Coronavirus, oltre 90mila “rientri” in provincia di Cosenza, 77mila solo a giugno

Martino Rizzo, responsabile del Settore Igiene e Sanità pubblica dell’Asp per l’area della Sibaritide dà numeri e raccomandazioni. «Dobbiamo continuare a rispettare le regole». La costa tirrenica è meta preferita rispetto allo Jonio, la metà degli arrivi sono napoletani, Scalea è in testa

di Luca Latella
CORIGLIANO ROSSANO
La mascherina sembra essere avvertita quasi come un fastidio, soprattutto in queste settimane segnate dalla classica calura calabra. I giovani ed i giovanissimi, ad esempio, non la usano più da tempo, come testimoniano le foto e i video che ritraggono la movida di tutta la regione.
Eppure il rischio è sempre dietro l’angolo, anche perché fino ad oggi, in Calabria si sono registrati oltre 90mila rientri. A “dare i numeri”, come sempre è l’autorevole fonte rappresentata dal dottor Martino Rizzo, responsabile del Settore Igiene e Sanità pubblica dell’Asp per l’area della Sibaritide. Non solo dati ma anche molte “raccomandazioni”.
«Continuano a scoppiare focolai qua e là nel Paese – scrive su Facebook – che dimostrano che il virus ancora circola, anche se, forse, con carica virale inferiore a quella iniziale. L’esperienza ci dice che i positivi asintomatici restano tali anche oltre i 90 giorni dall’accertamento iniziale. Pertanto, il virus ancora circola e ci sono in giro asintomatici inconsapevoli. Anche se l’Oms dice che gli asintomatici non trasmettono il virus, abbiamo visto che nell’ambito familiare e nelle residenze sanitarie, ma anche in ambienti di lavoro, cioè quando non è possibile applicare (o non vengono applicate) le misure di distanziamento, c’è la trasmissione dell’infezione». E quindi, «le persone provenienti da zone dove il virus circola e dall’estero, potrebbero riportarci nei guai».
Poi, i dati e i numeri. «Fino ad oggi, nella Provincia di Cosenza, si sono registrati circa 90mila rientri. In particolare, tra il 3 ed il 30 giugno sono arrivate 77.324 persone. Ieri, altri 1276.
Da dove arrivano? Soprattutto dalla Campania – spiega ancora il responsabile del Settore Igiene e Sanità pubblica dell’Asp per l’area della Sibaritide – e dalle regioni vicine, ma anche dal centro e dal nord Italia. I napoletani sono più o meno la metà (35.676), ma un buon numero arriva anche da Salerno (5.833), Caserta (2.742) e Avellino (1.998). Tra i pugliesi i più numerosi sono i baresi (3.578), mentre per quanto riguarda la Basilicata i maggiori arrivi sono quelli da Potenza (2.897). Non mancano i romani (7.572), i milanesi (2.514), i bolognesi (1.020) e i torinesi (969). Qualche centinaio di ospiti vengono da Firenze, Perugia, Monza, Brescia, Varese, Bergamo, Como».
Tra le mete preferite, ovviamente le coste, più il Tirreno che lo Jonio. A Scalea sono arrivate – sempre fra quelle registrate al portale della Regione – 13.581 persone, a Santa Maria del Cedro 7.075, a Diamante 6.464, Tortora 6.231, Praia a Mare 5.722, San Nicola Arcella 4.667. Questi i centri più gettonati sulla costa tirrenica, mentre lo Ionio ha numeri più contenuti. Corigliano-Rossano guida con 2501 arrivi, poi Roseto Capo Spulico 2.151, Cassano Ionio 1.972, Villapiana 1.739, Mandatoriccio 1.394, Cariati 1000 circa.
«Fino ad oggi è andato tutto bene. Sono ormai 40 giorni che in Provincia di Cosenza non si registrano casi di Covid-19. L’ultimo risale al 20 maggio 2020. Siamo stati bravi – afferma ancora Martino Rizzo – ci siamo “distanziati”, anche se qualche “disubbidiente” c’è stato e c’è. Dobbiamo continuare ad esserlo. Speriamo che i numeri crescano, che arrivino tanti turisti, in una terra dove il virus non circola: offriamo il nostro mare, la nostra montagna, i nostri panorami, i nostri centri storici, la nostra cucina, i nostri sorrisi “mascherati”. Li apprezzeranno, e li apprezzeranno anche di più – chiosa il dottor Rizzo – se li offriremo mantenendo le misure di distanziamento, che difenderanno noi e daranno loro garanzia di qualità e sicurezza».





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