A Corigliano Rossano rispuntano i manifesti. Promenzio: «Stasi, cronaca di un disastro annunciato»

Il leader e consigliere comunale punta ad una strategia comunicazione “retrò” per «certificare il fallimento dell’Amministrazione comunale». Venti punti del teorema: giunta, il vicesindaco Malavolta e la fusione, fra questi

CORIGLIANO ROSSANO Basta social, si torna a informare la città alla vecchia maniera. Coi manifesti affissi a Corigliano Rossano per “dimostrare” il teorema secondo il quale il sindaco Stasi sta fallendo la sua azione di governo su tutta la linea. La “firma” è quella di Civico&Popolare, il gruppo consiliare di Gino Promenzio, medico illustre, candidato a sindaco proprio in contrapposizione a Stasi ed a Giuseppe Graziano.
In venti punti, Promenzio prova a certificare il fallimento, partendo dalla giunta e dal vicesindaco Claudio Malavolta, di cui più volte ne ha chiesto la destituzione e le dimissioni.
GIUNTA «Il sindaco, forse, temendo che qualcuno avrebbe potuto fargli ombra, ha offerto alla città – scrivono Promenzio e i suoi – una giunta comunale politicamente inesistente, fatta sì da personcine perbene ma amministrativamente non degne. Il 95% dei cittadini non conoscono né il loro volto, né i loro nomi. A Stasi resta la responsabilità politica di tali scelte. Pare che i nomi degli assessori non li sappia nemmeno lui».
MALAVOLTA «Lo cercano in tanti, ma tutt’oggi non sappiamo se ancora sia il vicesindaco di questa città o abbia rimesso le deleghe. Non pervenuto sul Porto, sulla Pesca, sulla Zes. Politicamente inesistente, tenuto alla porta dal sindaco che lo ha scelto come vice per un delicato equilibrio tra i potentati che lo hanno eletto. Se qualcuno lo avvista, avverta il Comune».
RIFIUTI «La città – si legge ancora sul manifesto – ha attraversato momenti di sporcizia infinita. Altri se ne profilano. Cala la raccolta differenziata. Quando Stasi contestava, le responsabilità erano sempre dei sindaci del tempo. Adesso, che ha fallito soprattutto in questo, la colpa è solo della Regione. Quando si dice la coerenza…».
DIRIGENTI COMUNALI «Avevamo i dirigenti in casa, già dipendenti e in grado di svolgere questi ruoli delicati, a costo zero, per l’amministrazione comunale. Stasi e il segretario Lo Moro hanno preferito spendere 100mila euro per un Istruttore del comune di Feroleto Antico. Applausi».
ILLUMINAZIONE PUBBLICA «Chiede al dirigente Amica (che ci casca) di sospendere un regolare contratto con la ditta Spezzano. Strombazza ai quattro venti la portata storica della vicenda. Fa spendere ai cittadini di Corigliano-Rossano 18mila euro per un avvocato di Cosenza. Il sindaco viene mazzolato un paio di volte dal Tar che, nel merito, boccia il comportamento dell’amministrazione. Risultato: Stasi darà altri 14 mila euro allo stesso avvocato per il ricorso al Consiglio di Stato! Errare humanum est, perseverare…».
POLO COVID «Il capolavoro del dilettantismo di Stasi che incoraggiato da qualche primario è stato illuminato sulla via di Cosenza dove gli hanno rifilato un bidone chiamato Polo Covid forse perché non gli hanno specificato che non era la caramella. Gli altri sindaci (quelli bravi, di Castrovillari e Cetraro) li hanno fatti chiudere. Il Nostro ha pregato perché lo aprissero, mandando in affanno i due Ospedali. Come previsto non è arrivato nulla, Ora che il Polo Covid sta di fatto abortendo il risultato della politica del sindaco è: tanto caos, reparti chiusi e non riaperti, utenti e operatori che sarebbero stati esposti a rischio infezione. Di buono: un papà che, finalmente, riabbraccia sua figlia. I figli so’ piezz ‘e covid».
