Un pezzo di storia romana a Bisignano

Dagli scavi della Soprintendenza emerge una villa realizzata circa duemila anni fa. Ma i soldi per le ricerche sono finiti, si continuerà l’anno prossimo

BISIGNANO Dai campi arati alle scoperte archeologiche. Nella località “Squarcio” del comune di Bisignano, non ci sono solo i frutti da cogliere e le semine da fare. Nei giorni passati sono stati portati alla luce i resti di un’antica villa romana con tracce di frequentazione relative all’età imperiale e a quella repubblicana. Queste prime indicazioni sono state utili agli archeologi che stanno curando gli scavi per una prima datazione da individuarsi tra il II secolo a-c. e il II secolo d.c. All’interno dell’area interessata dalle ricerche sono stati documentati quattro ambienti, anche con decorazioni pittoriche, tutte pertinenti al settore abitativo della villa. E i resti dell’epoca romana confermano la grande vocazione agricola del territorio cratese. Accanto alle aree abitative della villa, infatti, sorgevano anche le strutture produttive ed è qui che secondo gli studiosi emergerebbe un vano pavimentato in opus spicatum che potrebbe essere stato utilizzato per la lavorazione delle olive. Il rinvenimento dei primi reperti non consente ancora di definire con precisione quanto possa essere vasta l’area archeologica, ma non è da escludere che ci possano essere anche altri ambienti produttivi così come altri ambienti residenziali di pregio.

LA TECNOLOGIA USATA L’occhio della Soprintendenza dei beni culturali è sempre vigile sull’intera valle del Crati. Negli anni di massimo splendore dell’impero romano da Bisignano passava l’importante “Via Annia Popilia” motivo per cui non è assolutamente da escludere che sotto terra si nasconda un patrimonio culturale importante. Il comune di Bisignano si è avvalso della collaborazione della Geomeda & Engineering srls specializzata in attività di ricerca e dotata di strumenti all’avanguardia. Nello specifico per capire se tra le zolle di terra si nascondessero dei reperti archeologici è stata utilizzata la metodologia Gpr che attraverso l’utilizzo di onde elettromagnetiche hanno consentito la definizione delle caratteristiche interne al mezzo indagato. Il georadar “Detector Duo”, infatti, consente di individuare anomalie sepolte nel terreno seguendo i principi standard delle tecnologie radar, utilizzando un sensore elettromagnetico fornito di trasmettitore e ricevitore di onde elettromagnetiche con performance superiori. Il terreno arato non rendeva ottimali le operazioni di ricerca, perciò è stato necessario eseguire al termine delle attività tramite radar degli scavi diretti fatti dalla Soprintendenza archeologica.

NUOVI LAVORI E PROGETTI COMUNALI L’amministrazione comunale guidata da Francesco Lo Giudice non nasconde l’entusiasmo e l’orgoglio per la scoperta. Per rendere noti i primi risultati ai cittadini e alla stampa il sindaco apre le porte della sala del consiglio comunale. «Bisignano è un territorio zeppo di storia: quella romana, greca, borbonica. Noi come amministratori –continua il sindaco – abbiamo il dovere di conoscere scoprire e valorizzare questa storia che ci ha reso grandi e che potrà contribuire in maniera concreta sulle sorti del nostro territorio». L’importanza e l’aderenza del ritrovamento con il territorio di Bisignano è stata poi evidenziata da Mario Pagano, soprintendente archeologia belle arti e paesaggio. «Si tratta di uno dei maggiori ritrovamenti romani per quanto riguarda le ville che cominciarono a svilupparsi subito dopo la guerra “annibalica”. Bisignano ricade sul terreno che in passato era percorso dalla via Annia Popilia per cui speriamo che nei prossimi anni si possa fare una mappatura integrale di tutto il territorio». I lavori riprenderanno però il prossimo anno perché al momento sono esaurite le risorse. «Speriamo di metterlo nel programma dell’anno prossimo – continua il soprintendente – al momento non ci sono risorse a meno che non si individui qualche cespite particolare di finanziamento. Non saranno tempi brevi comunque». A coordinare le attività di ricerca è stata la dottoressa Giovanna Verbicaro, funzionario della Soprintendenza che nel corso dell’incontro con la stampa ha illustrato i possibili scenari archeologici relativi ai primi ritrovamenti. Bisignano si fregia quindi di questo nuovo vessillo storico che fa il pari con il riconoscimento di città inserita nel patrimonio culturale europeo. «Il ritrovamento della villa romana per il nostro territorio è una conferma di quanto sia presente a Bisignano un patrimonio culturale che come amministrazione dobbiamo valorizzare», conclude l’assessore alla cultura Ornella Gallo.

Michele Presta
m.presta@corrierecal.it





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