Ambrogio non può essere espulso dal Pd perché non è tesserato

Il tentativo di defenestrare il consigliere di Cosenza, dopo il caos generato dalla presentazione delle liste per la Provincia, finisce in un nulla di fatto. Ma in tutto questo tempo, fino al recente tour calabrese di Richetti, ha agito a tutti gli effetti come un dem

COSENZA L’istruttoria di espulsione dal Partito democratico che riguarda Marco Ambrogio è improcedibile. L’oggetto della missiva inviata dal presidente della commissione di garanzia Gaetano Bonvicini al segretario provinciale Luigi Guglielmelli è il capitolo tre della saga dopo il caos generato il giorno dopo la presentazione delle liste dei candidati al consiglio provinciale di Cosenza in vista delle elezioni del 24 febbraio. Ambrogio si professa uomo del Pd ma formalmente non lo è e a metterlo nero su bianco ci pensa proprio l’organo di garanzia. «Non può essere espulso perché non è tesserato nel 2018 e non ha votato alle convenzioni di circolo dello scorso gennaio». Insomma, dalla sede provinciale di viale Trieste ci avrebbero pure provato a chiudere definitivamente l’esperienza politica di Ambrogio con i dem ma nei fatti, viste le convenzioni che fanno del Pd un partito ancora strutturato, non è possibile dato il mancato rinnovo della tessera. Il giorno dopo la conferenza stampa dello stesso Ambrogio e la pronta reazione del segretario provinciale con dichiarazioni in attesa di smentita e annunci di querela (qui la notizia) si lascia il passo ai formalismi e ai tecnicismi di partito. Ma le tinte chiaroscure della vicenda rimangono tutte. Sebbene Ambrogio non fosse “uomo” del Partito democratico meno di due settimane fa ha ospitato il senatore Matteo Richetti, di cui era sponsor nella campagna delle primarie, nel tour calabrese che ha fatto tappa proprio nel palazzo di governo della Provincia di Cosenza a piazza XV marzo. Ma questo è solo l’ultima in ordine cronologico di una serie di incongruenze. Ambrogio ha partecipato, per esempio, alla direzione di venerdì scorso per la composizione delle liste di candidati alla Provincia e proprio in seno al Consiglio ha ricoperto il ruolo di capogruppo dem nel biennio 2017-18. Perché la commissione di garanzia non è intervenuta prima? La mediazione è l’arma più affilata di chi fa politica ma gli stracci volati nell’ultima settimana sono il punto di non ritorno, quindi adesso il divorzio (seppur formalmente già avvenuto) ormai è la sola strada percorribile.

AMBROGIO-OCCHIUTO E IL PD Il pomo della discordia è sempre stato l’appoggio di Marco Ambrogio al sindaco Mario Occhiuto. «La mia colpa sarebbe quella di aver sposato uno dei componenti più longevi della giunta Occhiuto». Eletto a palazzo dei Bruzi con “Adesso Cosenza!” (con richiamo allo slogan coniato da Matteo Renzi) Ambrogio, dopo un primo anno di denunce a suon di comunicati stampa e visite al prefetto, con Occhiuto ha trovato la pace (non l’amore, quello è con l’assessore Maria Rosaria Succurro). «La stessa pratica in cui mi sono astenuto al Comune di Cosenza poi è stata votata alla Provincia – sostiene Ambrogio –. Io non ho fatto da stampella a nessuno anche perché il Consiglio aveva i numeri, ma penso anche che chi lavora con gli enti abbia diritto ad essere pagato». Lui pagherebbe il feeling con Occhiuto, altri suoi pari no. «La candidatura di Andrea Cuzzocrea alla Provincia visti i suoi rapporti con Marcello Manna per i maggiorenti del partito andrebbe bene, la mia no».

TUTTO ANCORA NEI TERMINI «Hanno detto che non posso essere espulso perché non sono tesserato ma qualche giorno fa mi è arrivata una comunicazione per dirmi che avevo tempo per saldare la quota della mia tessera fino al 28 di febbraio». Non c’è pace nel Pd. La commenta con ironia Marco Ambrogio la possibilità di non essere espulso data la sua situazione formale non regolare all’interno del partito. «Al fine di provare l’anagrafe degli iscritti 2018 prima dello svolgimento delle primarie del 3 marzo – è scritto nella lettera redatta dalla federazione provinciale di Cosenza – ti comunico che la scadenza per la consegna del tesseramento è prevista entro e non oltre il 28 febbraio 2019». Insomma, per Ambrogio i problemi non ci sarebbero ed il fatto che non gli abbiano permesso di partecipare alle attività di partito è la conferma di come la sua posizione da iscritto sia corretta. «Sulla questione del circolo –dichiara al Corriere della Calabria – ho preferito non formalizzare la mia iscrizione a Cosenza 1 visto che le riunioni si tenevano in locali riconducibile all’associazione Idea di Nicola Adamo, sfiorata in vicende giudiziarie».

Michele Presta
m.presta@corrierecal.it







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