trascorrerla in una clinica anziché in carcere. L’accusa ha chiesto per Mauro Notarangelo, 51 anni di Catanzaro, psichiatra e consulente di parte, 4 anni di reclusione; per Massimo Rizzo, 56 anni, di Catanzaro, 6 anni e 2 mesi; per Santina La Grotteria, 46 anni, di Vibo Valentia, compagna del boss pentito, 6 anni e 2 mesi. Ribadita, invece, la richiesta di assoluzione per Antonella Scalise, 62 anni di Crotone.
La prossima udienza è programmata per il 9 febbraio, quando inizieranno le arringhe difensive. Gli imputati rispondono, a vario titolo, di false dichiarazioni o attestazioni in atti destinati all’autorità giudiziaria, falsa perizia o interpretazione, falsa attestazioneo dichiarazione ad un pubblico ufficiale sulle identità e qualità personali proprie o di altri, favoreggiamento personale in concorso, corruzione, reati aggravati dalla mafiosità.





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