Cesare Battisti era atteso a Rossano da tre mesi. Sconterà la pena fra i terroristi islamici

Il terrorista internazionale, giunto a Ciminata di Greco nel primo pomeriggio di sabato, passerà i suoi primi quattordici giorni in quarantena sanitaria. Poi entrerà nella speciale ala del penitenziario

di Luca Latella
CORIGLIANO ROSSANO Cesare Battisti è arrivato nel primo pomeriggio di sabato scorso, nel penitenziario di contrada Ciminata di Greco, periferia nord di Rossano. Accolto da pochi agenti – il personale del carcere è perennemente sotto organico – il terrorista dei proletari armati per il comunismo effettuerà un primo step di quattordici giorni in quarantena sanitaria, come da prassi, e poi sarà destinato al circuito As2, Alta sicurezza 2.
Il regime a cui sarà sottoposto Battisti, a Rossano, è dedicato esclusivamente il terrorismo islamico e dunque sarà il primo cittadino italiano a finire in quell’ala di massima sicurezza. Troverà ad accoglierlo agenti altamente specializzati nella tipologia di sistema carcerario dedicato al terrorismo, preparato anche ad ogni evenienza ed anche a manifestazioni come lo sciopero della fame che Battisti aveva iniziato nel carcere di Oristano, proprio per contestare il suo trasferimento in regime di Alta sicurezza.
Il terrorista, a dire il vero, era atteso a Rossano da oltre tre mesi. Il lungo periodo di lockdown ha ritardato il suo arrivo, come quello di altri detenuti destinati a Ciminata di Greco. Cesare Battisti, insomma, ha dovuto attendere il suo turno di trasferimento e che gli altri “scontassero” le quarantene sanitarie prima di entrare nei reparti. (l.latella@corrierecal.it)





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