Terza morte per Covid al Giannettasio di Rossano

Si tratta di un uomo rossanese di 86 anni, ricoverato in pronto soccorso dal 4 novembre e a quanto pare risultato positivo post mortem. L’atto del neo commissario che prevedeva anche 36 nuovi posti letto dedicati è rimasto sulla carta

CORIGLIANO ROSSANO Gli effetti collaterali del reparto Covid attivato nell’ospedale di Rossano. Più che un reparto sembra un ospizio-ricovero per gli anziani in esubero delle strutture sanitarie provinciali (rsa o ospedali). Questa notte intorno alle 4 si è registrato il terzo decesso, dopo le due donne intorno ai novanta anni, tutti aggravati nelle loro patologie pregresse dal Covid-19.
Si tratta un uomo di 84 anni, rossanese, in attesa del risultato del tampone da quattro giorni nel Pronto soccorso. E quindi, a quanto pare, anche vicino ad altri pazienti, perché da quanto appreso il risultato positivo al test, sarebbe giunto post mortem.
Forse anche per questo motivo, nei prossimi giorni il personale del pronto soccorso dello spoke di Corigliano Rossano presenterà un documento durissimo attraverso il quale denunceranno al neo commissario alla sanità regionale, Giuseppe Zuccatelli tutti i problemi in termini di sicurezza degli ambienti e sul lavoro.

ZUCCATELLI&REPARTO COVID A proposito di Zuccatelli, è suo l’atto aziendale – firmato quando era commissario dell’Asp cosentina – che ha istituito il reparto Covid in una struttura promiscua e impreparata come l’ospedale di Rossano. Lo stesso documento aveva assegnato al Giannettasio ben 36 posti letto in più, ovvero 10 in una nuova di nuova Pneumologia Covid dedicata, 10 in terapia intensiva respiratoria e sub intensiva respiratoria, 10 di riabilitazione cardio-respiratoria e 6 in una Rianimazione che conta già 4 postazioni. Di quell’atto, firmato nell’aprile scorso, è stato realizzato solo il reparto “ospizio” Covid, il resto è rimasto su carta. (lu. la.)





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