Le tante realtà di Lamezia a confronto. «Il futuro va costruito assieme»

Un forum organizzato con una diretta facebook dal parlamentare dem Viscomi ha affrontato i temi dello sviluppo del territorio. Da Confagricoltura a Cia passando dalla testimonianza di imprenditori e uomini delle istituzioni e del volontariato. Si è alzato forte il “No” alla nuova discarica di località Stretto

LAMEZIA TERME “Lamezia un’idea di città. Ambiente, imprese e lavoro per un futuro sostenibile”. È stato il tema del forum andato in diretta su facebook organizzato e moderato dal parlamentare del Partito democratico Antonio Viscomi. All’appuntamento hanno partecipato il presidente di Confagricoltura Calabria Alberto Statti, il presidente dell’associazione cultura “Tempi Nuovi” nonché coordinatore della “Rete Civica” di Lamezia Nicolino Panedigrano, delegata dell’Adusbef e consigliere comunale di Lamezia Lucia Cittadino, Innocenza Giannuzzi (imprenditrice e presidente di “AgriCoop” e “Blu Calabria”), il segretario del Pd lametino Antonio Sirianni, il segretario nazionale di Fismu (Federazione italiana sindacale medici uniti) e presidente del Gal Francesco Esposito, e Maria Grazia Milone imprenditrice agricola attiva nel settore florovivaistico, esponente della Cia e recentemente approdata nel board di Sacal.
Un appuntamento che ha permesso di affrontare una serie di argomenti di strettissima attualità nella città della Piana: dalla gestione dei rifiuti, al distretto agroalimentare, dall’allargamento dell’area Zes al settore dei trasporti con il ruolo centrale dell’aeroporto. Aspetti che hanno animato il dibattito con proposte concrete e puntuali.

CONFAGRICOLTURA RILANCIA SULLA VOCAZIONE AGRICOLA «Lamezia è una città che merita la massima attenzione – ha sostenuto Statti che per primo ha aperto il dibattito – ma che purtroppo sta subendo un attacco frontale al proprio territorio». Un riferimento, quello sollevato dal presidente di Confagricoltura, al progetto di realizzare in località Stretto di Lamezia un nuovo sito di stoccaggio dei rifiuti oltre all’ampliamento delle vasche della discarica che già insiste nella zona. Un progetto, ha detto Statti, che «preoccupa non solo noi come imprenditori ma anche come semplici cittadini perché sappiamo cosa possa rappresentare trasferire nuovi rifiuti in questa area». Da qui Statti ha definito questa scelta come «scellerata» perché «potrebbe rivelarsi come una vera e propria catastrofe per l’intera comunità».
Secondo il leader regionale di Confagricoltura poi «è paradossale che la stessa amministrazione comunale offra la disponibilità a raccogliere i rifiuti provenienti da tutta la Calabria e nel contempo spinga per realizzare il distretto agroalimentare del cibo sullo stesso territorio». «Noi abbiamo espresso la nostra assoluta contrarietà – ha sottolineato Statti –. Le due iniziative non possono coesistere e per questo ribadiamo che vogliamo che a Lamezia sorga il distretto del cibo perché riteniamo Lamezia un’area ad altissima vocazione agricola ma non possiamo assolutamente accettare che sullo stesso territorio vengano trasferiti altri rifiuti». «È un “No” – ha chiarito – frutto di un profondo ragionamento che ha portato a Lamezia a costituire una Rete Civica nella quale convergono circa 40 associazioni di varia estrazione tutte convinte che non sia possibile trasferire sul territorio altri rifiuti della Regione. Lamezia in questi anni ha già dato tanto». Statti ha ricordato nel suo ruolo di presidente di Confagricoltura come le aziende che lavorano nel Lametino abbiamo garantito e continuino ad offrire sviluppo ed occupazione all’intera regione «nonostante la crisi economica “epocale” scatenata dall’emergenza sanitaria legata al Coronavirus».

