Il “Floral designer” che adorna la Calabria per offrirla al mondo

Dal “giardino segreto” nel balcone di casa ai viaggi in giro per il mondo come ambasciatore italiano, Gianni Cortese ha fatto molta strada. Il suo negozio è oggi un’impresa fondata sull’amore per i fiori e per l’arte. Oggi vi raccontiamo il suo sogno di fare dei panorami calabresi i nuovi palcoscenici del “destination wedding”. La storia sarà al centro della trasmissione “Ti racconto un’impresa”, in onda questa sera alle 21 su L’altro Corriere Tv (canale 211 del digitale terrestre)

LAMEZIA TERME «Dai diamanti non nasce niente», mentre la terra dona linfa a qualcosa di ancora più puro e prezioso del diamante stesso. La terra, per esempio, può dare vita a essenze e colori tramutati dalla mano esperta in opere che raccontano di luoghi da esplorare e amori da coltivare. Così «nascono i fiori», tra le principali fonti di ispirazione di cantautori, poeti ed artisti. E proprio grazie ad un artista, quegli stessi fiori evolvono da sostantivo figurato in versi e parole, a complemento reale dei nostri giorni più importanti. 
Il lavoro di Gianni Cortese va raccontato attraverso la sua storia d’amore per i fiori, suggellata “ufficialmente” da quasi 20 anni, ma con radici molto più profonde nel tempo.
 La cura dei bonsai e le riunioni con gli amici per decorare la terracotta e le bottiglie sono alla base dell’impresa del “Floral designer” lametino che il 4 dicembre 1999 apre le porte del suo negozio e sceglie di fare delle sue passioni più che un lavoro, un’interpretazione artistica dell’imprenditoria. La storia sarà al centro della trasmissione “Ti racconto un’impresa”, in onda questa sera alle 21 su L’altro Corriere Tv (canale 211 del digitale terrestre).
DALLE TERRECOTTE AI FIORI Come ogni racconto che si rispetti, le origini affondano in un mito quasi fiabesco. Del tipo: c’era una volta a Lamezia, un “giardino segreto” sul balcone di casa di un bambino. Ben presto però, quel “giardino” sarebbe diventato molto più grande: «All’inizio – racconta Gianni Cortese – era una passione e non avrei pensato di farne un lavoro, ma poi ho scoperto di avere la possibilità di fare domanda per il prestito d’onore finalizzato ad incentivare la nuova imprenditoria (secondo la legge n.608 del 1996, ndr). E così, dopo aver frequentato 2 mesi di corso di formazione obbligatoria, ho potuto aprire il mio negozio, quest’anno al suo ventesimo anno di attività».
Il “negozio” – come lo definisce affettuosamente ancora oggi – commerciava terrecotte lavorate e piante bonsai con solo una piccola parte dedicata alla vendita floreale: «Confesso che l’attività di vendita dei fiori non mi piaceva, forse un po’ per incoscienza giovanile, superata poi, a poco a poco, con la maturazione della professionalità». 
Col passare degli anni, l’attività subisce una netta inversione di tendenza: le terrecotte e i bonsai cedono il palcoscenico ai fiori «che oggi rappresentano il business principale».
DA FIORISTA A “FLORAL DESIGNER” «Grazie ai corsi di formazione ho avuto la fortuna di lavorare al fianco di alcuni tra i più grandi esperti del settore. Col tempo mi sono spinto anche oltre dedicandomi all’insegnamento dell’arte floreale. Dopo essere diventato “Floral designer” ho anche iniziato a fare delle dimostrazioni per le aziende».
Il primo passo è stato il diploma da fiorista europeo alla scuola Federfiori “Carlo Pirollo”: «C’è differenza tra il fiorista e il fioraio. Di solito li paragono a giornalaio e giornalista: uno vende i giornali mentre l’altro recepisce le informazioni e le elabora creando gli articoli». 
Il passo successivo è il “Floral designer”: «Questa figura è di un livello ancora più avanzato perché oltre all’elaborazione artigianale della sola materia floreale, realizza vere e proprie opere servendosi anche di strutture in metallo, in legno, in plexiglass per creare decorazioni, quindi vere e proprie opere d’arte floreali». 
