Una “veste nuova” per sei edifici ai piedi del castello di Corigliano

Bauci e Dinci (Dipartimento di Ingegneria civile – Unical) mostrano, dopo 3 mesi di studio, i lavori per “RiConoscere Corigliano”, la prima campagna studio sulla città antica, effettuata su sei edifici del fondaco, proprio ai piedi del castello ducale di Corigliano, e fino a mercoledì 5 febbraio visibile ai cittadini, all’interno del castello ducale di Corigliano

CORIGLIANO ROSSANO Bauci e Dinci (Dipartimento di Ingegneria civile – Unical) mostrano, dopo 3 mesi di studio, i lavori per “RiConoscere Corigliano”, la prima campagna studio sulla città antica, effettuata su sei edifici del fondaco, proprio ai piedi del castello ducale di Corigliano, e fino a mercoledì 5 febbraio visibile ai cittadini, all’interno del castello ducale di Corigliano.
Si è conclusa proprio ieri (1° febbraio) la campagna 2019, con la presentazione di 22 tavole che ricostruiscono e ripresentano 6 fra gli edifici più significativi del centro storico, proponendo le prime soluzioni per ritagliare un nuovo vestito al centro storico della città.
Il progetto è stato reso possibile dalla Prof.ssa Canonaco, coordinatrice scientifica e anima entusiasta nell’indicare, insieme al pregio e i rischi per le nostre cadenti bellezze architettoniche, una possibile strada da percorrere per far rivivere la città antica. Con lei le Dott.sse Bilotta e Castiglione, instancabili curatrici dei contenuti che i ragazzi hanno efficacemente rappresentato nei propri studi, determinando il successo del progetto.
Da questa esperienza è emersa l’importanza di un cambio di paradigma: la necessità di riadattare questi luoghi ai nuovi modelli dell’abitare, per mantenerli in vita, assicurando così il mantenimento della propria storia e identità, riducendo il consumo di suolo in pianura, liberando risorse economiche che curino spazi di valore inestimabile.
È in questi luoghi dove l’architettura incontra l’arte, l’antropologia, la storia ma anche l’imbarazzo del tempo, la crisi e le speranze di una comunità mutante, che dobbiamo avere la forza di immaginare il futuro, affrancando i centri storici dal peso di essere sopravvissuti alla discesa nella terra di mezzo, nella ‘pianura paranoica’, la città diffusa che ha distrutto senza creare alternative valide e percorribili.
Bauci si sente orgogliosa di aver piantato questo seme con cittadini attenti, attraverso atti concreti che ci aiutano, con sorpresa, a guardare indietro alla cultura locale, capace di costruire delle relazioni umane improntate alla fiducia reciproca all’interno del tessuto urbano.
Un grande grazie agli studenti Unical, appassionati e competenti, e a coloro i quali hanno collaborato, in mille modi, a ricostruire la storia delle vicende umane vissute dentro questi palazzi; e all’assessore all’uso e assetto del territorio, l’Avv.ssa Novello, per aver accolto l’esigenza di ascolto che sentiamo necessaria con questa amministrazione, sovente affogata in mille altre urgenti faccende.







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