Parricidio a Rossano, il figlio esce dai domiciliari

Il 39enne è stato autorizzato dalla Corte d’Assise d’Appello di Catanzaro ad uscire autonomamente dalla struttura dove sconta gli arresti domiciliari. Avrebbe esploso due colpi di fucile contro il padre nella sua abitazione a dicembre del 2017 uccidendolo

CORIGLIANO ROSSANO Dopo due anni e mezzo e l’importante riduzione di pena concessa dalla Corte di Assise di Appello di Catanzaro, Cesare Vitale è stato autorizzato ad uscire autonomamente dalla struttura nella quale si trova agli arresti domiciliari. Il 39enne, ingegnere, è accusato di aver ucciso il proprio padre il giorno di Natale di due anni e mezzo fa.

L’ASSASSINIO Il 25 dicembre 2017 Giuseppe Vitale detto “Tonino”, conosciuto e stimato Cancelliere del Tribunale di Castrovillari, veniva colpito a morte da due colpi di fucile all’interno della propria abitazione a Rossano. Nell’immediatezza del fatto veniva sottoposto a fermo di indiziato di delitto, e successivamente alla misura custodiale in carcere, il figlio Cesare Vitale con l’accusa di omicidio. Nel corso del procedimento la misura veniva successivamente affievolita con la concessione dei domiciliari presso una struttura dalla quale ora, dopo la conclusione del giudizio di secondo grado che ha fatto registrare una consistente riduzione di pena, l’uomo è stato autorizzato ad uscire autonomamente. Si erano persi a causa di un forte temporale abbattutosi lungo gli impervi sentieri del Parco. Il 39enne è difeso dall’avvocato Francesco Nicoletti.





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