Coronavirus, in arrivo (solo) in provincia di Cosenza oltre 40mila persone

Ecco quanti si sono registrati sul portale fino ad oggi. Rizzo: «Torneranno per ricongiungersi ai parenti o per le vacanze. La maggior parte raggiungerà la costa tirrenica. Sono circa un migliaio i lombardi in arrivo»

di Luca Latella
CORIGLIANO ROSSANO
Un’altra, ennesima, giornata di duro lavoro. Dallo scouting a vestire i panni degli 007 è un attimo e così, sul suo “diario” quotidiano lasciato a Facebook, il dottor Martino Rizzo, responsabile del Settore Igiene e Sanità pubblica dell’Asp per l’area della Sibaritide, svela qualche curiosità.
Numeri, provenienze di quanti faranno visita alla Calabria – nel caso specifico raggiungeranno la provincia di Cosenza – nei prossimi giorni.
«Tutto bene, anche oggi. Nessun nuovo caso nell’area ionica ma, come al solito, notizie allarmistiche e false». Un incipit niente male, anche se poi i toni si attenuano.
«Si parla molto dei rientri», ed allora ecco «qualche numero: in Provincia di Cosenza si sono registrati fino al 18 giugno 2020, 41315 persone. Verranno in Calabria – scrive Rizzo – per vacanze, per ricongiungimento con le famiglie, per cessazione dell’attività di lavoro o studio, ecc».
Tra le mete più gettonate, rivela, «le città costiere del Tirreno: Scalea accoglierà 6348 ospiti, Diamante 3400, Tortora 3353, Praia 3221, Santa Maria del Cedro 3210, San Nicola Arcella 2414».
«Meno intenso l’afflusso al momento sullo Ionio. Sono previsti 8291 arrivi nel territorio che va da Cariati a Rocca Imperiale. Anche qui i comuni balneari sono quelli più attrattivi. A Corigliano Rossano – spiega ancora il responsabile del Settore Igiene e Sanità pubblica dell’Asp per l’area della Sibaritide – arriveranno in 1287, a Roseto in 1188, mentre saranno poco più di 1000 gli arrivi a Villapiana e poco meno a Cassano. La parte a Sud del territorio prevede 750 arrivi a Mandatoriccio e meno di 500 a Cariati».
«Da dove vengono? La maggior parte dalle regioni vicine – specifica Rizzo – in particolare Puglia e Campania, ma anche dalla Basilicata e dal Lazio. I romani sono circa 800. Poi ci sono gli emiliani, i toscani ed i lombardi, soprattutto milanesi, 430, ed alcune decine di bresciani, comaschi, varesini, bergamaschi».
La chiosa di Martino Rizzo è ospitale, certo, ma densa di premure. «Benvenuti tutti, ma distanti almeno 1 metro».
Perché in fondo, il rischio di contagio è ancora concreto e sembra davvero troppo presto – soprattutto in vista delle visite vacanziere estive delle prossime settimane – appendere la mascherina (e le “sane” abitudini) al chiodo. (l.latella@corrierecal.it)





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