Le partite a Risiko fra Stasi e gli imprenditori di Corigliano Rossano

Dalle istituzioni arrivano (spesso) ostacoli per chi fa impresa. Il sindaco sembra aver abdicato al proprio decisionismo e i problemi della città restano irrisolti nel “gioco di strategia” fra l’ala coriglianese e quella rossanese dell’amministrazione. Un esempio? Il progetto da 7 milioni per il cimitero, ritirato davanti al silenzio della politica

di Luca Latella
CORIGLIANO ROSSANO Se le istituzioni sono un ostacolo anziché un’agevolazione per chi fa impresa. Succede anche a Corigliano Rossano, dove il sistema politico rende poco agevole la creazione di nuove imprese o il mantenimento in salute di quelle già avviate o, addirittura, svilisce il valore che l’impresa offre alla società, non come mero profitto ma come servizio offerto a tutta la collettività.
Molti tra piccoli, medi e grandi imprenditori addebitano all’Amministrazione Stasi «l’assenza di visione» e l’incapacità di immaginare la città tra 10, 20, 50 anni. Come dire una «politica fatta alla giornata» e segnatamente distante dagli imprenditori, considerati nemici da combattere (sic!) come se non bastasse il Covid.
Si sentono così e non sono pochi. C’è chi aspetta mesi per una variante, chi spera ancora nella soluzione delle gravi conseguenze post alluvione, chi vorrebbe aprire un’azienda e deve districarsi tra regole burocratiche eccessivamente stringenti e lente.

IL CIMITERO E poi c’è anche chi vorrebbe – in un’ottica di collaborazione – risolvere piccoli e grandi problemi del territorio e della comunità, ma senza successo. Il caso è quello del cimitero di Rossano, senza posti, praticamente saturo da anni e di un progetto di ampliamento, presentato da imprenditori del luogo, tra l’altro proprietari di un terreno confinante.
Un progetto (di 7 milioni di euro) che non prevedeva nessun aggravio per le casse comunali, considerato che l’imprenditore in questione si sarebbe anche fatto carico della costruzione dei loculi, ceduti poi al costo indicato dall’ente.
È inutile dire che il silenzio “tombale” da parte dell’amministrazione ha prodotto il ritiro del progetto e “sepolto” le speranze dei tanti lavorati impiegati per i lavori di ampliamento.

LA CRISI GENERALIZZATA Ma più in generale è l’immobilismo in cui è piombata la città a preoccupare. Quell’eterna esitazione di chi, come il sindaco, dai palchi aveva ammaliato con il suo decisionismo. E, invece, a imperare in Municipio – le voci sono ampiamente e sempre più diffuse – sarebbero le partite a Risiko fra l’ala coriglianese e quella rossanese che starebbero immobilizzando la res publica, a discapito dei bisogni e delle necessità dei cittadini. La città, insomma, è oberata di problemi – è vero, ereditati – ma irrisolti e sin quando le varie fazioni non caleranno la maschera ed ammetteranno di giocare sulla pelle dei cittadini che hanno scommesso nella fusione e che iniziano ad osteggiarla solo perché la politica non è capace di fornire risposte, in questa città non cambierà mai nulla. (l.latella@corrierecal.it)





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