Corigliano Rossano, la partita a scacchi fra Stasi e il suo (ormai ex) dirigente

Il sindaco conferisce l’incarico “vicario” del settore “Urbanistica e commercio” a Graziani. Potrebbe essere l’ultimo step del divorzio fra l’Amministrazione comunale ed il responsabile dei settori Urbanistica, Ambiente e Manutenzione

di Luca Latella
CORIGLIANO ROSSANO Nuovi-vecchi movimenti “tecnici” fra le stanze del Palazzo di Città. Nelle scorse ore il sindaco ha conferito con decorrenza immediata l’incarico vicario del settore “Urbanistica e commercio” al dirigente Giuseppe Graziani. I ben informati sostengono che si tratti di una manovra evasiva che avvia alla conclusione l’iter di revoca totale dagli incarichi al dirigente Francesco Amica, delegato alla guida di alcuni settori dall’allora commissario prefettizio, poi confermato da Stasi dopo la sua elezione, quindi prorogato nell’incarico fino al dicembre e finito nell’occhio del ciclone per la crisi consumatasi attorno al pozzo inquinato di Schiavonea. Una questione molto discussa, quella dell’allaccio del pozzo alla rete idrica comunale, a fine agosto, e che aveva sobillato i residenti di un’intera area del borgo marinaro.
Come ampiamente anticipato dal Corriere della Calabria lo scorso 10 settembre a cinque giorni dalla revoca delle dirigenze dei settori “Ambiente e Energia”, “Reti e Manutenzione” e “Protezioni civile”, alla base della “sfiducia” potrebbe esserci una più che probabile insoddisfazione dell’Amministrazione comunale rispetto ai risultati ottenuti nelle sue funzioni dal dirigente, il quale – quasi a confermare l’acutizzarsi dei rapporti istituzionali – avrebbe chiesto dei giorni di congedo.
Il pozzo, la querelle attorno all’illuminazione pubblica e la selezione di un altro dirigente scelto da Amica – suo socio in affari in un uno studio privato – le probabili motivazioni che hanno spinto il sindaco di Corigliano Rossano a privarsi del dirigente che, tra l’altro, non è un dipendente comunale. Nei corridoi del municipio si mormora che Flavio Stasi, in una sorta di partita a scacchi, sia in attesa delle sue dimissioni, anche se prassi vorrebbe che il dirigente produca alcune controdeduzioni in sua difesa.
Sarà. Di fatto un primo cittadino in alcuni casi può decidere di nominare un collaboratore di sua fiducia e così come di revocare quel mandato. Ed è ciò che sta accadendo attorno al dirigente, nominato in prima battuta dal commissario Bagnato, si dice, suggerito dall’ex sindaco di Corigliano Giuseppe Geraci per pareggiare i conti con i dirigenti rossanesi durante la fase pre-fusione. (l.latella@corrierecal.it)





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