Covid-19, ecco la seconda Tac (dedicata) allo spoke di Corigliano Rossano – FOTO e VIDEO

Alla cerimonia era presenta che neo commissario dell’Asp, Cinzia Bettelini: «Presto arriverà anche la strumentazione per processare i tamponi». Il primario di Radiologia, Stafano Giusti: «È tempo che la Calabria sblocchi il turnover e garantisca gli operatori sanitari necessari. Inammissibile lavorare al 30‰ della pianta organica»

di Luca Latella
CORIGLIANO ROSSANO La sfida è improba ma il nuovo commissario dell’Asp di Cosenza, Cinzia Bettelini, non si tirerà indietro. In un momento storico difficile, la nuova manager avrà il duro compito di risolvere i problemi che attanagliano l’azienda. Come quelli che ha riscontrato nel suo giro a Corigliano Rossano, in visita allo spoke, e quindi ai due stabilimenti ospedalieri.
A Rossano, in mattinata, Cinzia Bettelini insieme ai primari di Radiologia, Pronto Soccorso e Anestesia e Rianimazione, Stefano Giusti, Natale Straface e Giuseppe Angelo Vulcano, alla presenza del sindaco Flavio Stasi, ha inaugurato la seconda Tac dedicata al percorso Covid, ma già in uso da qualche settimana.
Una cerimonia sobria, annunciata dal Comune via mail solo qualche minuto prima, servita anche per fare il punto della situazione con il commissario dell’Asp, soprattutto per quel che riguarda le carenze in termini di risorse umane – nei due stabilimenti ospedalieri di Corigliano Rossano mancano oltre 60 medici – visionare i reparti e ricevere in consegna simbolica le chiavi dell’ambulanza che l’Amministrazione comunale ha acquistato tramite donazioni e che rimarrà in servizio nei due stabilimenti ospedalieri.
Cinzia Bettelini si è intrattenuta molto con il sindaco proprio nei locali che ospitavano l’Unità di terapia intensiva radiologica, chiusa qualche mese fa per dei lavori di adeguamento, peraltro conclusi da tempo, e mai riaperta. Con Vulcano, Giusti e Straface a Rossano e col primario di Medicina Luigi Muraca a Corigliano, il commissario ha affrontato tutto tutte le grandi questioni dei due ospedali.
«OBIETTIVO ASSUNZIONI A TEMPO INDETERMINATO» «La Tac – ha detto il commissario dell’Asp durante la breve cerimonia – è un segno di crescita tecnologica. Ci auguriamo che l’emergenza non faccia registrare grandi ricadute, ma se questo capitasse possiamo contare su percorsi privilegiati come questi nell’effettuare diagnosi».
La Bettelini ha spiegato poi come sia in fase avanzata anche la consegna al laboratorio analisi della strumentazione per processare i tamponi. «L’ordine dell’unità di crisi della Regione è partito a maggio – ha detto – e ci auguriamo che nei prossimi giorni le apparecchiature possano essere consegnate».
Rispetto alle croniche carenze della pianta organica, il commissario ha dichiarato di essersi insediata da poco tempo e di «non avere un quadro preciso delle necessità di questo ospedale e dell’Azienda. Tutti gli incarichi in scadenza al 30 giugno – ha poi specificato – sono stati rinnovati fino alla fine dell’anno e man mano che le esigenze si faranno avanti, proveremo a risolverle. L’azienda è grande – ha concluso Cinzia Bettelini – non ha ancora formalizzato un piano personale, stiamo tentando di accelerare sulle procedure per poi procedere alle assunzioni a tempo indeterminato».
«SACRIFICATA UNA GENERAZIONE DI OPERATORI SANITARI» «Le strutture sanitarie – ha aggiunto dal canto suo Stefano Giusti, primario del reparto di Radiologia – si avvalgono di tre pilastri: personale, attrezzature e organizzazione. Macchinari come questi giovano al lavoro quotidiano e garantiscono la sicurezza nell’emergenza Covid. Questa sala l’abbiamo pensata per proteggere l’ospedale e gli operatori dai pazienti a rischio. È attivo un sistema di aspirazione con filtri biologici che garantiscono l’estrazione del virus». Giusti ha evidenziato anche come l’inizio della fase emergenziale sia stata «drammatica».
«Potevamo contare sull’unica Tac presente ed ogni volta che veniva utilizzata doveva essere sanificata, mentre da quando è attiva questa seconda macchina stiamo garantendo sicurezza a tutta la struttura».
Il primario dell’Unità operativa complessa di Radiologia ha rammentato anche la fondamentale funzione dello Stato. «Se siamo qui oggi, vuol dire che lo Stato ed i suoi apparati hanno assolto al loro compito. Così come non possiamo dimenticare l’impegno della Curia e dell’arcivescovo, mons. Giuseppe Satriano che ha pagato i conti dei lavori di adeguamento al percorso Covid, o le associazioni di volontariato che hanno contribuito con i dispositivi di protezione individuale».
«Il commissario – ha quindi aggiunto Giusti nel commentare la vista di Cinzia Bettelini – è motivata ad aiutarci. Per poter operare in strutture pubbliche come l’Asp, con regole e leggi da rispettare, non si può contare sulla bacchetta magica. In Calabria è tempo di superare la fase commissariale e sbloccare il turnover perché è inammissibile che gli ospedali lavorino con il 30% della pianta organica. Stiamo sacrificando una generazione di medici, infermieri, donne e uomini che fanno molto di più dei loro colleghi nel resto d’Italia. Affrontiamo turni massacranti, reperibilità numerosissime, non riusciamo a programmare riposi e ferie. È giunto il momento che la Calabria esca da questo sistema, fornisca gli operatori necessari a garantire tutti i servizi, altrimenti sarà solo dietrologia». (l.latella@corrierecal.it





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