CENTRI STORICI, FRAZIONI E CONTRADE «Aree storiche senza un progetto – proseguono da Civico&Popolare – senza opportunità di sviluppo e scarsa manutenzione. Periferie abbandonate a se stesse. Aumenta così la frammentazione di un territorio che andava assolutamente unito».
PORTO, ZES, PESCA «Leggi capitolo Malavolta».
UFFICI COMUNALI «Spostati qua e là senza alcuna logica, confondendo i servizi al cittadino con una partita al Monopoli. È uno dei motivi della recrudescenza dei campanilismi. Personale ridotto allo stremo e senza certezze: per questo basti leggere la drammatica e concreta lettera delle RSU comunali di qualche settimana fa».
ACQUA «Nei rubinetti delle nostre case, la situazione è drammaticamente immodificata. Solo un anno fa questo sindaco prometteva rivoluzioni idriche con finanziamenti che aveva già a portata di mano da investire in ricerca di sorgenti sui nostri monti. In questo anno invece ha dovuto rimangiarsi tutta la narrazione idrica elettorale, scavando qua e là qualche pozzo (come si faceva a partire dagli anni ’70), cosa che col megafono contestava duramente. Per il capitolo coerenza di Stasi si guardi al punto “Rifiuti”»
ENEL «Il leader della democrazia ambientalista col megafono… Dell’Enel non parla più… Intanto la nave di pietra resta al suo posto, senza idea di cosa farne».
EDILIZIA SCOLASTICA E CONTAINER «La Scuola di Corigliano-Rossano – riporta ancora il manifesto griffato da Gino Promenzio – è in atroce sofferenza e sarà peggio per le complesse norme anticovid a partire da settembre prossimo. L’amministrazione, anche qui, brancola nel buio. Servirebbe progettualità. Invece di perdere tempo con l’inutile polo Covid, Stasi dovrebbe lavorare sulla costituzione di Poli didattici adeguati per Corigliano-Rossano. Indimenticabile l’idea di mettere i bambini nei container nell’area di Corigliano Scalo. Uno Stasi-sismico».
INCARICHI LEGALI «Ad un legale di Corigliano-Rossano che ambisse ad un incarico pubblico per difendere il nostro comune, per farlo, consigliamo vivamente di iscriversi ad un altro Foro».
BONUS ALIMENTARI «In questa Città, non ci sono persone bisognose. Solo così si spiegano i tempi biblici e ben tre bandi necessari alla giunta Stasi per distribuire i 770 mila euro arrivati dal Governo da distribuire alla gente per comprarsi da mangiare».
FUSIONE «È il vero dramma complessivo di questa gestione da dilettanti. Non solo non concretizzata, ma demolita quotidianamente dalla non-azione di questa giunta comunale. D’altra parte, Stasi non ne è mai stato un fautore. Sue e del vicesindaco le maggiori responsabilità politiche della crisi identitaria della Fusione».
POLIZIA LOCALE «Un estenuante tira e molla sul comandante Levato ne ha messo a rischio l’autorevolezza. Sulla Polizia locale poche idee ma confuse. In una città in cui la sicurezza pubblica ha bisogno, più che altrove di certezze».
CORIGLIANESI E ROSSANESI «Sindaco di due paesi e non di una città. Il triste epilogo di una profonda inadeguatezza politica è l’esasperazione delle divisioni».
DISABILITÀ «In un anno – è l’ultimo dei 20 punti – poco più che qualche promessa. l’emergenza Covid-19 ha rappresentato per le famiglie un ulteriore momento di fatica, dolore e solitudine. Stasi sogna l’inutile Centro Covid, mentre ragazzi e genitori avrebbero bisogno di un Centro Diurno Comunale in cui trovare sollievo e competenze».





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