Un sequestro al giorno: Calabria sul “podio” degli ecoreati

A Trame le anticipazioni del “Rapporto Ecomafie 2019” di Legambiente. Focus sul ciclo dei rifiuti e del cemento. Ciafani: «Si smaltiscono illegalmente tonnellate di rifiuti speciali e siamo a rischio disastro idrogeologico: bisognerebbe fare decreti sicurezza su questo»

di Francesco Donnici
LAMEZIA TERME La seconda giornata del ricco weekend lametino del festival Trame parte con le interessanti anticipazioni di quello che sarà il ventiseiesimo “Rapporto Ecomafie”, l’annuale dossier curato da Legambiente con attenzione ai traffici della criminalità organizzata connessi al ciclo dei rifiuti. Stefano Ciafani, presidente di Legambiente, dialogando con Rosy Battaglia, giornalista e fondatrice del progetto “Cittadini Reattivi”, ha offerto una serie di spunti ed anticipazioni di quelli che saranno i temi principali del rapporto, dalla crescita dei traffici illeciti legati ai rifiuti al grande “peso” del cemento nel settore degli appalti.
La presentazione ufficiale del rapporto è prevista il prossimo 4 luglio al Senato alla presenza, tra gli altri, del ministro dell’ambiente Sergio Costa e del procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho, ma Ciafani ha voluto sottolineare l’importanza della scelta di anticipare qualche dato in un contesto di «attivazione civica» come quello di Trame. «Questo – ha detto – è un anno importante che vedrà anche la modifica dello Statuto di Legambiente per adeguarsi alla riforma del terzo settore. Siamo in un Paese dove da circa un anno non si parla più di mafie e il dibattito si è inabissato per concentrarsi su quello che sembra essere l’unico e più grande problema del nostro paese: le migrazioni». Inizia così il presidente di Legambiente per poi aggiungere: «Insieme al dibattito si è inabissato anche il livello dell’antimafia istituzionale. Regna il disinteresse, forse per poca conoscenza o consapevolezza del problema e per questo l’antimafia civile assume un ruolo cruciale».
L’anticipazione principale offerta al pubblico di Trame riguarda il dato relativo al ciclo illegale dei rifiuti in Calabria. Il dato regionale è significativo, e racconta di un contesto in cui l’ecomafia aumenta i suoi numeri rispetto all’anno precedente. La Calabria risulta essere la terza regione per numero di reati ambientali, salendo sul podio “grazie” a un totale di 657 reati ambientali di cui 1046 denunciati, oltre che 12 arresti e 351 sequestri. Conti alla mano, in Calabria viene sequestrata una discarica abusiva o contestato un reato ambientale al giorno.
La narrativa è quella che vuole le opere pubbliche, i cantieri e qualsiasi movimentazione di terra tra i business principali per le ecomafie. «All’approvazione della legge 68 del 2015 che introduce gli ecoreati nel codice penale – prosegue Ciafani – abbiamo lavorato 21 anni ed ora i cittadini stessi, ma tutti gli attori sociali, sono nella condizione di aiutare gli inquirenti a venire a capo di questo problema». Normativa essenziale, ancorché perfettibile per poter essere ancora più efficace. Il rapporto che verrà presentato il prossimo 4 luglio è, ancora una volta, il risultato dell’azione delle forze dell’ordine e delle autorità di controllo che agiscono oggi in un sistema innovato già lo scorso anno da un più efficace quadro normativo e da una rinnovata attività di controllo che vede per la prima volta fare sistema il lavoro dell’Ispra e quello della rete nazionale delle Arpa. Tuttavia permane l’importanza, soprattutto su questo tema, della collaborazione dei cittadini: «Occorrerebbe che una forza politica si interessasse a queste battaglie, come anche quella dell’abusivismo. Non si può combattere questo fenomeno attraverso i condoni fatti partendo da Craxi fino al decreto Genova. Bisognerebbe – aggiunge Ciafani – togliere questo potere dalle mani dei sindaci per far sì che non ci siano collusioni o interessi sommersi tipici di chi opera nel contesto locale».
«Siamo un Paese disseminato di amianto; si smaltiscono illegalmente tonnellate di rifiuti speciali e siamo a rischio di disastro idrogeologico: bisognerebbe fare decreti sicurezza su questo». In ultimo un accenno alle recenti vicende che a Roma hanno visto vittime di aggressione due ragazzi che indossavano le maglie del Cinema America, venti anni fa oggetto di una possibile speculazione edilizia, ma poi diventato una realtà aperta e simbolo del progresso culturale del nostro paese: «Se una maglietta che rappresenta una piazza che è motore di cultura popolare, diventa una minaccia, questo significa che nel Paese si sta sdoganando l’odio gratuito. Le ruspe, come ad esempio quelle usate per sgomberare la baraccopoli di San Ferdinando, oggi diventata una discarica abusiva, andrebbero utilizzare per le minacce vere. Come ad esempio – ribadisce Ciafani – l’abusivismo edilizio che è una minaccia per la vita delle persone. Questa materia va tolta ai Comuni per tornare nelle mani dello Stato». (redazione@corrierecal.it)







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