Illuminazione, spada di Damocle milionaria su Corigliano Rossano. Botta e risposta Promenzio-Stasi

La revoca in autotutela del contratto il contratto per la “gestione del servizio di illuminazione pubblica e realizzazione di interventi di riqualificazione tecnologica finalizzati all’efficienza” potrebbe costare molto cara. La ditta ha ottenuto dal Tar la sospensiva ed a maggio potrebbe ottenere un ampio risarcimento. Promezio: «Ennesima beffa per i cittadini». La replica di Stasi: «Disinformatore da tastiera»

di Luca Latella
CORIGLIANO ROSSANO Una spada di Damocle dalle proporzioni milionarie potrebbe abbattersi fra capo e collo dei coriglianorossanesi.
Il 29 novembre scorso l’amministrazione comunale ha provveduto a revocare il contratto per la gestione del servizio di illuminazione pubblica e realizzazione di interventi di riqualificazione tecnologica finalizzati all’efficienza energetica, ereditato in “dote” al “nuovo” Ente dall’ex Comune di Corigliano.
Il provvedimento di revoca, firmato dal dirigente dell’area tecnica, Francesco Amica, era stato emesso sulla base «delle riscontrate anomalie tra i servizi previsti in una variante non ammessa né nel capitolato né nel disciplinare né nel bando di gara» e che avrebbe prodotto una plusvalenza di circa 8 milioni di euro sui circa 16 previsti.
La ditta che si era aggiudicata i lavori – ricorrente per tutelare i suoi diritti – nei giorni scorsi ha ottenuto la sospensiva dal Tar. Un provvedimento cautelare, accolto dal Tribunale in attesa del ricorso che sarà discusso il 6 maggio prossimo.
Nel dispositivo emesso (periculum in mora) i giudici amministrativi rilevano che l’atto di autotutela del Comune è «interamente fondato sulle conseguenze patrimoniali derivanti dall’acclarata, maggiore numerosità dei punti luce oggetto del servizio, con conseguente, significativo incremento del corrispettivo a carico del Comune appaltante e che tuttavia tale presunta modifica sostanziale del contratto, formando oggetto di espressa e compiuta regolazione in sede di lex specialis di gara, per un verso non sembra compatibile con il ricorso a una nuova procedura d’appalto e non sembra nemmeno legittimo il potere di annullamento d’ufficio” della gara, adottato dagli uffici comunali».
«DILETTANTISMO MANIFESTO» Sull’argomento è intervenuto con un “tackle” durissimo, il già candidato a sindaco, Gino Promenzio, leader delle opposizioni.
«La sospensiva del Tar Calabria sulla vicenda appalto di illuminazione rappresenta l’ennesima beffa per i cittadini. Purtroppo – sostiene Promenzio – sono sempre loro a rimetterci, ormai in balia dell’inadeguatezza del sindaco Stasi e della sua giunta turistica, protagonisti sempre più di una stagione da archiviare al più presto. Questa vertenza legale è già costata 18mila euro ai coriglianorossanesi, per il legale incaricato dal Comune, fino alla sospensiva del Tar. Non vogliamo immaginare, se a maggio prossimo lo stesso organismo giudicante dovesse dare torto all’amministrazione comunale a quanto ammonterebbe il danno economico per i cittadini».
Per il capogruppo di Civico e Popolare la vicenda è sintomatica del «dilettantismo manifesto di Flavio Stasi e di Annamaria Turano, l’assessore agli Affari Legali (il consigliere comunale aggiunge in aperta polemica, sarcasticamente anche la delega alle «Esequie dei Centri Storici di Corigliano-Rossano», ndr), «protagonista, quest’ultima del depauperamento dell’Uffico Legale che contava fino a qualche tempo fa cinque avvocati ed ora uno solo, smontato da Corigliano e trasferito a Rossano in poche ore, negli ultimi giorni».
Gino Promenzio conclude di assistere «sconsolati, ma non rassegnati, alle continue manifestazioni di inadeguatezza di questa amministrazione, incapace non solo di fornire adeguate risoluzioni ai problemi, quanto anche di comprenderne la natura stessa e i suoi confini».
