Stazione dell’Arma di Spezzano Sila, Ferro interroga il ministro

La deputata di FdI, assieme al capogruppo in commissione Difesa, ha chiesto a Trenta quali iniziative intenda assumere per scongiurare la chiusura

ROMA I deputati di Fratelli d’Italia in commissione Difesa, il capogruppo Salvatore Deidda e la collega Wanda Ferro, hanno presentato un’interrogazione al ministro della Difesa per scongiurare la chiusura della Stazione dei carabinieri di Spezzano della Sila, nel Cosentino. Il 21 maggio scorso la Prefettura di Cosenza ha comunicato al sindaco di Spezzano l’intenzione dell’Arma dei carabinieri di procedere alla razionalizzazione delle caserme, prevedendo tra l’altro la chiusura della locale stazione; al fine di scongiurare la chiusura della caserma dei carabinieri l’amministrazione comunale si è detta disponibile a farsi carico del canone attualmente sostenuto dall’Arma (qui la notizia), individuando anche uno stabile che metterebbe a disposizione dell’Arma dei carabinieri, ossia la ex sede della scuola materna. «La sicurezza pubblica – hanno evidenziato i due parlamentari – deve essere garantita come diritto essenziale agli stessi livelli e nelle stesse condizioni in tutto il territorio italiano, costituendo essa un diritto fondamentale di ciascun cittadino, senza alcuna distinzione; vivere in un piccolo comune di 4.566 abitanti non può essere una condizione discriminante del livello di vita e della sicurezza di chi decide di continuare a vivere in questi borghi di minore densità demografica che costituiscono il 70 per cento dei comuni italiani, sopravvivenza che da anni viene posta tra gli obiettivi fondamentali del legislatore nazionale». Per questo i deputati Deidda e Ferro hanno chiesto al ministro Elisabetta Trenta «quali iniziative urgenti intenda assumere per fermare la chiusura della stazione dei carabinieri di Spezzano della Sila stante anche la disponibilità del comune a sostenere i costi dell’immobile, e quali iniziative intenda assumere per fermare la chiusura delle caserme dei carabinieri nei piccoli comuni calabresi dove svolgono anche la funzione di presidio di legalità».





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