San Giovanni in Fiore ricorda il suo prete-politico

Un evento per ricordare don Luigi Nicoletti a 60 anni dalla morte. Vescovo Bonanno: «Impegno esemplare». Laratta: «Se oggi fosse qui tornerebbe nuovamente in piazza»

SAN GIOVANNI IN FIORE Don Luigi Nicoletti, sacerdote, uomo politico, professore di liceo a Cosenza, di San Giovanni in Fiore, attivamente antifascista. Ha guidato i Popolari cosentini nella lotta contro il fascismo. Alla caduta del fascismo è il fondatore e segretario provinciale della Dc cosentina. Nel 1943 a Cosenza prende attivamente parte al Comitato Provinciale di Liberazione. Oggi a San Giovanni in Fiore – si legge in una nota – è stata ricordata la figura straordinaria di questo sacerdote e uomo politico combattente e instancabile, fiero avversario dei nemici della democrazia e della libertà.
Sono passati sessant’anni dalla sua morte avvenuta il 3 settembre 1958, e al cimitero di San Giovanni in Fiore, nella cappella della famiglia Nicoletti dove riposano le spoglie mortali di Don Luigi, si sono ritrovati il vescovo di San Marco-Scalea, monsignor Leonardo Bonanno, anch’egli di San Giovanni in fiore, l’ex parlamentare Franco Laratta, il presidente del consiglio comunale Domenico la Cava, alcuni studiosi del movimento cattolico in Calabria, come Francesco Capocasale e Saverio Basile, i frati Cappuccini della città, ordine al quale don Luigi Nicoletti era molto legato. A organizzare l’evento l’editore Demetrio Guzzardi, presidente dell’Universitas Vivariensis,
che nell’ambito delle “settimane della cultura calabrese” ha promosso alcune iniziative per ricordare il pensiero e l’opera del battagliero uomo politico e sacerdote cosentino.
È stata particolarmente evidenziata la figura del sacerdote e dell’educatore, da parte di monsignor Bonanno, che ha definito l’impegno di Nicoletti come «esemplare, avendo svolto di fatto un ruolo di supplenza in difesa della democrazia e dei diritti fondamentali, in un contesto storico e sociale particolarmente grave. La Calabria deve molto ai sacerdoti come don Carlo De Cardona e Don Luigi Nicoletti, molto impegnati nel sociale».
Franco Laratta si è chiesto che cosa farebbe oggi don Luigi Nicoletti. Dandosi una risposta: «Oggi scenderebbe nuovamente e direttamente in piazza, chiamerebbe a raccolta i cattolici in difesa dei valori fondamentali della libertà, della difesa dei più deboli, dell’accoglienza e della pace sociale. Valori fondamentali che oggi nel nostro paese sono tornati a rischio. I cattolici devono tornare nuovamente all’impegno diretto».
«Tutti gli intervenuti alla cerimonia hanno inteso ricordare la figura di questo prete politico che chiamava a raccolta le folle e professava i valori della democrazia, contro il fascismo straripante dell’epoca. Un prete che – si legge ancora nella nota – stava vicino alle persone bisognose, e si distingueva per la sua notevolissima cultura. Era diretto e coraggioso, tanto che sfidò anche i divieti della chiesa e scese direttamente in politica, candidasi al consiglio provinciale di Cosenza, dove venne eletto e poi nominato assessore provinciale».
Fra i fondatori del Partito Popolare di don Luigi Sturzo, fondò e guidò direttamente la Democrazia cristiana cosentina dopo la caduta del fascismo.





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