Incarichi diretti al comune di Corigliano Rossano, Promenzio: «Questa è la rivoluzione di Stasi?»

Nel mirino delle opposizioni consiliari la selezione per due incarichi esterni per il disbrigo di pratiche dello Sportello Unico delle Attività Produttive e un affidamento ad una società per la trasmissione via web del Consiglio comunale

di Luca Latella
CORIGLIANO ROSSANO
L’andazzo degli affidamenti diretti sembra una prassi ormai consolidata. È la spesa pubblica a finire, questa volta, nel mirino delle opposizioni consiliari che contestano all’Amministrazione comunale di Corigliano Rossano diversi incarichi assegnati all’esterno. Il governo cittadino, da tempo, elargisce affidamenti diretti per poche migliaia d’euro, per servizi che secondo la politica cittadina potrebbero essere coperti dai dipendenti dell’ente. È il caso del Suap, come di una determina per l’affidamento diretto ad una società di Enna per la trasmissione in rete dei Consigli comunali. Poca roba, si dirà, bazzecole. Già ma fino ad un certo punto, perché seppur siano spese nelle prerogative dell’Amministrazione che agisce secondo la legge, ad essere contestati dalle forze di opposizioni sono i metodi e i modi. Come nel caso dell’ingegnere non idoneo al concorso per il reclutamento – per soli sei mesi – di quattro ingegneri, ma ripescato dal sindaco con una nomina diretta, fino alla fine della consiliatura – 3 anni e mezzo – nel suo staff e con la stessa qualifica assegnata ai vincitori del concorso.
Il capogruppo di Civico e Popolare, Gino Promenzio, pone l’accento sull’avviso per l’affidamento a due professionisti esterni per il disbrigo di pratiche che giacciono da tempo al Suap, lo Sportello unico delle attività produttive del comune di Corigliano Rossano. A 60 euro a pratica e con una previsione di spesa di 45mila euro che potrebbe anche lievitare non appena sarà approvato il bilancio di previsione.
«La “rivoluzione” di Stasi continua: altri quarantacinquemila euro affidati all’esterno del Comune – dice Promenzio –. A leggere la determina riguardante lo Sportello Unico delle Attività Produttive del 7 settembre scorso  in cui il dirigente Graziani avvia la selezione di affidamento a due professionisti esterni del disbrigo pratiche giacenti da tempo, verrebbe da pensare che quell’ufficio sia oggi ormai deserto. “Ad oggi il personale andato in pensione oltre a quello trasferito ad altri servizi non è mai stato sostituito”, recita la determina. Ma è proprio così?» si chiede il capogruppo di C&P. «Noi non crediamo – insiste – e spieghiamo perché. Per l’ex Comune di Corigliano – evidenzia Promenzio – il responsabile Domenico Corrado è stato sostituito da Lara Felicetti e, a seguire, lo stesso ufficio è stato rafforzato con due dipendenti, con un totale quindi di forza lavoro di quattro unità. Stessa sorte per i dipendenti in dote dall’ex Comune di Rossano, nonostante la quiescenza del responsabile Carlo Lucisano, sostituito da un altro dipendente. In sostanza, da notizie in nostro possesso, i dipendenti assegnati al servizio Suap sono sette, quattro ereditati da Corigliano, tre da Rossano. Quindi – rimarca Gino Promenzio – sfugge come si starebbe concretizzando questa presunta carenza di lavoratori. E allora chiediamo all’amministrazione se abbia una giustificazione per spiegare che, come afferma, tutto questo personale sia riuscito ad accumulare “un notevole numero di pratiche rimaste inevase”».
«Possibile – si chiede ancora il capogruppo – che sette unità lavorative non siano state in grado di poter evadere una mole di lavoro che prima della fusione era affidata a sei unità? L’amministrazione comunale ha determinato ogni condizione affinché l’ufficio potesse lavorare con tranquillità ed efficienza?»
Secondo Promenzio è «davvero singolare che l’amministrazione impegni, per il momento, 45 mila euro, che potrebbero lievitare fino a chissà quale cifra, in un momento di drammatiche ristrettezze finanziarie come quello attuale. Decisioni del genere rischiano inoltre di demotivare il personale dell’ufficio, decretandone di fatto il suo smantellamento». Per questi motivi ritiene «che se questa determina non dovesse essere immediatamente ritirata, conterrà certamente profili di interesse da parte della Procura della Corte dei Conti». Fin qui la questione Suap.
Ma le spese recenti di Stasi proseguono anche con un affidamento diretto ad una società di Enna per le trasmissioni dei consigli comunali via web ad un costo di 13mila euro per i prossimi quattro anni, comprensivi dell’acquisto delle attrezzature necessarie. Cifre sicuramente irrisorie, ma contestate ugualmente, come se non ci fossero risorse locali da impiegare. (l.latella@corrierecal.it)





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