Sicurezza a Corigliano Rossano, Stasi al tavolo tecnico in Prefettura

Il sindaco riferirà a Cinzia Guercio le preoccupazioni del territorio. Il consigliere regionale Graziano scrive al Ministero dell’Interno ed al capo della Polizia per chiedere l’elevazione del Commissariato a Distretto

CORIGLIANO ROSSANO La recrudescenza criminale che sta caratterizzando il territorio di Corigliano Rossano negli ultimi mesi, ha innescato tutta una serie di reazioni. A partire dal sindaco, Flavio Stasi, passando per i sindacati di polizia che chiedono l’elevazione a distretto del commissariato locale, per finire con le prese di posizione della politica bypartisan.
Proprio in tema sicurezza a Corigliano Rossano, giovedì mattina si riunirà il coordinamento tecnico delle forze dell’ordine, convocato dal prefetto di Cosenza, Cinzia Guercio.
A darne notizia è il sindaco Flavio Stasi che condensa questa fase acuta della criminalità, anche attorno alle opere pubbliche che saranno realizzate sul territorio.
«Lo abbiamo già detto chiaramente anche in sede di assemblea dei sindaci dell’Ambito Ottimale di Raccolta della Sibaritide, che all’unanimità ha condiviso l’istituzione di un tavolo permanente dei sindaci sulla sicurezza aperto alla partecipazione delle forze dell’ordine, di tutte le altre istituzioni coinvolte, dei sindacati e delle associazioni: la recrudescenza criminale che negli ultimi tempi sta subendo l’intera Sibaritide è da collegare alla coincidenza di vecchi e di nuovi interessi che si stanno concentrando, non a caso su quest’area, collegabili anche ai cantieri delle nuove opere di prossima apertura ed in programmazione».
«Una preoccupazione fondata – dice ancora Stasi – che a nome di tutti i sindaci dell’area esporrò e rappresenterò al Prefetto ed al coordinamento delle forze dell’ordine, convinto che il fermento e le potenzialità di sviluppo di questo territorio, preziose per la Calabria e per il Paese, meritano, oltre che della massima attenzione delle istituzioni locali e di tutti gli attori sociali, culturali ed economici, anche una diversa attenzione e presenza da parte dello Stato».
«ATTI CRIMINALI IMPONGONO UNA PRESA DI POSIZIONE DELLO STATO» Sempre in tema sicurezza, è intervenuto anche il consigliere regionale Giuseppe Graziano per rednere noto il contenuto di una lettera inviata al ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese ed al capo della polizia, Franco Gabrieli, affinché valutino «ogni possibilità di rivedere la bozza del decreto ministeriale sulla riorganizzazione dei presìdi di polizia» che non prevede l’elevazione a rango di Distretto del commissariato di Corigliano Rossano.
«La nascita della nuova terza città della Calabria e la recrudescenza di atti criminali che si stanno registrando, sempre con più frequenza, sul territorio della Sibaritide e di Corigliano-Rossano impongono una presa di posizione ferma da parte dello Stato. Ecco perché – dichiara Graziano –risulta necessario e indispensabile un’azione forte da parte del Governo».
Il consigliere regionale dell’Udc, con la missiva ha chiesto la rettifica della bozza del Decreto ministeriale sulla riorganizzazione dei posti di funzione di Dirigente Superiore e di Primo Dirigente, in discussione domani con le Organizzazioni sindacali.
«Non possiamo rimanere silenti – dice Graziano – rispetto alla possibilità che Corigliano Rossano venga tenuta fuori dalla riorganizzazione delle dirigenze. Allo stesso tempo, però, confido nell’interesse del sindaco Stasi e della deputazione parlamentare del territorio affinché, insieme, possiamo avviare un’azione persuasiva nei confronti del Governo verso una scelta di buonsenso».
Non riconoscere la «necessità» di un Distretto di Polizia «in un territorio che gode di un’utenza maggiore rispetto al capoluogo di provincia e che, purtroppo, è ritornato ad essere scenario di violenti atti criminali, equivale a voltare il capo dall’altra parte e a disconoscere i problemi legati alla sicurezza pubblica che ci sono e vanno affrontati nella Calabria del nord-est. E non mi riferisco solo ai fatti eclatanti di cronaca nera che abbiamo registrato nell’ultimo anno, ma anche a tutto quel mondo criminale sommerso, al racket che colpisce le attività produttive e commerciali ed il dilagante fenomeno del caporalato e del lavoro nero secondo, in Calabria, solo alla Piana di Gioia Tauro. Qui abbiamo bisogno della presenza assidua dello Stato. Dobbiamo evitare che Corigliano Rossano e la Sibaritide vangano mortificate da un provvedimento che fomenterebbe ancora di più il pericoloso sentimento “anti-Stato” che, purtroppo – e lo dico da massimo funzionario del Corpo Forestale dello Stato in quiescenza – continua a percepirsi ogni giorno di più tra i cittadini di questo territorio, e dare campo libero all’attività della criminalità organizzata. Pretendiamo più sicurezza». (lu.la.)







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