“Capannone dei veleni”, «il Comune di Gizzeria pronto a costituirsi parte civile»

Il sindaco ai microfoni de L’altroCorriere Tv: «Amministrazione e cittadini sono parte lesa. Da notizie informali so che nel sito si trovano rifiuti urbani. Presto monitoraggi per capire se vi siano inquinanti pericolosi»

Pietro Raso

GIZZERIA «Il Comune di Gizzeria e i suoi cittadini sono parte lesa in questa vicenda. Noi ci costituiremo parte civile nel procedimento e seguiremo con attenzione tutte le vicende relative a questo capannone in modo da giungere appena possibile alla bonifica del sito, perché questa storia desta tanta preoccupazione nei cittadini, preoccupazione che consideriamo giustificata». Pietro Raso, sindaco di Gizzeria, parla del caso del “capannone dei veleni”. E prova a tranquillizzare la cittadinanza.
«Da notizie informali – spiega ai microfoni de L’altroCorriere Tv – so che si tratta di rifiuti urbani però documentalmente non ho nessun atto ufficiale per dimostrarlo. Vorrei, però, tranquillizzare l’opinione pubblica di Gizzeria e i cittadini che abitano vicino al capannone. Ho fatto sempre questo ragionamento: se ci fosse stato qualcosa di pericoloso, saremmo stati sicuramente avvisati dall’autorità giudiziaria». E invece «non abbiamo avuto nessuna comunicazione, né relativamente al sequestro né al tipo di rifiuti presenti nel capannone. Appena avuta la notizia mi sono attivato chiedendo informazioni alla Procura e ai carabinieri, poi ho presentato la stessa comunicazione alla Regione, all’Asp e all’Arpacal chiedendo di effettuare un monitoraggio e l’Asp mi ha risposto subito di essere disponibile».
«Con l’Arpacal – spiega ancora Raso – abbiamo fatto una riunione tecnica venerdì scorso e ci siamo organizzati per fare una serie di monitoraggi per capire se all’esterno del capannone vi siano sostanze inquinanti che possano nuocere alla salute dei cittadini, questo perché l’Arpacal non può entrare all’interno del capannone che attualmente è sotto sequestro». Il primo cittadino prova a riassumere i contorni della vicenda: «Non so che percorso abbiano fatto questi rifiuti, ma dal punto di vista amministrativo è andata così: c’è una società, la Ecoloda che ha avuto un’autorizzazione di tipo amministrativo da parte della Regione per svolgere attività di trasformazione e trattamento di rifiuti non pericolosi in questo capannone che avevano in amministrazione giudiziaria. Per poter fare l’attività è necessario che facessero comunicazione dell’inizio attività attraverso una Scia. Il capannone andava rimodernato e messo a norma per poter esercitare l’attività».
Qualcosa, però, non è andata per il verso giusto: «L’azienda doveva fare questi lavori, che non hanno fatto, prima di iniziare qualsiasi attività all’interno del capannone. Nell’ottobre 2018 è stato presentato un progetto. In seguito alla sua valutazione, l’amministrazione – ritenendo che erano stati fatti lavori abusivi – ha comunicato alla Regione che avrebbe dovuto revocare qualsiasi autorizzazione alla società Ecoloda. Dopo pochi mesi la Regione ha revocato l’autorizzazione. Ma il Comune ha agito nell’ottobre 2018, quando ancora nel capannone non c’era nulla. Poi, i carabinieri – credo dopo la segnalazione di qualche cittadino che abita lì – hanno bloccato dei camion che scaricavano dei materiali intervenendo in tempi molto rapidi».
Il punto, per Raso, è che «il sindaco non fa il poliziotto o il vigile urbano, ma ringrazia l’azione dei carabinieri che sono intervenuti e in un paio di giorni hanno bloccato il traffico, che avrebbe potuto risolversi con un incendio, come avviene spesso».
Il sindaco si dice contento che «molta attenzione pubblica sia rivolta a questo caso». Ma ricorda che «l’indagine è relativa a tre siti, Gizzeria è solo uno di questi. Sono grato al deputato del M5S Giuseppe d’Ippolito e al candidato a sindaco di Lamezia Terme Silvio Zizza, presenti alla manifestazione di Gizzeria. Ma l’onorevole avrebbe anche potuto contattare il sindaco, visto che siamo entrambi dalla parte dello Stato. Sui siti di Lamezia non è stato fatto nulla. L’interrogazione dovrebbe avvenire anche su quei siti. E poi a Lamezia Terme ci sono tonnellate di rifiuti per strada e nessuno ne parla. Hanno fatto notizia anche i rifiuti disseminati lungo la strada che collega Lamezia e Gizzeria: ci tengo a sottolineare, però, che i rifiuti sono tutti nel comune di Lamezia Terme. Gizzeria dal 2012 sta facendo la raccolta differenziata è stato uno dei primi comuni a togliere i cassonetti per strada. E questo è un vanto per la mia amministrazione. Non voglio che questa vicenda possa ledere l’immagine del mio comune».





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