Insomma, una bella grana per Stasi, la sua amministrazione e, di conseguenza, per i cittadini di Corigliano Rossano. Qualora si prefigurasse il danno erariale, peraltro, potrebbe anche risponderne in proprio chi ha agito, ovvero il dirigente firmatario della revoca che era stato “nominato” pro tempore nella mansione (art. 110 del Tuel) dal commissario prefettizio Domenico Bagnato durante la fase embrionale del nuovo comune sorto post fusione, per la durata del commissariamento, conclusasi con le elezioni comunali del giugno scorso e che Stasi ha prorogato in un primo momento fino al 31 dicembre e poi fino al 31 gennaio.
«DISINFORMATORE DA TASTIERA» Non si fa attendere, nel frattempo, la replica del sindaco Flavio Stasi. «La nostra città – dice – merita atteggiamenti istituzionali, ma spesso questi non sono sostenibili se ci si trova di fronte a professionisti della disinformazione, anzi, a veri e propri turisti da tastiera che, pur di danneggiare rabbiosamente l’amministrazione, arrivano a distorcere la realtà, persino cambiando i numeri e capovolgendo totalmente le questioni».
«In questi primi mesi di mandato – insiste il primo cittadino – abbiamo creduto fosse solo lo smarrimento della batosta elettorale, ma a questo punto temiamo si tratti di totale incapacità di essere oggettivi, ed allora alle volte saremo costretti a mettere le cose chiaro, anche perché, purtroppo, se un intenditore come Promenzio parla di figuracce, è piuttosto credibile».
Per Stasi, dunque, la sortita «isterica» sulla questione della pubblica illuminazione dell’ex Comune di Corigliano Calabro, «sulla quale leggiamo in queste ore numerose (e comiche) opinioni di neo-giuristi di livello continentale», l’Amministrazione «ha ovviamente tenuto e continuerà a tenere una posizione di grande prudenza, sia perché si tratta di una vicenda complessa e sia per doveroso rispetto di tutte le parti in causa. Promenzio per fortuna si è limitato soltanto a citare una cifra, ovvero il costo della difesa legale del Comune che, coerentemente col proprio stile, è totalmente sbagliata».
Bacchettando gli «impavidi leoni da tastiera» più in generale, l’amministratore ricorda come nessuno abbia «il coraggio di dire è che aldilà di qualsiasi risvolto processuale, che ovviamente sarà curato con grande attenzione, in questo ed in altri settori c’è e c’era il bisogno di dare segnali di rottura col passato, di cambiamento radicale». A detta del sindaco, quindi, «nessun cambiamento avviene facilmente, né si realizza senza rischi, ma se ci siamo candidati è per assumerci delle responsabilità ed è quello facciamo».
Anche per quel che riguarda i trasferimenti degli uffici comunali, Stasi definisce le parole di Promenzio come «deliranti». «Ci stupisce – avanza – come un grande sostenitore della fusione possa essere, di fatto, contro l’unificazione degli uffici. Ma al di là degli altri numeri completamente inventati solo per sostenere le proprie tesi assurde (o forse le tesi di qualche suggeritore sceso dal trono), a sua differenza noi siamo sostenitori della nostra grande città, e per creare una macchina comunale funzionante è necessario unificare gli uffici. Soprattutto, per precisa scelta politica già anticipata in campagna elettorale, lo stiamo facendo totalmente nei due centri storici, creando nei palazzi del disordinato comune lasciato dal commissario, un solo settore legale, un solo settore ambiente, un solo settore finanziario, un solo settore lavori pubblici e cosi via. Anzi, da un grande fusionista come lui ci saremmo aspettati critiche contrarie, invitandoci ad accelerare questo processo, ma evidentemente il capogruppo di se stesso, più che sostenitore della fusione era sostenitore della propria candidatura a qualcosa». Indice puntato, insomma, non solo contro Promenzio, ma anche – e sottilmente – contro l’ex commissario prefettizio, Domenico Bagnato.
In ultimo, Flavio Stasi annuncia la conclusione del completamento a breve del primo piano di Palazzo Bianchi, sede deputata per il nuovo municipio centrale, e subito dopo «la ristrutturazione del piano terra del Garopoli, perché per una grande città non basta unificare gli uffici, ma questi devono essere anche dignitosi ed accoglienti, per dipendenti e per cittadini, ovvero non come li abbiamo trovati».
(l.latella@corrierecal.it)







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