LA VOCE DEL CONSIGLIO COMUNALE LAMETINO Sul tema dei rifiuti e della discarica di località Stretto, è intervenuta anche la consigliere comunale Lucia Cittadino sottolineando che «non si affronta con l’indizione di un referendum» o attraverso «scontri con l’amministrazione buttandola anche sull’aggressione verbale» ma elaborando una «riflessione attenta» sulla gestione dei rifiuti e il ruolo delle discariche. «Quello che occorre comprendere – ha detto – è che i rifiuti sono una risorsa per tutta l’economia nazionale. Quindi è necessario pungolare le istituzioni per limitare i conferimenti dei rifiuti nelle discariche». «Serve osservare le realtà virtuose – ha sottolineato Cittadino – ed utilizzare tutti gli strumenti legislativi necessari a ridurre questi conferimenti in discarica. Attraverso un ciclo di raccolta differenziata virtuosa, attraverso l’attenta rimodulazione dell’ecotassa introducendo un sistema di premialità o penalità per tutti quei comuni che non riescono a raggiungere livelli ottimali di raccolta differenziata». Senza un sistema del genere, secondo la consigliera comunale lamentina, non si dota l’ente dello strumento giusto per incrementare e valorizzare la raccolta differenziata. Questo inoltre, per Cittadino, non avvia un «ciclo virtuoso di riciclo dei rifiuti con ricadute economiche per gli enti» e ritorno «occupazionale per la popolazione». «Se non si cambia la prospettiva – ha sostenuto – ci si ritrova fra 5-6 anni, dopo aver bloccato l’ordinanza del Comune di Lamezia, allo stesso punto di partenza». La stessa ha rivolto un invito al deputato Viscomi a proporre in Parlamento un sistema di rimodulazione dell’ecotassa per premiare o viceversa colpire i Comuni che non riescono a garantire un buon livello di raccolta differenziata. Invito che ha permesso allo stesso parlamentare di rilanciare sul tema non solo della programmazione dei rifiuti ma sull’assetto del futuro dell’intera area lametina.
«Questa è l’occasione non per indire un referendum sulla discarica – ha detto Viscomi – ma per porsi una domanda principale: Che tipo di città dovrà essere Lamezia. Lamezia è una realtà da molte anime: c’è una industriale, una agricola, una commerciale una ancora culturale. Lamezia è una delle città più vive della regione. Per questo vorrei ci fosse una discussione sulla visione futura di questa realtà proprio per la complessità delle sue tante vocazioni e realtà». Aspetti che, ha ribadito il parlamentare, sono alla base anche del forum da lui organizzato che «è il primo di una lunga serie di appuntamenti».

IL “NO” ALLA DISCARICA DELLA RETE CIVICA «Siamo costretti a fare una battaglia non di retroguardia ma di prospettiva – ha detto invece il coordinatore del movimento “Rete Civica”, Nicolino Panedigrano -. Noi non siamo una rete costituita da 40 associazioni del “No” ma una del “Sì”. Abbiamo realizzato una piattaforma di proposte che non siamo però noi in grado di realizzarle ma che chiediamo alla politica di farle». Panedigrano ha poi attaccato direttamente il sindaco di Lamezia, Mascaro, “reo”, secondo il coordinatore della Rete Civica, di aver «dato preventivamente un assenso» all’ampliamento della discarica di località Stretto «senza ragionare con la sua giunta né con la sua maggioranza né con il Consiglio comunale né assolutamente con le associazione su quali potevano essere le soluzioni migliori per affrontare la questione rifiuti e se la Piana poteva ancora dare un ennesimo contributo per accogliere altri rifiuti in zona». Parlando della vocazione di Lamezia, Panedigrano ha sottolineato «la naturale vocazione agricola della Piana». «Credo che quando un territorio per sua storia e cultura ha una sua vocazione – ha detto – questa, anche se la si respinge con ipotesi fantasiose come quella messa in piedi all’epoca della realizzazione della Sir, ritorni prepotentemente. È la presenza di tante aziende d’eccellenza nella zona ne sono la prova più netta».
Per questo Panedigrano ha sottolineato che non è possibile incrementare il peso della gestione dei rifiuti su questo territorio perché diversamente «verranno penalizzati il distretti agroalimentari esistenti e quello del cibo che si intende realizzare». Poi ha ricordato anche la vocazione turistica naturale della zona che sta consentendo la nascita di realtà produttive che «stanno sorgendo con spontaneità» e che uscirebbe anch’essa danneggiata.

LA POSIZIONE DELLA CIA L’esponente della Cia Maria Grazia Milone ha illustrato le problematiche ma anche le potenzialità che l’agricoltura detiene per la crescita economica di un territorio. Una premessa necessaria al tema centrale del forum. «Per consentire una sviluppo sostenibile di Lamezia – ha sostenuto l’esponente della Cia Maria Grazia Milone – occorre che ci creino le condizioni perché questo si realizzi».

