Gestione rifiuti Sibaritide: i debiti dei Comuni ammontano a 30 milioni di euro

I crediti dovuti dall’Ambito di raccolta ottimale del territorio sono saliti a livelli altissimi. Tra i gli enti morosi, Cassano, Corigliano Rossano e Cariati. Ma ce ne sono anche virtuosi da prendere come esempio: Campana, Longobucco, Scala Coeli con l’80% di raccolta differenziata. La replica di Papasso: «Siamo virtuosi»

rifiuti rossano

CORIGLIANO ROSSANO Da decenni il sistema rifiuti in Calabria sembra un cane che si morde la coda. Con un girotondo che inizia dai comuni che non pagano i canoni alla Regione, per finire alle ditte che operano negli impianti di stoccaggio e nelle discariche che incrociano le braccia dopo mesi di fatture non saldate.
E se da un lato l’Ato – l’ambito territoriale ottimale – sembra essere impantanata fra i debiti del comune di Cosenza, dall’altro l’Aro, l’ambito di raccolta territoriale, ovvero la struttura che gestisce lo smaltimento dei rifiuti, come quello della Sibaritide, ad esempio, fa la sua parte. In soldoni, nel vero senso della parola, non pagando i canoni. E così lo speciale report sulla contabilità annuale dal 2013 al 2019, redatto nei giorni scorsi dal Dipartimento ambiente della Regione Calabria, rivela i comuni morosi, quelli che hanno concordato una sorta di piano di rientro, ma anche i virtuosi.
Nell’ambito del nordest calabrese, “primeggia” il comune di Cassano allo Ionio, con la differenziata ferma al 7% (dati 2018) e un debito accumulato – dal 2013 al 2019 – di 6,1 milioni di euro nonostante sia comune sede di discarica. In seconda posizione, Corigliano Rossano con i suoi, 5,5 milioni di euro di debito maturati in soli due anni di vita. Sul podio dei morosi, anche il Comune di Cariati con 1,95 milioni. Nel computo totale dei 34 comuni che rientrano nella “giurisdizione” dell’Aro della Sibaritide, 11 risultano essere morosi, 12 hanno sottoscritto il piano di rientro e 11 rappresentano un esempio da seguire.

I MOROSI In rigoroso ordine alfabetico, tra i morosi trovano posto i comuni di Albidona (24.244,39 euro di debiti verso la Regione), Alessandria del Caretto (11.653,70 euro), Bocchigliero (32.412,13 euro), Cariati (1.946.973,35 euro), Cerchiara di Calabria (549.586,73 euro), Corigliano-Rossano (5.535.995,16 euro), Mandatoriccio (957.154,28 euro), Oriolo (25.751,54 euro), Plataci (10.355,75 euro), Rocca Imperiale (42.382,51 euro) e Trebisacce (479.985,36 euro).

PIANO DI RIENTRO Sono 12 i comuni della Sibaritide che hanno dilazionato il debito con la Regione, alcuni di questi, però, hanno trattato la dilazione ma solo sulla carta. Hanno pianificato il risanamento del debito i comuni di  Amendolara (518.005,10 euro da saldare), Calopezzati (206.911,96 euro), Caloveto (49.815,67 euro), Canna (103.291,31), Cassano allo Ionio (6.198.071,31 euro), Crosia (347.735,74 euro), Francavilla Marittima (548.111,22 euro), Montegiordano (53.386,86 euro), Nocara (56.319,94 euro), Pietrapaola (43.332,62 euro), Roseto Capo Spulico (342.24,71 euro) e Villapiana (1.292.861,62 euro). Non tutti questi comuni, però, hanno assolto regolarmente al piano di rateizzazione e fra questi pare ci siano Cassano (che ha sottoscritto il piano nel 2015 e non ha versato nel 2016 e 2017), Amendolara (piano sottoscritto nel 2018, nessun versamento nel 2019) e Canna (piano sottoscritto nel 2018, nessun versamento nel 2019).

