Nella Sibaritide non si può più partorire (soluzioni tampone a parte)

Nuova chiusura del reparto di Pediatria nell’ospedale di Corigliano. Disposto il trasferimento dei pazienti, stop al ricovero di gestanti. Cittadini pronti a scendere in piazza mentre in serata il sindaco Stasi annuncia la buona notizia: «Il reparto riaprirà»

di Luca Latella
CORIGLIANO ROSSANO
Per la seconda volta nel giro di qualche mese, il direttore sanitario dello spoke di Corigliano Rossano ha firmato un nuovo decreto di chiusura del reparto di Pediatria, sito nello stabilimento ospedaliero di Corigliano.
Era già accaduto ad ottobre scorso ed allora solo la “sommossa” della politica locale, col sindaco Flavio Stasi in testa, era riuscita a far assumere determinati impegni al commissario alla sanità Saverio Cotticelli. Che evidentemente sono serviti a poco o nulla se quella soluzione tampone individuata lo scorso 18 ottobre è servita solo a prolungare una sorta di agonia – legata esclusivamente ad una pianta organico più che carente – del reparto di Pediatria, che tra l’altro non è l’unico a patire questi gravissimi deficit.
Il direttore sanitario, nella missiva inviata al prefetto di Cosenza, Cinzia Guercio, ripercorre tutte le tappe del calvario e alla fine decreta «l’immediata sospensione temporanea dei ricoveri in Pediatria ed il trasferimento dei pazienti presenti in reparto, l’immediata conseguente sospensione dei ricoveri di gestanti in Ostetricia e il trasferimento presso altre strutture ospedaliere; il mantenimento dell’assistenza ai neonati presso il Nido; il mantenimento delle consulenze in pronto soccorso ma dalle 8,00 alle 20,00».
Come un cane che si morde la coda, insomma, la chiusura dell’Unità Operativa Complessa di Pediatria si ripercuote anche sul nido, sull’Ostetricia e sul punto nascite.
Il tutto in un’area geografica come la Sibaritide che conta “appena” 220mila abitanti. È ammissibile che un bambino malato debba percorrere percorrere cento chilometri e oltre un’ora di viaggio quando va bene, di giorno, verso l’Annunziata di Cosenza, o un’ora e 45 minuti che separano Corigliano Rossano – rotonde, autovelox e autoarticolati permettendo – dagli 80 chilometri che necessitano per l’ospedale San Giovanni di Crotone? Può una mamma con le doglie non poter più partorire a Corigliano Rossano e dover correre verso ospedali lontanissimi, con tutte le conseguenze anche per il neonato?
Sono queste le domande che in molti si stanno ponendo anche nell’ambito di un folto gruppo che sta organizzando una grande manifestazione di piazza per i prossimi giorni. La gente da queste parti non ne può davvero più ed anche per questo sta montando grande malcontento che sfocerà in piazza.
«IL REPARTO RIAPRE» Come accaduto il 18 ottobre scorso, anche questa volta il sindaco di Corigliano Rossano è corso alla cittadella, a Catanzaro, per affrontare l’argomento chiusura di Pediatria col commissario ad acta alla sanità, Saverio Cotticelli. Ne da notizia su Facebook, proprio Flavio Stasi, in serata.
«Cari concittadini, mi sono recato d’urgenza presso la Cittadella Regionale per sollevare il problema del reparto di pediatria e discutere col Commissario ad Acta gen. Cotticelli – scrive in un post – e col Commissario in pectore della Asp Cosenza. È stata già effettuata una comunicazione alla direzione dello Spoke Corigliano-Rossano nella quale si dispone la continuità del punto nascite e l’assegnazione di due pediatri al reparto, per garantire la continuità del servizio».
Tutto bene quel che finisce bene, insomma. Anche a ottobre il refrain era stato il medesimo: chiusura del reparto, gazzarra sui media e sui social, risoluzione temporanea del problema.
Sulla questione, frattanto, intervniene anche Pasqualina Straface, ex sindaco, già candidata alle regionali.
«La forte mobilitazione odierna – dichiara in una nota – sorta a distanza di pochi minuti dalla notizia della sospensione dei ricoveri nel reparto di Pediatria dell’Ospedale “Guido Compagna” di Corigliano, ha dato i suoi frutti. Il neo commissario straordinario della Asp di Cosenza, dottor Giuseppe Zuccatelli, ha comunicato al direttore sanitario, dottor Pierluigi Carino, la revoca della predetta sospensione e l’assegnazione, a far da data da domani, di due pediatri presso lo stesso presidio ospedaliero». (l.latella@corrierecal.it)







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