La “chiusura non chiusura” della Chirurgia di Corigliano mentre la politica sgomita

Le attenzioni sociali sul reparto ospedaliero a rischio soppressione. Stasi chiede all’Asp un tavolo per la riorganizzazione dello spoke, Rapani lo punge: «Chieda l’adozione dell’atto». L’ex sindaco Straface invita a superare gli steccati per il bene comune e il deputato Sapia si assume la paternità salvifica. Il medico Mario Nigro invita alla lotta per l’ospedale della Sibaritide

di Luca Latella
CORIGLIANO ROSSANO  La “chiusura non chiusura” del reparto di Chirurgia di Corigliano sta facendo discutere, e molto. La vita di un’unità operativa complessa che “vive” a cavallo fra gli stabilimenti ospedalieri, con sede a Rossano e il “distaccamento” di Corigliano – una ventina di posti letto da una parte e una decina dall’altra – è anche al centro del dibattito politico.
E mentre il sindaco di Corigliano Rossano, Flavio Stasi, chiede al commissario ad interim dell’Asp un tavolo tecnico-politico per discutere la « riorganizzazione trasparente dello spoke», il dirigente nazionale di Fdi, Ernesto Rapani, invita lo stesso dirigente a proseguire nel dare esecuzione all’atto aziendale. In mezzo, l’ex sindaco di Corigliano, Pasqualina Straface, che si appella al buon senso per tutelare l’esistente in attesa dell’ospedale della Sibaritide.
In tutto questo caos, le corsie coriglianesi della Chirurgia stanno proseguendo nelle attività programmate normalmente e non si sono mai fermate, nonostante il commissario dell’Asp due giorni fa abbia decretato la chiusura «con decorrenza immediata» dei reparti di Corigliano e Cetraro, dando seguito all’atto aziendale (qui la notizia).
L’APPELLO DI MARIO NIGRO: UNITI PER L’OSPEDALE DELLA SIBARITIDE «Nell’interesse comune – è invece il pensiero del dottor Mario Nigro, delegato provinciale del sindacato degli anestesisti Aaroi Emac, in servizio a Corigliano – invito tutte le forze sociali a coordinarsi per un unico obiettivo: l’ospedale della Sibaritide che con i suoi 400 posti letto risolverà tutti i nostri problemi e le lotte intestine per la dislocazione dei reparti. Ma sino a quel momento – spiega Nigro al Corriere della Calabria – difendiamo l’esistente perché lo spoke serve un bacino d’utenza di 223mila abitanti. Ed allora perché, ad esempio, non inviare un cardiologo da Rossano, dove il reparto è chiuso per lavori, a Corigliano così da poter garantire una reperibilità h24 ed evitare la telecardiologia? Perché, nel frattempo, nessun radiologo vuole spostarsi da Rossano a Corigliano? Qui in molti di divertono a mistificare i fatti nell’ambito dell’organizzazione dello spoke».
STASI: «UN TAVOLO PER RIORGANIZZARE LO SPOKE DI CORIGLIANO ROSSANO» E proprio di organizzazione parlerà Stasi con Giuseppe Zuccatelli fra qualche giorno. «È stato sospeso fino al 3 marzo il provvedimento di chiusura del reparto di Chirurgia nel presidio ospedaliero del “Compagna” è fino a quella data continuerà a funzionare regolarmente», spiega il sindaco di Corigliano Rossano dopo aver incontrato – questa mattina – il commissario ad interim dell’Asp insieme al sindaco di Cetraro, Angelo Aieta e dei direttori sanitari degli ospedali spoke di Paola-Cetraro, Antonio Figlino e di Corigliano Rossano, Pierluigi Carino. Nel corso dell’incontro, accogliendo la proposta di Stasi, il commissario Zuccatelli ha fissato per martedì 3 marzo mattina un incontro ad hoc con il neo costituito comitato di rappresentanza della conferenza dei sindaci della provincia di Cosenza, per discutere non solo la chiusura delle Cardiologie, ma la programmazione generale degli interventi da attuare in tema di investimenti sull’offerta sanitaria territoriale. Stasi ha, quindi, chiesto al commissario – che ha condiviso – «l’istituzione di un tavolo tecnico-politico per discutere di una riorganizzazione trasparente e complessiva dello Spoke di Corigliano-Rossano che sia funzionale ed efficiente dal punto di vista medico e che sia condivisa dal territorio».
