Lamezia Terme si unisce al fronte del “no” al 5G

Approvata nell’ultimo consiglio comunale la mozione della Terza commissione che “stoppa” la nuova tecnologia. «Mancano certezze per la salute dei cittadini»

LAMEZIA TERME Al fronte del “no” al 5G si aggiunge anche il consiglio comunale di Lamezia Terme che ha approvato all’unanimità, nella riunione di giovedì scorso, la mozione presentata sul tema dalla terza commissione consiliare. Il consiglio si basa, per il “no”, sul «principio di precauzione sancito e riconosciuto dall’Ue». Nella mozione si spiega che «i sistemi mobili di quinta generazione, noti come strutture 5G, si servono di inesplorate radiofrequenze prive di approfonditi e concordi studi preliminari sul rischio per la salute della popolazione». E si sottolinea «le soglie limite per i valori di irradiazione subiranno un innalzamento che, in taluni casi, potrà essere superiore a 110 volte in più rispetto a quelli attualmente esistenti». A convincere i consiglieri sono anche i dubbi e gli appelli «di scienziati indipendenti, organizzazioni della società civile e cittadini per una moratoria internazionale del 5G». Meglio fermarsi, dunque, per «tutelare, soprattutto in presenza di dubbi e di dati scientifici non uniformi, la salute e il benessere dei cittadini predisponendo tutte le misure necessarie anche per limitare effetti potenziali e non intenzionali».





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