Principe-Talarico: «Manna pessimo sindaco». La replica: «Non sono loro la politica sana» – VIDEO

Presentato l’accordo per battere il primo cittadino uscente. Che risponde: «Via le alleanze immorali»

di Michele Presta
RENDE Un accordo Sandro Principe e Mimmo Talarico riferiscono di averlo trovato con estrema facilità. Semplice, come una partita al gioco dell’oca, solo che dei due la sorte dell’urna al primo turno aveva già premiato il leader socialista a cui Talarico non ha potuto fare altro che offrire in dote l’impegno condiviso delle liste per sconfiggere Marcello Manna. Sì, perché se il riformismo è metaforicamente la pietra da mettere sopra le baruffe del passato, il sindaco uscente è sicuramente il bersaglio da colpire e abbattere. «Preferisco dialogare con chi parla la lingua del rendese antico. Manna è stato il peggior sindaco di Rende, al tavolo delle trattative con lui non ci siamo mai accomodati», dice Talarico.
Il ritrovato amico sorride, mentre appoggiato allo schienale di una poltrona che per l’ennesima volta in questo mese di campagna elettorale lo sorregge, trova le parole giuste da pesare davanti alla platea che pende dalle sue labbra. «Ma la nostra amalgama – dice Principe – non è mica avvenuta al mercato rionale, mercato che tra le altre cose Marcello Manna sta distruggendo». I nuovi alleati sorridono ed il primo applauso rompe il ghiaccio anche tra i più scettici, quelli che per farla breve, un accordo tra i “principiani” ed i “gentiliani” un accordo non avrebbero mai pensato si concretizzasse. E sul punto Mimmo Talarico ha deciso (anche su suggerimento dei suoi alleati) di mettere da parte l’aplomb quasi britannico e tirare fuori la cazzimma meridionale. «Buoni, vergini, immacolati. A sentire Marcello Manna sarebbero tutti nella sua coalizione, ma non è così. Anzi se proprio non riuscite a trovarle le foto di chi sta in quel gruppo che ha l’ambizione di governare la città potete rivolgervi direttamente alla Questura – dice Mimmo Talarico -. Munno, Rausa, Totera, Giraldi, Pezzi sono solo alcuni degli uomini che adesso sono con il sindaco uscente ma che in passato sono stati anche in altre giunte. Aver fatto politica anche in passato non è un reato, bisogna solo avere il coraggio di schierarsi con chi l’ha fatta bene».
E allora il feeling è presto fatto tra i due. Anche perché Principe adesso si sente completo vista l’iniezione di impegno, passione e competenza che gli arriva dai nuovi alleati. Nesun accenno a cosa significherà in termini di incarichi politici l’accordo, anche perché Sandro Principe dovrà considerare anche gli altri alleati: Sergio Tursi Prato e Eleonora Cafiero. Di sicuro, in caso di vittoria, un ruolo importante potrebbe essere ricoperto da Andrea Cuzzocrea (Attiva Rende) i cui voti già lo portano in consiglio ed Annarita Pulicani (Rende al Centro). La lista messa in piedi da Gianfranco Ponzio, Mario Bartucci e gli altri attivisti è stata tra le più votate in città. «Non potevamo disperdere tutto questo consenso –dice Bartucci-. Condividiamo scelte ed idee con Principe, adesso non possiamo che impegnarci per il ballottaggio». Al battesimo politico di Principe e Talarico ha partecipato anche Marina Simonetti presidente di Attiva Rende. Lei insieme ad Andrea Cuzzocrea e Mario Barucci simbolicamente si mettono al fianco di Sandro Principe per sottolineare l’unità e la condivisione della scelta. «Avremmo voluto fare le primarie, ci siamo dovuti accontentare del primo turno -conclude Mimmo Talarico – abbiamo perso ma non staremo a guardare».

«RENDE PILOTA DI UNA NUOVA POLITICA» Alla coalizione politica dei rivali reagisce però anche Marcello Manna. «La partita che si gioca non è solo quella della carica di sindaco, ma è quella di spazzare via alleanze immorali e che non hanno niente a che vedere con la politica sana. Principe, Talarico (con Ponzio), Tursi Prato, Stellato, rappresentano tutto ciò. È il momento di sovvertire il tentativo di una riproposizione amministrativa preistorica che ha solo lo scopo di mettere le mani sulla città – dichiara il sindaco uscente -. Mentre la società esprime interessi del presente, le istituzioni devono avere una visione più lunga che guarda anche al futuro. La nostra azione è una mediazione costante tra presente e futuro, con garanzia di autonomia rispetto alla politica e, oggi, è quanto mai necessario difendere l’ente comunale e la città dalla partitocrazia che vorrebbe tornare». (m.presta@corrierecal.it)





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