Malattia venosa cronica, numeri (e costi) che fanno impressione

Due giorni di confronto a Lamezia con la partecipazione diretta dei pazienti

I numeri della malattia venosa cronica fanno impressione. Tra le donne con meno di quarant’anni, ne soffre una percentuale che oscilla tra il 20 e il 60%. Tra quelle con più di quarant’anni, la forbice raggiunge percentuali che vanno dal 40 fino a sfiorare l’80%. Per gli uomini i valori sono più bassi ma non scherzano neppure quelli. Non c’è da stupirsi dunque se il servizio sanitario nazionale spende ogni anno cifre astronomiche in cure. La realtà potrebbe essere ben diversa se solo fossero più diffuse la cultura della prevenzione, degli stili di vita sani ma soprattutto quella dell’amore e del rispetto verso se stessi.
Sono temi dei quali hanno discusso a Lamezia Terme specialisti di diverse branche mediche e medici di base. Due giorni di confronto tra addetti ai lavori ma con una novità sostanziale rispetto ai tradizionali convegni di medicina: la partecipazione diretta dei pazienti. «È un format completamente nuovo – spiega Elia Diaco, angiologo e direttore scientifico dell’evento – che mette al centro i pazienti, le cui testimonianze, opportunamente veicolate dai media, social compresi, diventano veicolo di promozione di un approccio corretto ed efficace alla patologia. La presenza anche di personaggi noti al grande pubblico, che sono essi stessi pazienti e che quindi si prestano del tutto volontariamente a questa operazione pedagogica, è poi il chiavistello per entrare nelle case degli italiani e spiegare loro che per quanto una malattia come quella venosa possa essere diffusa, a volte basta sottoporsi preventivamente a una visita angiologica o a un esame eco color Doppler per scongiurare conseguenze gravi nel tempo e che, proiettate su larga scala, producono i costi economici e sociali altissimi che ancora dobbiamo sopportare».
Tra i volti noti presenti al meeting di Lamezia (le attrici Ariadna Romero e Nathalie Caldonazzo e Alice Sabatini, Miss Italia 2015) anche Chiara Bordi, la ragazza di Tarquinia, disabile in seguito a un incidente stradale, che partecipando a Miss Italia 2018 ha inteso lanciare un messaggio coraggioso e inequivocabile di amore e rispetto per la propria vita e per il proprio corpo. «La vita a volte può sembrare ingiusta e crudele – ha detto Chiara – ma ciò che conta davvero è non arrendersi mai. Di fronte alla volontà di rialzarsi, quando c’è l’opportunità di farlo, non vi è ostacolo che tenga e niente può bloccare una persona. Per questo l’importante è non fermarsi, neppure di fronte a difficoltà che sembrano insormontabili com’è stato per me subire l’amputazione di una gamba. Quando la volontà di non arrendersi prende il sopravvento, specie nella sofferenza, l’amore per se stessi diventa bellezza interiore che si offre agli altri, ne supera i pregiudizi o lo spirito critico. Gli altri avvertono la forza del rispetto che nutri per te e finiscono inevitabilmente per rispettarti ». Chiara frequenta l’ultimo anno del liceo. Tra i progetti per il futuro, anche l’idea di iscriversi alla facoltà di Medicina. Se sarà così, c’è da giurare che diventerà un grande medico.







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