LA PROPOSTA DEL GAL Intervenendo nel dibattito, il presidente del Gal, Francesco Esposito ha affrontato il tema della programmazione delle risorse economiche per il rilancio del territorio
«Uno dei problemi che ha la Calabria – ha sostenuto – non è la mancanza di risorse, ma il vuoto strategia di utilizzo e incapacità di spesa. Perché per una volta non affianchiamo la politica e costruiamo un progetto da basso di sviluppo. Nella costituzione del distretto dell’area del Reventino chiederò a tutti gli imprenditori e alle realtà presenti sul territorio di elencare le cose che possono servire per creare sviluppo». Poi ha elencato una serie di idee da proporre per creare «le basi per la crescita della zona». «Cerchiamo di comprendere quali sono le cose che servono per rilanciare l’economia locale e di proporle dal basso a chi ci governa».

LA VOCE DELL’IMPRENDITRICE Mentre l’imprenditrice Innocenza Giannuzzi ha fatto un breve excursus sullo sviluppo di Lamezia e sulle occasioni mancate che hanno generato, secondo le sue parole, un «declino dell’economia locale». Secondo la presidente di “AgriCoop” e “Blu Calabria” tutto questo è frutto di contraddizioni anche dell’attuale politica regionale. «Da un verso – ha detto – si sostiene un’idea di sostenibilità ambientale della Calabria come ha affermato l’assessore regionale all’Ambiente che punta alla Calabria come grande riserva naturale o la governatrice Jole Santelli che dice che occorre modificare la “reputazione” del territorio». Ma per garantire la reputazione di un’area come quella lametina, ha sostenuto Giannuzzi, occorre offrire la sostenibilità ambientale ed «oggi a Lamezia si stanno aprendo due discariche», la sanità «depotenziato a Lamezia», la logistica: «quando a l’aeroporto internazionale viene depotenziato», «non esiste una linea di collegamento tra lo scalo e la stazione». «Da una parliamo per spot – ha tuonato – e dall’altra facciamo una serie di iniziative che invece di migliorare un territorio come quello di Lamezia Terme viene costantemente depotenziato a sfavore non solo dei cittadini della zona ma dell’intera Calabria». Secondo l’imprenditrice, «in tutti questi anni si è voluto arrestare la forza che innata in Lamezia proprio per la sua posizione centrale in Calabria». Entrando nello specifico della discarica lametina, Giannuzzi ha sottolineato come si fosse al corrente della situazione di emergenza assoluta che si viveva e «non si è fatto nulla per cercare della soluzioni» non solo su Lamezia ma su tutte le discariche presenti in Calabria. «Quando si realizza una discarica non si danneggia solo il presente delle realtà produttive e delle popolazioni che vivono nella zona, ma si lascia alle generazioni future».

LA POSIZIONE DEM Nel suo intervento il segretario cittadino del Pd Antonio Sirianni, ha annunciato «che avvieremmo una serie di incontri per costruire un futuro di questa città». L’esponente dem ha illustrato poi alcune idee che riguardano le diverse realtà presenti sul territorio. Secondo Sirianni occorre puntare sull’allargamento dell’area Zes. «Sull’area industriale di Lamezia occorre avere il coraggio di rilanciare che si possa interfacciare con Gioia Tauro» e non «puntare alla creazione di un porto turistico da 2.500 posti barca che non esiste in tutta Italia» e sul quale l’esponente dem ha espresso perplessità. Sulla discarica la posizione di Sirianni è chiara: «Non può essere accettata la realizzazione di una terza discarica». Per Sirianni, deve essere varato prima un piano regionale del rifiuti con un’idea complessiva della gestione. Ma nel suo intervento l’esponente dem ha spaziato anche su altri temi legati al futuro di Lamezia a partire dell’aeroporto sul quale ha denunciato una sorta d’assalto alla diligenza alla gestione della Sacal un opa «lanciata dalla Lega». Una dichiarazione che ha portato alla pronta replica di Maria Grazia Milone: «Il lavoro in Sacal è appena iniziato – ha chiosato -. Accetterò delle critiche tra qualche mese».
«Credo che occorra fare politica in modo diverso – ha poi concluso Viscomi – ascoltando i protagonisti dei territorio, portatori di interessi e competenze. Alla politica spetta di ascoltare le esigenze e tradurle poi in iniziative concrete». (rds)





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