Zuffa al gazebo della Lega a Corigliano, Puntoreri e Direnzo: «Intervenga Invernizzi»

Il coordinatore di Trebisacce e dei Giovani dell’Alto Jonio: «Atteggiamento arrogante di uno sparuto gruppo di “pseudo attivisti”. Trappola organizzata da personaggi rappresentanti istituzionali della Lega»

CORIGLIANO ROSSANO «Un’aggressione in piena regola al coordinatore zonale durante una manifestazione della lega a corigliano per la raccolta di firme pro maggioritario e il tesseramento 2020. È la seconda volta che uno sparuto gruppo di “pseudo attivisti” coriglianesi hanno atteggiamenti arroganti, tracotanti e sovversivi nei confronti dei responsabili della Lega».
È quanto dichiarano in una nota Alessandra Direnzo, responsabile giovani Lega Alto Jonio e Veronica Puntorieri, coordinatore della Lega di Trebisacce, dopo aver appreso quanto accaduto domenica sera in piazza Salotto a Corigliano (qui la notizia).
«Già in occasione della visita di Salvini a Corigliano – rivelano Puntorieri e Direnzo – avevano impedito l’accesso a due eurodeputati al palco. Durante l’ultima campagna elettorale sono stati coperti tutti i manifesti dei candidati del centrodestra e sostituiti con uno dei due candidati dell’area coriglianese, senza avere mai seguito le direttive del coordinatore cittadino o comunque del partito. Qualche giorno fa, purtroppo, stessa sorte è toccata a Paolo Maria Lamenza, reo di essersi recato in un territorio che alcuni, ormai ben definiti da molto tempo, considerano terra privata, zona off limits non governabile dai responsabili nominati dai vertici Lega».
«Questo esecrabile comportamento – proseguono Veronica Puntorieri e Alessandra Direnzo – deve essere censurato immediatamente dal commissario Invernizzi che dovrà prendere una posizione chiara su tali episodi gravissimi e non giustificabili. La cosa ancora più grave è che ad avere organizzato la trappola infernale siano stati personaggi rappresentanti istituzionali della Lega uno e membro della segreteria regionale l’altra, per non parlare di chi ha avuto l’onore di essere candidato con il simbolo della Lega. Metodi che appartengono certamente non alla Lega, quelli di inibire i lavori a chi è stato nominato addirittura per coordinare su tutto il territorio. Ovviamente le sottoscritte dichiarano pubblicamente la propria solidarietà al coordinatore Paolo Maria Lamenza, all’on. Vincenzo Sofo e all’on. Antonio Maria Rinaldi».







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