Coronavirus, bimba positiva a Mirto Crosia. Il sindaco chiude l’asilo

L’amministrazione comunale ha subito adottato tutte le misure preventive come disposto dall’Asp. Russo: «Doveroso che le famiglie che sono venute a contatto si pongano in quarantena fiduciaria insieme a tutti i loro congiunti»

MIRTO CROSIA Certificato un nuovo caso di coronavirus a Crosia Mirto. Si tratta di una bimba, in età prescolare, familiare stretto del caso individuato nei giorni scorsi e collegato ad un focolaio di Corigliano Rossano e che frequenta un asilo della cittadina dello Jonio cosentino. A comunicarlo una nota dell’amministrazione comunale che ha avvertito che ha già assunto tutte le misure preventive. A partire dall’ordinanza di chiusura dell’asilo frequentato dalla bambina – ludoteca privata frequentata da circa 40 bambini – per finire con la verifica, tramite tampone molecolare, sugli altri piccoli studenti. «Sono state anche informate le famiglie affinché assumano tutte le stringenti misure anti-contagio e si pongano, insieme ai congiunti, in quarantena fiduciaria presso le loro abitazioni in attesa di nuove disposizioni». È quanto dichiara il sindaco Antonio Russo nell’informare la cittadina, 10mila abitanti, a sud dell’hinterland coriglianrossanese.
Le disposizioni sono scattate dopo la comunicazione del Dipartimento di Igiene e Sanità pubblica dell’Asp di Cosenza, al comune di Crosia, che ha fatto scattare tutte le procedure previste in questi casi dalla legge.
«È giusto non procurare allarme e mantenere la calma – ha dichiarato il sindaco Russo – perché se tutti rispettiamo le norme anti-contagio, dall’utilizzo delle mascherine al distanziamento sociale e all’igiene personale, è difficile che il virus possa trasmettersi e innescare un focolaio. Certo, siamo in una situazione critica e di verifica. Nelle prossime ore, infatti – ha spiegato ancora il primo cittadino – l’Asp di Cosenza procederà ad eseguire il tampone sui bambini e sul personale dell’asilo che è stato frequentato dalla bambina trovata positiva al Covid-19 e saranno adottate, ad esito del test, tutte le misure necessarie. Nel frattempo, però, sarà doveroso da parte delle famiglie che sono venute a contatto con il caso in essere e che sono già state tutte informate che si pongano in quarantena fiduciaria insieme a tutti i loro congiunti. È un atto di responsabilità civile – ha concluso Antonio Russo – nei confronti di tutta la comunità onde evitare l’insorgere di un focolaio che, a quel punto, potrebbe creare davvero una situazione difficilmente gestibile».
I casi complessivi nella Sibaritide, al momento salgono a 40. (lu.la.)





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