«Rende da ricostruire, lo dicono i cittadini» – VIDEO

I dati dell’indagine promossa dall’associazione AttivaRende sono stati presentati al Museo del Presente. Talarico: «Non possiamo continuare a recriminare o girarci dall’altra parte. Occorre un’azione popolare di nuovo protagonismo»

RENDE Quasi 3mila questionari compilati per poi confrontarsi con cittadini ed associazioni del territorio rendese. È questa, l’estrema sintesi di un lungo lavoro di ricerca e dialogo, tutt’ora in corso, che l’associazione AttivaRende sta portando avanti da diverso tempo. E nelle domande compilate ai banchetti e sul questionario online i cittadini di Rende hanno messo i puntini sulle “i” di quello che non va bene nella città. Segni con la penna rossa come per correggere la consegna del compito del sindaco Marcello Manna giunto alla fine del suo mandato. «È stato un grande e collettivo esercizio di democrazia partecipata – spiega Maria Simonetta presidente di AttivaRende – che ha fatto molto bene all’associazione che riceve un tributo importante. Siamo stati riconosciuti credibili da 3.000 rendesi al punto da consegnare il proprio tempo e il proprio pensiero sulla città». Sono le parole d’esordio davanti ad una platea che al Museo del Presente di Rende, nel corso della presentazione dei risultati del questionario, ha anche portato nuove istanze. Attenzione per i disabili, maggiore verde urbano, trasporto locale e piste ciclabili. I temi e le proposte si susseguono, e infatti Maria Simonetti aggiunge: «Stiamo lavorando per la realizzazione di focus tematici, per fine gennaio, a questo scopo dedicato, a cui ancora una volta chiameremo a partecipare e contribuire, i cittadini, le associazioni, le competenze, tutti i portatori di interesse, di un interesse buono e solidale».

IL QUESTIONARIO Bocciata la trasparenza dell’attività amministrativa così come la presenza di vigili urbani. Ma l’insoddisfazione del campione di rendesi che ha partecipato al sondaggio riguarda soprattutto la qualità dell’ambiente e la vita nei diversi quartieri cittadini. Carenti i mezzi di trasporto, infatti, tutti prediligono l’automobile e poco soddisfacenti i servizi sociali. «Questa campagna di ascolto che si è sviluppata in tanti incontri pubblici, ci restituisce una città malata, che abbisogna di cure serie e amorevoli. In questi ultimi anni la città è regredita: per funzioni, per la gestione ordinaria e per la mancanza di prospettive – dice Mimmo Talarico -. La Rende migliore, quella più generosa e disponibile, non può continuare a recriminare o a girarsi dall’altra parte. Occorre un’azione popolare di nuovo protagonismo, per ripartire e ridare alla città il ruolo che merita nel contesto regionale e meridionale. Noi ci siamo, vogliano continuare il nostro impegno attraverso tre linee guida: partecipazione, conoscenza, competizione. Non vogliamo farlo da soli, ma con forze organizzate e singoli che intendono farsi carico di un’impresa difficile, ma bella e affascinante».





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