RAPANI: «STASI, UN SINDACO GIÀ SOTTO SCACCO» Una presa di posizione che ha scatenato le “furie” di Ernesto Rapani. Il dirigente meloniano accusa il sindaco di fare «l’equilibrista» e di essere «già sotto scacco».«Avremmo voluto complimentarci con Giuseppe Zuccatelli – dichiara – per aver iniziato a dare esecuzione all’atto aziendale ma la richiesta del sindaco di Corigliano Rossano ha bloccato un processo necessario e previsto nel Dca 64 del 2016. Ci dica il primo cittadino a che gioco sta giocando, perché queste manovre tendono a destabilizzare la già sottile linea di demarcazione di un servizio sanitario degno di tal nome. Così rischia di minare le fondamenta della nostra città». «L’atto aziendale è stato approvato? Ed allora – spiega il il già coordinatore regionale del partito – lo si applichi. In tutto questo Stasi, tirato dalla giacchetta dai suoi sponsor d’oltre Cino che stanno paralizzando tutte le attività amministrative che non portino acqua al loro mulino, ha iniziato a fare l’equilibrista nel disperato intento di non scontentare nessuno. Che fine ha fatto il suo decisionismo? E tutta quella sua prosopopea sbandierata dai palchi in campagna elettorale? È evidente che il sindaco si è già assuefatto ai giochi di potere. Non solo sta pagando tutte le cambiali elettorali, in modo puntale e preciso, adesso sta anche condizionando quella minima speranza di ricevere un servizio sanitario migliore. Perché nell’applicare l’atto aziendale, Zuccatelli sarebbe stato costretto anche ad attivare i circa 100 posti letto previsti nello spoke di Corigliano Rossano e mai messi in funzione». «Desista, Stasi. Chieda a Zuccatelli l’adozione dell’atto; spieghi ai suoi che qui è in ballo la vita di tutti e che vi è necessità di assumere decisioni anche drastiche che cozzano con i beceri interessi privati di chi lo circonda e lo manipola».
STRAFACE: «SUPERIAMO GLI STECCATI PER IL BENE COMUNE» «Dinnanzi all’ennesimo “scippo” perpetrato ai danni dell’ospedale “Guido Compagna” di Corigliano, seppur consapevoli di poter sembrare ripetitivi – afferma l’ex sindaco di Corigliano, Pasqualina Straface – non possiamo esimerci dal far sentire la nostra voce, ossia quella di larghi strati della cittadinanza che chiedono solo il rispetto e la tutela dei servizi sanitari d’assistenza garantiti dal presidio ospedaliero coriglianese. Occorre uno sforzo comune che superi gli steccati politici e coinvolga tutti per un obiettivo comune: salvaguardare l’ospedale “Compagna” ed i servizi attualmente erogati in attesa dell’ospedale unico della Sibaritide che verrà».
SAPIA: «CHIRURGIE RIATTIVATE GRAZIE AL MIO INTERVENTO» In tutta questa ridda di “voci”, anche quella del deputato pentastellato, Francesco Sapia che su Facebook evidenzia come «grazie all’impegno di dirigenti determinati dell’Asp di Cosenza e alle mie forti pressioni sul reggente aziendale Zuccatelli, le Chirurgie di Cetraro e Corigliano sono state riattivate».
Secondo Sapia, «l’interruzione dell’attività chirurgica disposta dal commissario era un assurdo e per fortuna è cessata», ma adesso «occorre assumere il personale necessario a garantire l’emergenza-urgenza in tutta la Calabria e verificare con attenzione i ruoli dirigenziali nell’Asp di Cosenza, in cui risultano troppe situazioni anomale. È essenziale, perché la Calabria si avvii verso la normalizzazione, la modifica al più presto il criterio di ripartizione del fondo sanitario. Con la collega Dalila Nesci stiamo portando avanti questa battaglia con grande determinazione e costanza». (l.latella@corrierecal.it)

 







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