Discarica di Lamezia, oltre mille dicono “no”

Decine di associazioni si sono mobilitate per fermare la realizzazione del terzo sito. In due giorni centinaia di cittadini hanno firmato la petizione. Chiedono al sindaco di fermare l’iter autorizzativo: «Non distrugga il futuro del territorio»

LAMEZIA TERME «Partenza di slancio quella della raccolta firme sotto la petizione popolare contro le nuove discariche. In soli due giorni di avvio sono oltre mille i cittadini che la hanno sottoscritta presso i due banchetti allestiti sabato sera su corso Numistrano e domenica mattina in piazza Diaz, presso gli esercizi pubblici nei quali si può firmare e nelle tante attività porta a porta messe su dalle organizzazioni e dai cittadini aderenti a Rete Civica». Lo comunica in una nota il gruppo di decine di associazioni di categoria, movimenti, attivisti ambientalisti e semplici cittadini che si sono mobilitati per opporsi alla realizzazione di nuove discariche sul territorio e contro l’ampliamento di quelle esistenti. «La notevole adesione che questi primi dati già prefigurano – scrivono – nonché il fatto che a sottoscrivere e/o a promuovere la petizione ci siano anche consiglieri comunali di maggioranza e ambienti sociali e professionali che nelle recente elezioni amministrative furono un valido supporto e portarono alla vittoria la colazione civica di Mascaro, dovrebbe spingere il sindaco a riflettere sull’errore che ha compiuto nel dare il suo assenso alla volontà della Regione di costruire la terza discarica in Località Stretto. Prenda esempio Paolo Mascaro dal suo omologo di Castrovillari che nelle sue stesse identiche condizioni ha detto un chiaro e definitivo no alla volontà regionale di costruire una discarica a ridosso dei vigneti doc della sua terra, e scenda come lui in piazza, bardato di fascia tricolore e a fianco dei suoi concittadini, per dire no all’ordinanza della Santelli».
«A Lamezia – sottolineano i promotori – le motivazioni per dire no sono molte di più e molto più forti di quelle di Castrovillari. C’è il fatto che la nuova, come le vecchie discariche che per giunta si vogliono ulteriormente riempire, sono su un’area bagnata dal torrente Sant’Ippolito e dal fiume Amato e riserva idrica per la città».
«C’è la eccessiva vicinanza del sito all’aeroporto – proseguono – che, a norma di codice della navigazione, ne impedisce la realizzazione e che ha già provocato in passato tre incidenti aerei con atterraggi di emergenza, per fortuna senza danni alla persone, a causa degli stormi di gabbiani attirati dalle discariche e risucchiati nei motori degli aeroplani. C’è la sua vicinanza al centro commerciale Due Mari e ad importanti impianti sportivi con i rischi alla salute dei cittadini che ciò comporta».
«C’è soprattutto il fatto che sul tema discariche e pesi ambientali – tuonano gli esponenti della Rete Civica – Lamezia ed il lametino hanno già abbondantemente dato e che, come dimostra l’incendio di un impianto di trattamento rifiuti sviluppatosi l’altra sera nell’area ex Sir, non si tratta di pesi scevri da rischi di gravi inquinamenti ambientali e di danni di ogni genere, in primis oncologici, alla salute dei cittadini».
«Per questo la campagna di sottoscrizione della petizione non si ferma – concludono – ma continuerà in piazza con le altre iniziative che sono in programmazione e ogni giorno presso le organizzazioni di categoria ed associazioni promotrici, presso molti municipi del comprensorio e presso tanti pubblici esercizi, aziende, negozi e studi professionali, che sempre più numerosi la vogliono sostenere».

 





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