I VIRTUOSI Sono 11, infine, i comuni che si possono definire virtuosi e tra questi v’è anche chi è in credito con la Regione. Come Campana che vanta un + 37.241,20 euro, Castroregio (-2.965,76 euro), Cropalati (+ 5.848,20 euro), Longobucco (+ 23.421,958 euro), Paludi (+ 6.898,11 euro), San Cosmo Albanese (+ 1.190,17 euro), San Giorgio Albanese (- 7.115,35 euro), San Lorenzo Bellizzi (+ 7.611,63 euro), Scala Coeli (- 55.565,11 ma “virtuoso” per essere considerato sede di discarica ed aver raggiunto l’80% di raccolta differenziata), Terravecchia (- 5.387,97 euro), Vaccarizzo Albanese (- 9.840,74 euro).
Nel suo complesso, l’Aro della Sibaritide vanta un debito con la Regione di circa 30 milioni di euro.

«CASSANO È COMUNE VIRTUOSO» Non si è fatta attendere, nel frattempo, la replica del sindaco di Cassano, Gianni Papasso, che smentisce i dati della Regione. «La notizia secondo la quale il comune di Cassano All’Ionio avrebbe un debito di 6,1 milioni di euro con la regione, per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, non è assolutamente veritiera. È falsa.  Anche la notizia concernente la raccolta differenziata che raggiungerebbe “un misero” 7,3% non corrisponde alla verità.  A seguito della pubblicazione dei dati, avvenuta mesi addietro e imprudentemente rilanciati in queste ore, l’Amministrazione comunale, che ho l’onore di rappresentare, ha preso contatti con la Regione Calabria e dal confronto degli atti risulta che pagamenti e compensazioni, il dato si è quasi azzerato».
Infatti, dal confronto è emerso, secondo Gianni Papasso, «che il comune di Cassano dovrebbe ancora corrispondere per il conferimento dei rifiuti la somma di circa 54.000 euro (meno dell’1% della cifra pubblicata con il report della regione). Anche questo dato, però, viene contestato dal comune. La regione non ha applicato correttamente le deliberazioni della giunta regionale riguardante le royalties. A riguardo il sindaco ha inviato formale richiesta di adeguamento e di corretta applicazione delle stesse. Invece, se ci si vuole riferire anche ai provvedimenti adottati dalla giunta regionale (Oliverio), per il recupero degli aumenti tariffari relativi agli anni 2016 e 2017, il comune di Cassano avrebbe un debito complessivo di circa 900 mila euro. In queste settimane – spiega ancora Papasso – ci sono stati confronti tra il sindaco e funzionari comunali con i responsabili della regione per pervenire, come hanno già fatto diversi comuni calabresi, ad un piano di ammortamento decennale. A proposito di piano di ammortamento, si fa presente che altro piano di rientro è stato sottoscritto nell’anno 2015 dal sottoscritto, per la somma di circa 500 mila euro e riguardava sempre oneri per aumenti tariffari. Da quella data l’ufficio di ragioneria emette regolarmente ed automaticamente i relativi mandati di pagamento. Non è vero quindi, l’assunto secondo il quale il piano di rientro però è stato onorato».
Per l’anno 2019, spiega ancora il sindaco di Cassano, «dei quali 11 mesi di gestione della commissione straordinaria ci sono in corso confronti tra gli organi comunali e l’Ato, per compensare le spese per il conferimento dei rifiuti con i lavori di gestione della discarica di contrada Silva, che sono stati eseguiti interamente a carico del bilancio del comune di Cassano All’Ionio. Infine, il dato veritiero riguardante la percentuale della raccolta differenziata è del 51,43 % al 31.12.2019 e di circa il 65% a fine giugno.Pertanto, Cassano All’Ionio non è assolutamente da considerare comune “indisciplinato” ma è da contemplare, senza ombra di dubbio, quale comune virtuoso». (l.latella@corrierecal.it)

 





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