Corigliano Rossano, polemiche per il bando «su misura» a pochi giorni dal voto

Nuovamente sotto accusa il commissario che guida il Comune. Rapani (FdI) invita Graziano e Stasi a chiedere la revoca del provvedimento

di Luca Latella
CORIGLIANO ROSSANO Di certo non sarà accusato di intempestività. A cinque giorni dal suo congedo dal Comune di Corigliano Rossano, traghettato per un anno e mezzo nella primissima fase del processo di fusione, il commissario Domenico Bagnato continua a promulgare atti che lascerà in eredità al primo sindaco eletto della città. Qualora non bastassero i bandi per la nomina di un dirigente pro-tempore (qui la notizia), la sua riorganizzazione degli uffici e dei servizi comunali (qui i dettagli), ecco ora anche il bando per il servizio di comunicazione istituzionale, pubblicato lo scorso 30 maggio, a pochi giorni dalla scadenza dal mandato commissariale con un avviso che sembrerebbe «un abitino su misura». Il bando pubblicato sul sito internet del Comune prevede una spesa di 20mila euro annui, anche se la pianta organica del comune è già dotata di giornalisti iscritti all’ordine.
Sulla questione non va per il sottile il coordinatore regionale di Fratelli d’Italia ed ex amministratore cittadino Ernesto Rapani, che già tre anni fa aveva contestato all’allora amministrazione comunale guidata da Stefano Mascaro il medesimo modus operandi per un bando simile sull’affidamento della comunicazione istituzionale, addirittura sventolando una busta con all’interno il nome del vincitore. Questa volta Rapani chiede al commissario, nemmeno troppo dolcemente, di evitare atti che spettano all’amministrazione eletta, perché prettamente politici.
«Se nei giorni scorsi eravamo stati teneri col commissario prefettizio di Corigliano Rossano invitandolo a subordinare promulgazioni di carattere politico – dice il portavoce regionale di Fdi – come può essere una nomina a dirigente seppur pro-tempore, oggi a quattro giorni dalla sua dipartita gli intimiamo di arrestare ogni altra azione simile e di ritirare immediatamente il bando pubblicato tre giorni fa sulla comunicazione istituzionale dell’ente. Anche perché siamo stanchi degli abitini su misura. Scelte politiche che, peraltro, limitano il mandato ed incidono sul libero arbitrio del prossimo sindaco».
Poi invita i due candidati a sindaco, Giuseppe Graziano e Flavio Stasi ad «intervenire energicamente presso il commissario chiedendogli la revoca di tale bando, che guarda un po’ sembrerebbe scritto su misura. Ci siamo stancati, e per fortuna rimarrà appena qualche altro giorno – prosegue Rapani – dell’operato di questo commissario prefettizio che altro non ha fatto che sostituirsi in tutto e per tutto alla politica, compiendo scelte che non gli competevano».
Quindi l’affondo pesante in materia di “fusione”: «Se oggi tanta gente è dubbiosa o si è addirittura pentita del processo di fusione la colpa è certamente di questo lungo periodo di commissariamento». A seguire il portavoce regionale di FdI intima anche «al dirigente in scadenza di mandato, firmatario del bando, di revocarlo, altrimenti saremo costretti a dover rivolgerci alla Corte dei Conti».
Ernesto Rapani chiosa invitando il futuro sindaco a «porre le sue attenzioni e se lo reputa, a procedere all’annullamento di quegli atti prodotti dalla commissione commissariale che potrebbero limitare le scelte politiche in ambito dirigenziale, poiché una scarsa attenzione sulla questione produrrebbe una proroga che vincolerà il mandato sindacale dai tre ai cinque anni. Ora basta, il tempo è scaduto – termina – l’amministrazione prefettizia lasci le mani libere e non condizioni la prossima amministrazione comunale designata dal popolo». (l.latella@corrierecal.it)





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