Scandalo Sacal, chiesti 5 mesi e 10 giorni di condanna per Mascaro

Stessa pena è stata invocata per l’imprenditore Gatto e un dipendente della società che gestisce gli aeroporti calabresi. La prossima udienza è prevista per l’8 luglio

di Alessia Truzzolillo
LAMEZIA TERME
Cinque mesi e 10 giorni di reclusione: questa la pena che il sostituto procuratore di Lamezia Terme ha invocato nei confronti di tre imputati che stanno affrontando il processo Eumenidi con rito abbreviato. Si tratta dell’ex sindaco di Lamezia Terme, Paolo Mascaro, del dipendente Sacal Francesco Buffone e dell’imprenditore Giuseppe Gatto, ex componente del cda della Sacal, società che gestisce lo scalo aeroportuale di Lamezia Terme. L’accusa nei confronti di Mascaro è di abuso d’ufficio in concorso con Massimo Colosimo, ex presidente Sacal, l’imprenditore Floriano Noto, Pierluigi Mancuso, ex direttore generale (Noto e Mancuso sono imputati nel processo con rito ordinario, ndr), ed Emanuele Ionà, ex componete del cda della Sacal (la cui posizione è stata stralciata per difetti di notifica e si attende la fissazione di una nuova udienza preliminare, ndr), perché «in concorso morale e materiale fra di loro, nelle rispettive qualità di pubblici ufficiali ed incaricati di pubblico servizio» violavano la delibera 104 del 27 luglio 2015 secondo la quale all’articolo 2 il consiglio comunale fissava i criteri per la nomina del rappresentate del comune in seno ad altri enti tra i quali la Sacal «ed omettevano di astenersi in presenza di un proprio interesse».
Secondo l’accusa gli indagati si sarebbero accordati affinché Paolo Mascaro indicasse Emanuele Ionà, «suo amico personale di vecchia data», quale rappresentante del Comune nel cda della società aeroportuale, «pur non possedendo questi i requisiti previsti dalla delibera 104, all’articolo 2». Lo scopo – sono sempre le contestazioni della Procura – sarebbe stato quello di pilotare il voto di Ionà per confermare, tra le altre cose, Mancuso quale dg della Sacal. L’ex sindaco è inoltre accusato di false informazioni al pm.
Buffone è accusato di abuso d’ufficio in concorso per una serie di assunzioni all’interno della Sacal, in violazione del programma “Garanzia Giovani” giudicate illecite dall’accusa poiché tese a favorire amici e parenti.
Abuso d’ufficio in concorso anche per Gatto per avere illecitamente favorito la nomina di Pierluigi Mancuso quale direttore generale della Sacal.
Alla richiesta del sostitito procuratore si sono associate le parti civili: il Comune di Lamezia Terme, rappresentato dall’avvocato Caterina Restuccia, la Regione Calabria e la Sacal spa.
La prossima udienza è prevista per l’8 luglio per le discussioni delle difese rappresentate dagli avvocati Pino Spinelli e Dina Marasco per Paolo Mascaro, Renzo Andricciola per Buffone e Francesco Gambardella per Giuseppe Gatto. (a.truzzolillo@corrierecal.it)







Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Lost Password

error: Contenuto protetto