I tre j’accuse di Mascaro ai commissari di Lamezia. «Città massacrata»

L’ex sindaco contesta le decisioni della terna sui debiti fuori bilancio. E segnala il ritardo nell’approvazione del rendiconto


LAMEZIA TERME
«Chi giornalmente segue le pubblicazioni degli atti sull’albo pretorio del Comune di Lamezia Terme verifica quanto la nostra Comunità sia massacrata da una gestione oggettivamente inadeguata». La campagna elettorale per le comunali di Lamezia è ancora lontano, ma l’attivismo dell’ex sindaco Paolo Mascaro continua. Sul suo profilo social, Mascaro aggiorna i lametini sulle pubblicazioni dell’albo pretorio comunale nel filone che ha “intitolato” «Continua il massacro di Lamezia».
«Oggi sono state pubblicate – scrive –, tra le altre, due delibere della Commissione Straordinaria e precisamente quelle portanti i numeri 139 e 140 (della quale in foto sono riportati alcuni stralci) del 25/06/19. Trattasi di mandati conferiti ai legali convenzionati per proporre opposizioni a decreti ingiuntivi emessi dal Tribunale e dal Giudice di Pace di Lamezia Terme, il primo dei quali per cifra vicina ad euro 200.000,00. Come si rileva dal contenuto delle deliberazioni, le opposizioni, che hanno ovviamente un costo, non vengono proposte per motivi attinenti alla non debenza delle somme ma unicamente per un discutibile motivo di carattere formale derivante dal piano di riequilibrio in essere; non sembra, quindi, che vi sia contestazione delle somme ingiunte. Inutile dire che ciò costituirà ulteriore aggravio di spese, tutte a carico della nostra Comunità, per interessi e spese legali; inutile dire che sul conto corrente del Tesoriere oggi vi sono abbondantemente le somme necessarie per i detti pagamenti ed è quindi incomprensibile la strategia adottata. Nonostante ciò, molti in Città preferiscono ancora il silenzio e preferiscono che continui il massacro, anche economico, della Comunità».
Di nuovo sull’albo pretorio, Mascaro segnala «22 deliberazioni adottate dalla Commissione Straordinaria di riconoscimento di debiti fuori bilancio derivanti da sentenze esecutive. Ciò che sorprende e indigna – scrive – è che dette sentenze, a eccezione di una soltanto, si riferiscono all’anno 2017 e che il riconoscimento avviene solo oggi a distanza di due anni. Inutile sottolineare – è il parere dell’ex sindaco – che ciò costituisce sperpero di risorse della nostra Comunità oltre che inaccettabile ritardo nella soddisfazione di diritti riconosciuti dall’autorità giudiziaria. Inutile ricordare che l’amministrazione eletta dal popolo aveva operato prodigiosa opera di recupero nel riconoscimento di detti debiti che avveniva oramai entro 120 giorni dalla notifica del titolo esecutivo. Inutile dire che la gestione commissariale non ha ancora proceduto invece a riconoscere debiti fuori bilancio relativi agli anni 2018 (solo uno) e 2019 (nessuno). Inutile ribadire che si sta massacrando una Comunità. Perché tutto avviene nel silenzio dei più?».
Altra invettiva sulla mancata approvazione del rendiconto. «Siamo al 26 giugno ed a Lamezia il rendiconto non è stato al momento approvato nonostante vi siano già 57 giorni di ritardo. Perché in detta ipotesi non viene assunto alcun provvedimento? È giusto che in un sistema democratico i Commissari Prefettizi, a differenza dagli eletti dal popolo, non debbano rispondere ad alcuno del proprio (non) operato e possano maturare ritardi ad altri non consentiti? Riflettiamo su quanto possa essere perverso un sistema apparentemente democratico. Oggi, però, le conseguenze catastrofiche le paga la nostra Comunità e ciò stranamente nel silenzio dei più».







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