Eternit, rifiuti e auto abbandonate: emergenza ambientale nelle campagne tra Gizzeria e Lamezia

Decine di lastre di amianto distrutte e cumuli di rifiuti in un torrente e persino una vecchia Fiat Panda abbandonata. Quello che era un luogo simbolo per agricoltori e amanti del fitness, nel tempo (e fra il disinteresse generale) si è trasformato in un vero e proprio disastro ambientale

di Giorgio Curcio
LAMEZIA TERME Strade che sulle mappe non esistono neanche e che ad un certo punto si interrompono.
Eppure, da queste parti, sono in molti a passarci quasi ogni giorno. Quello che assomiglia ad un territorio sperduto nelle campagne remote tra il comune di Gizzeria e quello di Lamezia Terme, collega le piccole frazioni di Mortilla, Sant’Eufemia Vetere e porta fino a Caronte ma di fatto è un luogo in cui da tempo si sta consumando un vero e proprio disastro ambientale.
Per chi si ritrova da queste parti (agricoltori, automobilisti o amanti delle camminate fra la natura) è quasi impossibile accorgersene ma tuttavia, scrutando bene fra la folta vegetazione, si scopre presto che quello che assomiglia ad un luogo lontano dall’inquinamento delle città circostanti in realtà è una vera e propria discarica.
Fra queste strade un po’ battute e un po’ asfaltate, e solo da qualche settimana arricchite con dei segnali stradali, c’è un piccolo torrente, completamente in secca in questo periodo dell’anno.
E al posto dell’acqua, però, si trova qualunque tipo di rifiuto: dalla plastica al materiale da costruzione (mattoni e cemento) fino al pericolosissimo eternit. Sono decine le lastre di amianto sparse nel letto del torrente, fra la vegetazione circostante, nascosta tra sacchi di immondizia e pneumatici abbandonati.
C’è perfino un sacchetto – evidentemente lanciato da un’auto di passaggio – rimasto impigliato fra i rami di un albero. Uno scenario terrificante, accompagnato da un forte odore sgradevole.
Ma non è tutto. Basta percorrere una stradina fra le campagne che segue parallelamente il torrente e arrivare su, fino ad un altro ponticello. Anche qui lo spettacolo è terribile: cumuli di rifiuti, materassi, un boiler e – incredibilmente – anche un’auto abbandonata fra la vegetazione.
Una vecchia Fiat Panda bianca, simbolo emblematico del disprezzo dell’uomo nei confronti dell’ambiente e del rispetto delle più basilari norme di civiltà. Difficile capirne le ragioni, impossibile risalire agli autori.
L’ennesima storia insomma e che, a queste latitudini, sembra ripetersi all’infinito, sempre troppo simile a sé stessa. Fra la noncuranza generale (di cittadini e istituzioni) e il disinteresse di chi, a poco a poco, sta distruggendo il futuro di una piccola comunità.
(redazione@corrierecal.it)







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