«Enel sta per riattivare i turbogas a Corigliano Rossano ed il sindaco muto»

Udc, Lega e Cci critici con l’atteggiamento dell’amministrazione comunale: «Possibile non sappiano nulla? Se non dicono sono responsabili, se non sono a conoscenza della nuova campagna a gas, allora sono incapaci di governare la città»

CORIGLIANO ROSSANO «Ci fa piacere che la deputazione parlamentare del territorio abbia iniziato ad interessarsi della grande questione Enel, anche se in estremo ritardo ma pur sempre in modo utile. Il problema, però, è che chi oggi dovrebbe parlare, prendere una posizione e assumere delle decisioni importanti si trova in una condizione di totale latitanza sul punto. Ci riferiamo al Sindaco e alla Maggioranza consiliare che sulla questione legata al grande polo industriale di Sant’Irene-Cutura hanno fatto calare l’oblio: omertà o paura? È da otto mesi che c’è al protocollo del Comune una nostra richiesta per la convocazione di un Consiglio comunale urgente per affrontare la problematica pubblicamente e alla presenza del management di Enel Spa. Richiesta che è finita nel dimenticatoio, come tante altre del resto». È quanto dichiarano in una nota Vincenzo Scarcello, Raffaele Vulcano e Gennaro Scorza dell’Udc, Costantino Baffa della Lega e Adele Olivo del Coraggio di cambiare.
«Otto mesi fa – insistono – paventavamo il rischio, oggi sempre più concreto, che la società energetica sarebbe in procinto di varare un piano industriale per il rilancio dell’impianto TurboGas per una nuova produzione di energia elettrica. Non è un’ipotesi remota dal momento che questa intenzione è da sempre nei piani di Enel. Tant’è che lo stesso programma Futur-E, finito appositamente nel nulla, escludeva quell’area, inglobata nel perimetro della vecchia centrale, da ogni ipotesi di alienazione. Insomma, Enel voleva sbarazzarsi, o almeno questo diceva, dell’impianto costruito negli anni ’70, con spese di bonifica a carico dei presunti acquirenti, lasciando però il “nuovo impianto” turbogas, quello realizzato negli anni ’90, pronto per un nuovo eventuale utilizzo. Chi avrebbe mai speso tantissimi soldi per realizzare una grande impresa produttiva di fianco ad una centrale? Ovviamente nessuno. E così è stato».
Secondo Scarcello, Vulcano, Scorza, Baffa e Olivo, «presto, avremo in funzione nuovamente la centrale a gas. Pare infatti che la società energetica italiana stia per acquistare un’importante partita di gas metano dai Paesi del Nord Africa che utilizzerà per la produzione nei siti italiani, soprattutto in quelli che già sono pronti all’utilizzo proprio come quello di Corigliano Rossano. La beffa vera, però, non è tanto il fatto che si rimetta in funzione un grande motore di produzione senza alcuna concertazione con il territorio. Il problema reale è che il nuovo avvio della centrale non porterà nulla in termini occupazionali. Sarà infatti, un centro produttivo telecomandato da altri siti, non calabresi, con l’impiego manutentivo in loco solo di pochissime unità».
Insomma, a detta di una parte delle opposizioni in Consiglio comunale, «continuerà lo sfruttamento del territorio da parte di Enel senza alcuna ricaduta occupazionale».
«Possibile – si chiedono – che il Comune, il sindaco, l’Amministrazione comunale e i consiglieri di maggioranza di tutto questo non sappiano nulla? Difficile da pensare. Anche perché se sanno e non dicono nulla sono responsabili, quanto o più della società, della nuova campagna di produzione energetica di stampo colonialista che sta per partire. Se invece non sanno è ancora più grave perché vuol dire che sono incapaci di governare questa nostra città».
«Sicuramente risponderanno – si avviavo alla conclusione – che non ci sarà alcuna riaccensione della centrale e che saranno i primi a scendere in piazza se si dovesse verificare siffatta eventualità. Ormai è un disco rotto quello che sentiamo da sempre dalla voce del sindaco. Sta di fatto che le rassicurazioni, in questo caso, non possono che venire dal Governo e dagli stessi interessati. Ecco perché è necessario convocare subito un Consiglio comunale alla presenza dei dirigenti nazionali di Enel e di almeno un rappresentante del Ministero dello Sviluppo economico che ci vengano a dire chiaramente se il sito turbogas rimarrà lì solo come pezzo da museo o per altre esigenze, che al momento paventiamo soltanto; se si ha intenzione di bonificare e caratterizzare l’area della vecchia centrale; e soprattutto se c’è un piano di rilancio/occupazionale per il territorio nell’area di Sant’Irene-Cutura. Tutto il resto – chiosano Scarcello, Vulcano, Scorza, Baffa e Olivo –  sono chiacchiere e farlocche prese di posizione che nascondono gli evidenti limiti politici e amministrativi di questa maggioranza».





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