Un serpentone di 200 trattori “invade” Lamezia. Scatta la protesta degli olivicoltori – VIDEO E FOTO

i produttori si sono raduno allo stadio Carlei poi hanno sfilato con i loro mezzi verso Sant’Eufemia. Ed infine un sit-in in contemporanea con il Tavolo nazionale. Oltre 2mila presenze alla manifestazione. Statti: «Chiediamo misure straordinarie». Cilento: «Aziende sono anche un presidio di difesa del territorio». Il sostegno del M5S

LAMEZIA TERME Chiedono rispetto per le loro produzioni, un prezzo equo per l’olio calabrese e misure straordinarie per aiutare le imprese in crisi in un momento di stagnazione del mercato. Per questo i produttori di olio sono scesi in piazza questa mattina a Lamezia Terme. Sono circa 200 i trattori che hanno percorso i 19 chilometri che separano lo stadio Carlei, alla periferia della città, da Piazza Italia, a Sant’Eufemia (con tappe intermedie a Nicastro e Sambiase), «dove si è svolto un sit-in in concomitanza con il Tavolo olivicolo nazionale», spiega Alberto Statti, presidente regionale di Agrinsieme stamttina davanti alle telecamere di “Buongiorno Regione”. Nel corso del corteo sui trattori in marcia sono stati esposti vari striscioni con la scritta «Basta “spremere” i produttori di olio».

All’evento hanno preso parte oltre duemila produttori. Sono intervenuti alla manifestazione conclusiva i dirigenti regionali di Confagricoltura, Cia, Copagri, Alleanza delle Cooperative Italiane. Tra le varie (contro-)misure richieste spicca quella di «dichiarare uno stato di crisi del settore prevedendo un provvedimento legislativo specifico. Provvedimento – si legge in un report pubblicato ieri dal Corriere della Calabria (ce ne siamo occupati qui)- che consenta di attivare misure previdenziali, fiscali e creditizie a favore degli operatori olivicoli in difficoltà».

Nicola Cilento, vicepresidente nazionale di Confagricoltura, sottolinea le difficoltà della fase, con «una grossa quantità di prodotto che non si vende». E ricorda l’importanza delle imprese olivicole «come presidio del territorio, anche per controllare gli effetti del dissesto idrogeologico». I produttori sollevano il problema dei prezzi («l’olio calabrese non può costare meno di 7 euro») e chiedono misure economiche di sostegno. Ancora Statti: «Serve un intervento che ridia liquidità alle aziende, perché in questa fase non c’è domanda». La protesta è appena iniziata perché «la qualità va pagata al giusto prezzo».

IL SOSTEGNO DEL M5S «Sosteniamo gli olivicoltori calabresi in quanto produttori di qualità e di indotto». Lo afferma, in una nota, il deputato M5S Paolo Parentela, componente della commissione Agricoltura, che sottolinea: «Oggi il Movimento 5 Stelle ha partecipato alla loro manifestazione a Lamezia Terme, con il proprio candidato governatore, Francesco Aiello. Siamo da tempo impegnati in Parlamento per rispondere in concreto alle istanze di tutti gli olivicoltori d’Italia. A questo proposito, oltre a lavorare per l’aggiornamento ed il finanziamento del piano olivicolo nazionale e per l’inserimento nel nostro programma elettorale della definizione del piano olivicolo regionale, nel convertire in legge il decreto Emergenze agricole abbiamo destinato 5 milioni in sostegno alle imprese olivicole per il pagamento degli interessi nel 2019 sui mutui contratti entro il 2018 in proporzione della media produttiva degli ultimi 3 anni. Nello stesso decreto – prosegue Parentela – abbiamo previsto anche 2 milioni di euro per la valorizzazione e promozione dei prodotti agroalimentari italiani, tra cui l’olivicolo oleario». «Dobbiamo continuare a lavorare – evidenzia il deputato del Movimento 5 Stelle – per tutelare i produttori dalla concorrenza sleale con l’olio spacciato per extravergine, che ha prezzi più bassi rispetto a quello che rispetta gli standard di qualità». «Aiello e tutta la componente parlamentare 5 stelle – conclude Parentela – sono vicini agli olivicoltori calabresi, ai quali assicurano ascolto e sostegno».







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