Lamezia, chieste cinque condanne per il tentato omicidio di Vincenzo Torcasio

Il pm sollecita in rito abbreviato una pena di 16 anni per Vincenzo e Francesco Giampà e Aldo Notarianni. Quattro anni la richiesta per Pasquale e Domenico Giampà. I fatti risalgono alla guerra di mafia dei primi anni 2000

LAMEZIA TERME Chiesti un rinvio a giudizio e pene dai 16 ai 4 anni di reclusione per cinque imputati.
È approdato in udienza preliminare il processo per il tentato omicidio di Vincenzo Torcasio “Carrà” risalente all’8 luglio 2002, in cui sono imputati Francesco Giampà “il professore”, Vincenzo Bonaddio, Aldo Notarianni, Vincenzo Giampà detto “Enzo”, e dei collaboratori di giustizia Pasquale Giampà e Domenico Giampà.
All’udienza di oggi, il gup Pietro Carè ha disposto la definizione del processo con le forme del rito abbreviato come richiesto da tutti gli imputati a eccezione di Vincenzo Bonaddio, che ha invece optato per il rito ordinario. A seguire, il pubblico ministero ha rassegnato le sue conclusioni chiedendo il rinvio a giudizio per Bonaddio e la condanna degli altri imputati Francesco Giampà “Il Professore”, Aldo Notarianni e Vincenzo Giampà detto “Enzo” alla pena di 16 anni di reclusione, e di Pasquale Giampà e Domenico Giampà alla pena di 4 anni di reclusione.
Il gup, all’esito della camera di consiglio, ha dichiarato l’estinzione di un capo di imputazione per intervenuta prescrizione (quello relativo alla detenzione dell’arma con cui era stato eseguito l’agguato), e ha disposto il rinvio a giudizio di Bonaddio il cui processo avrà inizio il 20 novembre prossimo davanti al Tribunale collegiale di Lamezia Terme. Per gli altri imputati rito abbreviato proseguirà nell’udienza del 29 gennaio 2019 per la discussione dei difensori, gli avvocati Francesco Gambardella, Aldo Ferraro, Antonio Larussa.
Il tentato omicidio si inserisce nella guerra di mafia dei primi anni 2000 che vide contrapposte le famiglie Giampà contro i Cerra-Torcasio per il controllo del territorio a Lamezia Terme. Secondo i capi della cosca Giampà, “il professore”, Bonaddio e Notarianni, l’omicidio andava eseguito nel momento in cui si tenevano i funerali di Vincenzo Giampà detto “u monacu” ucciso il 6 luglio 2008. Torcasio venne seguito nell’azienda agricola dove lavorava come guardiano e colpito al torace da diversi colpi di revolver calibro 38. La vittima sopravvisse in seguito a un complicato intervento.





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