Per arrivare ad acquisire questo livello di professionalità, Gianni decide di esplorare nuovi orizzonti, dividendosi tra la Svizzera e la Germania. A Basilea frequenta l’Atelier 5 di Peter Hess seguendo un percorso di approfondimento sull’uso di diversi materiali e studiando a fondo lo stile, le forme, i colori e il disegno delle composizioni. Dopo aver preso il diploma di “Floral designer” si sposta in Germania, alla scuola superiore internazionale di Gregor Lersch dove impara a comunicare attraverso l’elaborazione del fiore: «Con Gregor ho perfezionato la parte didattica che mi è servita per gli allestimenti fatti in giro per il mondo».
DAI PANORAMI CALABRESI AL MERCATO ESTERO Nel 2014 la multinazionale “Oasis Floralife” gli conferisce l’importante riconoscimento di “Ambasciatore unico italiano”: «È un ruolo di elevata importanza che mi ha permesso di crescere molto. – racconta – Grazie ad Oasis, ad esempio, mi sono aperto al mercato messicano e dell’America Latina dove sono stato inviato per valutare i prodotti autoctoni ed le possibilità di adattamento al mercato europeo».
Un cammino costellato di molti successi ed esperienze, quello di Gianni. Non senza le classiche difficoltà legate anche alla scelta di rimanere in un terra bella e difficile come la nostra: «Anche la Calabria sta facendo passi da gigante su questo fronte. Negli ultimi anni sta puntando sul turismo, quindi si sta aprendo sempre di più al mercato estero». Ed uno dei principali obiettivi – confessa – è proprio quello di estendere la sua attività anche oltre i confini nazionali: «Vorrei ampliare all’Italia il mondo wedding estero – il così detto “destination wedding” – per far conoscere ai clienti le ricchezze del nostro territorio». In questo senso, la strategia di marketing si fonde con le doti artistiche del “Floral designer”: «La Calabria è famosa per tanti prodotti come il cedro, il bergamotto o il peperoncino, solo per citarne alcuni. Se combinati in chiave decorativa possono creare qualcosa di meraviglioso».
E non soltanto i prodotti. Anche i paesaggi calabresi possono diventare delle suggestive cornici per chi sceglie di celebrarvi “il giorno più bello”: «Il nostro territorio si divide tra la parte montuosa dell’entroterra, col polmone verde della Sila ed i suoi panorami ricchi di laghi, fiumi, torrenti e tanti altri piccoli tesori. Poi ci sono le eccellenze costiere, come Tropea che ho nel cuore essendoci stato tante volte da piccolo e tutte le meravigliose spiagge della zona ionica». E per far conoscere alle coppie straniere la magia di una terra dove il mare bacia i monti, l’azienda ha oggi intensificato l’attività sui social condividendo la promessa di un sogno: «Dal Canada a Londra, ci sono coppie di sposi che si innamorano di un elaborato e mi contattano per celebrare qui le loro nozze».
UN AMORE CHIAMATO CALABRIA Con base a Lamezia, il “negozio” di Gianni Cortese è oggi diventato un’affermata attività imprenditoriale che, invero, ha già varcato la soglia dei confini regionali attraverso l’esportazione di prodotti su tutto il territorio nazionale. In quest’ottica, l’apertura al mercato delle bomboniere sta diventando veicolo utile ad esportare e far conoscere le eccellenze enogastronomiche della regione. 
La Calabria è il filo conduttore dell’attività dell’azienda, oltre che punto imprescindibile del suo successo. Anche per questo, Gianni Cortese, oggi cittadino del mondo, non ha mai dimenticato quel suo “giardino segreto” e ciò che significa: «Soprattutto agli inizi, in molti mi suggerivano di andarmene. Ho deciso di rimanere, perché credo in questa terra e la amo. Credo nel cambiamento e nell’educazione dei calabresi e se ognuno fa la sua parte si può sempre crescere. Sono stato anche all’estero per i miei studi, ma sentivo una forte nostalgia della mia terra e per questo, qualsiasi possa essere la problematica da affrontare, io resto». (fd)








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